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ISBN 9788895437385

Autore: Matteo Pacini

Collana: Dissertatio

Genere: Saggio

Pagine: 147

Uscita libro: Marzo 2010

Caravaggio Editore

Descrizione: Del cibo abbiamo bisogno, e sicuramente in tal senso ne dipendiamo. Tuttavia, non è questo che rovina il rapporto con esso, ma piuttosto un infelice incontro tra l’appetito e il significato estetico e di successo legato al peso e alla forma fisica. In tutto il mondo milioni di persone sottopongono l’appetito ad un maltrattamento continuo, e pretendono che si calmi e se ne ritorni da dove è venuto. Parallelamente, il peso medio nei paesi ricchi aumenta anziché diminuire, e l’appetito diventa sempre più arrabbiato e sempre più associato ad un umore agitato e insoddisfatto. Mangiare male, ancora prima che un problema di scelta degli alimenti e dei ritmi, sta nel non conoscere quali sono le funzioni che regolano il comportamento alimentare. È necessario sapere che c’è la fame e c’è l’appetito, e che non sono la stessa cosa. La dieta dialoga con la fame, ma è l’appetito che risponde, e i conti non torneranno mai in questo modo. Non tornano sulla bilancia, così come nella capacità di imparare a controllarsi. Mangiar male significa diventare dipendenti da un piacere che tutto dovrebbe fare fuorché togliere felicità. Questo libro è un tentativo di riunire una serie di semplici conoscenze sui meccanismi della fame e dell’appetito e su come possono impazzire nei disturbi del comportamento alimentare, fino a trasformare un elemento scontato e piacevole, in una schiavitù angosciante. Non ci aiutano i nostri geni, che sono soltanto capaci di farci mangiare di più, e di farci immagazzinare di più quel che mangiamo, e neanche il nostro istinto, che cresce sia quando è stimolato, che quando è bacchettato. Men che meno ci aiuta una cultura che ci chiede ciò che è biologicamente impossibile, cioè di tenere a freno gli istinti, inondandoci poi di tentazioni e di abbondanza. La maggior parte delle soluzioni risolvono ciò che possono risolvere, che è solo la punta dell’iceberg di un problema cerebrale, prima che dello stomaco.

Prezzo di copertina: 12,50 €

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ISBN: 9788896096727
Autore: Michele Artale
Editore: & MyBook
Collana: Narrativa
Pagine: 84
Prezzo: 12,00 €

Descrizione: Un banale incidente, la rottura di un menisco, che ad uno sportivo costa al massimo un mese di fermo agonistico, mentre per Alessandro Massone si rivela un’agonia: un’attesa durata sei mesi, due ricoveri in ospedali diversi, due interventi chirurgici, con la conseguente perdita del posto di lavoro. Nonostante ciò, il protagonista non è nemmeno nelle condizioni di poter agire legalmente nei confronti dei responsabili. L’estensione della denuncia fa sì che Un’accozzaglia di avvoltoi non sia un romanzo né un racconto, ma una novella. Essa non ha le dimensioni del romanzo, poiché manca delle qualità generali di questo, e non è neppure un racconto, che tratta un episodio, un frammento di vita. Come una novella, Un’accozzaglia di avvoltoi aspira ad essere qualcosa di più compiuto: un romanzo in miniatura.

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ISBN: 9788896096673
Autore: Fra Coraggio
Collana: Narrativa
Pagine: 282
Prezzo: 16,00 €

Descrizione: Una casella si rivelava intricata come un labirinto, un’altra oscura come la notte, o proprio come la morte. Ce n’erano certe dove percepivi lo scorrere dell’acqua sotto un ponte o in giro a una fontana, altre in cui i muri ti serravano in cima a una torre o nel fondo di un pozzo, nella cella disperante di una prigione o nella camera straniera di una locanda. Certe caselle recavano il sigillo degli angeli, certe condividevano il senso stesso dei dadi, ossia del grande motore universale. Certe caselle si abbandonavano presto, scivolavano via in un battere di ali o di ciglia, ed erano già rimpianto. In certe altre si era costretti a indugiare assai più a lungo, sembrava che non ci si sarebbe più affrancati da esse. E accadeva in talune caselle proprio speciali che le storie si andassero moltiplicando come all’infinito, ma poi giungeva pur sempre una fine e si ripartiva di nuovo. 90 caselle, un variopinto cartellone riempito di figure tracciate con gli acrilici, un magico labirinto da percorrere con passo trasognato.

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Recensione di Stefano Aicardi


In Il Mondo… val bene una Messa tre viaggi nel mondo e nel tempo di oggi.

Viaggiando nelle pagine di Luciano Menoni si condivide la sensazione di disfarsi progressivamente del tempo. Se il viaggio è per sua natura la “creazione” di una specie di isola separata dalla vita, anche per l’idea della rottura dalla monotonia del lavoro e dei paesaggi quotidiani, la scelta della meta può amplificare o meno questa sensazione. E tuttavia nell’era della globalizzazione possono nascere sentimenti contrapposti: da un lato città e paesi che si somigliano sempre di più e producono nel viaggiatore una certa malinconia proprio per la sensazione che danno di una vita che continuerà anche senza di noi; dall’altra, anche per reazione, il tentativo di immergersi nella diversità assoluta, di portare all’estremo proprio l’idea del viaggio come “immersione” frenetica ed esilarante nella diversità stessa.
Anche per questo nei tre racconti di viaggio di Luciano Menoni si respira il rapporto tra il viaggio e il tempo. La scansione metodica per giornate si unisce a una struttura che inizia quasi “in medias res”, con un viaggio in aeroporto preceduto da un resoconto volutamente sintetico della preparazione del viaggio, e finisce con una secca “morale della favola” che suggerisce molto più di quanto venga effettivamente detto. Menoni adotta un approccio via via meno umoristico al racconto, coerente con la sua visione del viaggio come un’esperienza schizofrenica, carica di un grottesco che non ha paura di colorarsi occasionalmente di pathos. Nel viaggio a Londra, è soprattutto il diffuso benessere a essere preso di mira come la fonte di un estetismo esasperato, colto con ammirevole ironia dal gioco di parole tra Norman Foster e la famiglia Forrester di “Beautiful”. Eppure Menoni coglie anche il lato “epicureo” di una nazione dedita al piacere del passato e del presente, più che del futuro.
Ad uno stile non lontano dalle deformazioni espressioniste del Paolo Villaggio scrittore si unisce una capacità quasi cinematografica di trovare elementi ricorrenti, ripetizioni che vanno oltre le diversità culturali: questo produce da un lato effetti comici, come la costante ossessione di Menoni per il traffico e per la qualità del cibo, ma anche di sorprendente delicatezza quando l’autore descrive l’usanza cinese e indiana di formare “capannelli” di persone che si piazzano alle spalle del turista occidentale, spiando il suo giornale e lo scrutano con una naturalezza per noi inconcepibile.
Per ogni racconto Menoni sceglie una resa efficace di quel senso di “compressione” e “dilatazione” a fisarmonica del tempo di cui abbiamo parlato, che ha come effetto una sorta di riproduzione del “mood” del paese visitato: se l’Inghilterra è descritta con brevità e “under statement”, le pagine sulla Cina sembrano protrarsi all’infinito nell’incessante susseguirsi di deliri, violenza sommersa, inventiva, odori, gentilezze e paccottiglie; il tormento prodotto dal contatto con l’India produce invece pagine di realismo rassegnato, a cui di fronte all’orrore rimangono solo le parole. Read more


In quest’articolo troverete il bando e la liberatoria in formato word da scaricare per partecipare al concorso di poesia Castello e borgo murato di Moneta.

1° concorso di poesia “Castello e borgo murato di Moneta”, organizzato dal Circolo Arci “Spazio Uno”, con il patrocinio del comune di Carrara, e in collaborazione con “RUPE MUTEVOLE Edizioni”.

Spedire gli elaborati entro e non oltre il 31/03/2010

In palio:

- al primo classificato la pubblicazione gratuita di un volume di poesie, con regolare contratto editoriale con la c. editrice Rupe Mutevole Edizione.

- al secondo classificato la scultura realizzata da un artista del posto.

- al terzo classificato in omaggio un box di libri messi a disposizione da Scrittura Informa. Read more

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