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Subumani Finiti

Segnalazione di Linda Erra

Titolo Libro Subumani Finiti
Autore Federico Pennese
Editore Edizioni Montag
Collana Edizioni Montag
Genere Letteratura

Descrizione Un poeta maledetto, della sofferenza ,”maleducato” co-me spesso si massifica, anzi, forse questo senso della produzione letteraria “satanista” abita nelle sue straordi-narie espressioni per la perfezione stilistica e la multi-forme varietà dei contenuti. Un linguaggio a “toni” tanto muscolosi, che la sua poesia può essere valutata quasi oscena, oltraggiosa verso la pubblica morale, ma al con-tempo delicata.

“Le Nostre Anime Anoressiche si sono scopate e amate nella bestemmia,
nella perdizione perenne, sotto l’insano patto.
L’Amore perfino se Dannato è Puro, è Beato,
è Santo nonostante il dono oscuro, non oltre il Suo Perdono”

L’amore, l’odio e la malinconia, in quest’opera contrad-distinguono un cardine fondamentale, rivelandone a sprazzi l’attendibile origine del bene e del male, che ampliano il suo fulgore. Bellezza/bruttezza eccentrica e inesplicabile, di un’atipicità martoriata e angosciosa che suscita spavento nel leggere la storia di un assassino da una mente deviata da mille vicissitudini.
“In quel preciso e fottuto istante un bagliore illumina la cantina buia dei miei ricordi, nell’intervallo rimpicciolito della violenza la disperazione ha fame di carne, perciò deve per forza divorare il corpo intero. Negli occhi spenti una tristezza immensa costringe all’aborto ogni speranza, l’iride è cupa forma in un traumatico disturbo. Ricordo il cadere senza rialzarsi nella melma dell’identità, ho la reboante neve decaduta dalla finestra del cielo nel cuore. Sono sempre così: mesto, fragile, sperso e indiavolato”

La nostalgia del rimorso, la ricerca di una perfezione violenta pressoché infattibile, la potente carica simbolica della parola per arrivare al senso nascosto dei messaggi, questo è ciò che a mio avviso emerge.

“Mi hanno violentato con collera, l’hanno attuato ripetutamente, continuando per anni senza avere un minimo di umanità. Chi ha subito un simile torto percepisce quanta af-flizione si prova nel tentare di buttarsi tutto l’aspro alle ossute spalle. Eppure erano “a-michevoli”, due persone di cui c’era di che fidarsi. In verità erano due magri suini pe-dofili, che hanno tessuto per anni la loro trappola, dove puntualmente terminavano in parecchi. Non c’è difesa nella melma delle periferie degradate e perfino chi finge di vo-lersi prendere cura di te, è pronto ad abusarti. Uno stupro non lo dimentichi comodamente, ti braccherà in eterno, oltre il traguardo dei tuoi anni”

Commenti sul Libro Assurdo nella composizione e nelle tematiche tracciate

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