ISBN 9788895437064
Autore: Daniele D’Alberto
Collana: Coacervo
Pagine: 69
Rilegato: brossura
Prezzo: 8,00€
CARAVAGGIO EDITORE
Anno 2007
Elevazione morale e spirituale di luminare e guru, ma status di “scribacchino”.
Laddove conciliare questi due concetti sembra alquanto improbabile si fa avanti una voce, un libro, come brillante opera di coscienziosa denuncia ad una Realtà scombussolata ed ormai inumanamente dipendente da sentimenti che nulla più hanno in comune con quelli che dovrebbero essere invece i valori senza tempo.
Con la linearità di uno spirito vagabondo, ma non flaneur, e con una solida maturazione individuale, che definisce l’esistenza di barriere fisiche e mentali dell’uomo come unicamente autoimposte, colui che si autoproclama scribacchino affronta in questo suo libro i dilemmi di una modernità che paradossalmente si definisce tale… Lo scribacchino realizza una personalizzazione che sottilmente raggiunge tutti i campi dell’interesse moderno: amore, lavoro, famiglia, successo, ambiente, cultura, ecc., e la struttura su termini umani, e non solo, che costantemente interagiscono come flashback in storie che, seppur scollegate per filone contenutistico, sembrano ricongiungersi tutte sotto il tetto comune del rimpianto. Inoltre che la conclusione del segmento narrativo si protenda verso la speranza di cambiamento o meno, ogni aspetto sembra ricondurre a quell’immagine che lo scribacchino ci propone di se stesso nel capitolo finale: un uomo che scruta dalla propria finestra un mondo a cui sente di non appartenere, affibbiando alla finestra il significato tanto di evasione quanto di carcere del suo status da “emarginato”.
È proprio nel capitolo conclusivo che la narrazione perde infine la sua connotazione, facendosi più simile ad un appello. Quasi fosse un dannato egli rafforza, per l’effetto del contrario, tutte le contraddizioni del contesto in cui si ritrova ormai a vivere.
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