Tanto per cominciare vorrei ringraziarvi tutti: dopo l’uscita del numero Zero di Bookland, sono piovute tantissime domande sulla mia casella di posta elettronica: non pensavo di riscuotere un simile “successo” e devo dire che ne sono rimasto davvero lusingato.
Adesso però torniamo all’argomento che più ci interessa: i vostri quesiti. Come al solito ho scelto quelli che mi parevano più significativi. Buona Lettura!
Tempi di pubblicazione: cosa succede se non sono specificati sul contratto?
Ciao Anonimo!
Ho un problema che mi sta affliggendo da diversi mesi: ti spiego subito tutto. L’anno scorso ho firmato un contratto editoriale con la casa editrice xxxxx e al momento della firma non ho fatto caso al piccolo particolare che sul contratto non c’era specificata una “data di pubblicazione”. Al momento, da ingenua, ero anche convinta che avrei toccato il mio libro entro uno o due mesi dalla firma, ma, dopo tre mesi di attesa, non ho ricevuto nessuna notizia! Al che li ho chiamati io e mi hanno detto che il libro sarebbe stato pubblicato solo entro un anno! Non ti dico la mia faccia!… Ovviamente mi sono arrabbiata non poco e ho inveito contro il poveretto che mi aveva risposto. Adesso è trascorso un anno e siamo alla revisione delle bozze su carta. Dico io: è normale che sul contratto non sia specificata una data di pubblicazione? Sono stata raggirata? Grazie.
Melly
Cara Melly, ti rispondo subito: non sei stata truffata, nel senso che non è obbligatorio inserire una data di pubblicazione o delle scadenze, questo in quanto all’editore potrebbero anche insorgere imprevisti o crearsi dei rallentamenti nella pubblicazione, che lo esporrebbero a rischi, mettendolo nella condizione di non poter rispettare le varie scadenze. Ovviamente sarebbe sempre meglio chiarirsi fin dal principio, per evitare spiacevoli equivoci come nel tuo caso. Comunque, se vuoi saperlo, per Legge, un qualsiasi editore, non può far trascorrere più di due anni tra la stipula del contratto e la pubblicazione del libro, quindi il tuo editore credo che sia ancora nei limiti. A questo proposito sul contratto di solito inseriscono la seguente dicitura: l’editore ha il dovere di pubblicare entro i termini massimi previsti dalla Legge. Se sul tuo contratto non c’è scritto nemmeno questo, penso che tu ti possa appellare in qualche modo, ma non so a cosa possa servirti adesso che sei quasi giunta alla pubblicazione.
Perché certi editori non accettano copie cartacee, per la valutazione, e pretendono il file.
Anonimo, spero tu possa aiutarmi: qualche settimana fa ho inviato un mio manoscritto a un editore della provincia di Roma. Ho semplicemente stampato il mio libro su fogli A4, l’ho fatto pinzare e l’ho inviato con posta raccomandata spendendoci anche una cifretta considerevole. Dopo un po’ di giorni mi telefona la casa editrice, dicendomi che non valutano proposte cartacee e che avrei dovuto consultare il loro sito, nel quale era scritto chiaramente. A quel punto avrebbero “buttato” il mio pacchetto, senza nemmeno provare a rispedirmelo (in modo che potessi riutilizzarlo), e avrebbero letto il mio libro solo se lo avessi spedito come file alla loro casella e-mail. Ma scusa, è normale? Ho risposto che ci avrei pensato, ma il mio pensiero era andato subito ai soldi e al tempo spesi. Poi ho fatto un’altra considerazione: se io invio il file, che garanzie ho? Non possono copiare la mia opera?
Sara
Sara, mi spiace per quello che ti è accaduto: deve essere stata un po’ una delusione ricevere a breve distanza dalla tua spedizione del manoscritto una telefonata della casa editrice, la quale ti informava, addirittura, che avrebbero buttato il tuo pacchetto perché non conforme al loro “metodo di valutazione”. Purtroppo però non puoi farci nulla: ogni editore ha il diritto di scegliere queste modalità di presentazione, forse anche per snellire le procedure. In effetti la colpa è anche tua in quanto avresti dovuto visitare quantomeno il loro sito, prima di fare la spedizione, non trovi? Ragazzi – e mi rivolgo a tutti i lettori e non solo a Sara – quando vi mettete in testa di proporre un’opera, fatelo informandovi bene prima, semmai anche telefonando o scrivendo se necessario! Questa regola vale per ogni cosa, non solo per il mondo dell’editoria; sembra banale come concetto, ma la lettera di Sara non è l’unica, e questo è sconfortante!
Per quanto riguarda il file, puoi inviarlo in PDF se hai problemi di fiducia, ma prima di tutto renditi conto che, senza offesa, difficilmente all’editore capitano dei veri capolavori! Quindi perché dovrebbe rischiare conseguenze legali per un’opera mediocre o al massimo mediamente discreta? In ogni caso, considerato che ognuno si ritiene un “grande scrittore” anche a 15 anni, un’altra soluzione è quella di pubblicare “da soli”, nel senso quella di usare una casa editrice che offra questo genere di servizi di pubblicazione, senza però pretendere i diritti dell’Opera in cambio. Solo così l’Opera risulterebbe pubblicata, quindi intoccabile, e i diritti sempre in mano vostra. Inoltre potreste presentare ad altri editori il libro bello e stampato, oltre che il file, laddove richiesto naturalmente.
Anonimo62

Caro Anonimo,
innanzitutto volevo ringraziarti per i consigli che dispensi. Non è cosa da poco trovare qualcuno che spieghi la realtà del mondo dell’editoria in modo chiaro e soprattutto realistico. Io sono ancora molto giovane,e dal momento che sono decisamente alle prime armi,volevo chiederti un parere in merito ad una proposta contrattuale che prevede l’accuisto di un minimo di 100 copie a fronte di una tiratura di 200!? In sostanza l’autore si auspica di stamparne 1000, ma come prima edizione soltanto 200, praticamente “a rate”. Secondo te non è quasi come dire: te lo stampi e te lo compri? E’ una proposta da considerare secondo te?
Grazie
Posted by chiara | 18 marzo 2009, 18:44Intanto si scrive “acquisto”
Comunque sono arrivato al punto di sconsigliare questi editori che promettono grosse tirature e che poi stampano tipo 2 copie in più delle 100 da te comprate.
Meglio un buon book on demand: con 50 copie spendi molto meno e i risultati sono anche migliori, visto che il book on demand si è evoluto ultimamente. Io sto provando & my Book (www.andmybook.it) e finora mi trovo bene, anche il sito è carino e ben fatto, presto uscirà il mio libro.
Posted by Anonimo62 | 18 marzo 2009, 18:56Ciao Anonimo,
Avevo una domanda. Io abito in Sardegna, in un paese di diecimila persone. Mi è venuto un dubbio riguardo all’editore. Se uno di essi decide di pubblicarmi, dove verranno distribuite le copie del libro? che tipo di pubblicità verrà fatta per un opera di un anonimo?
Grazie in anticipo.
Posted by Matteo | 1 settembre 2009, 13:34