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Novità in Libreria

Pietro dei colori

Segnalazione di Normanna Albertini

Titolo Libro Pietro dei colori
ISBN 978-88-7418-567-2
Autore Normanna Albertini
Editore Prospettiva Editrice
Collana lettere 140
Genere romanzo storico/noir

Descrizione Una mattina della primavera del 1456, Peruzza, vecchia contrabbandiera del ferro e del sale, entra nel borgo di Talada, sull’Appennino emiliano, accompagnata da una luna indifferente e dall’inquietante presenza della donna dai capelli rossi, che compare e scompare, a tratti, tra le fronde. La contrabbandiera arriva dalla Garfagnana e pare nascondere qualcosa.
Perché si spaventa quando un vecchio le chiede della lacca scarlatta usata dai pittori e del piccolo Pietro rapito dai briganti? E che cos’è quel libro prezioso che lei cerca e che alcuni vescovi profughi dalla Turchia avrebbero portato su quelle montagne? Che cosa vuole da lei l’ostessa dai capelli rossi? Non doveva essere morta? I ricordi si affollano nella sua mente, in un crescendo di eventi tragici in cui entra Pietro, rapito anni prima a Talada dal brigante Noè e poi diventato un grande pittore grazie all’incontro con il cartografo frate Mauro.
Il destino del Maestro di Borsigliana, Pietro da Talada, si intreccia con quello di Lucrezia Fina, bambina obbligata ad un matrimonio da cui si difende con il digiuno forzato, e di Orsola, cortigiana adolescente, che lo inizia all’amore. E Peruzza, che in realtà non è soltanto una commerciante di frodo, ma una brigantessa della banda di Noè, si trova, suo malgrado, a doversi occupare sia di Pietro sia della giovane sposa fuggiasca.
Personaggi realmente esistiti, frate Mauro e Pietro, pittore del neogotico italiano, si muovono in un contesto storico dove la brutalità dei condottieri di ventura, l’infierire delle pestilenze e la situazione di oppressione di donne e bambini vengono appena compensati dal fiorire delle arti e delle lettere nelle città toscane. E proprio dal Beato Angelico e da Filippo Lippi, Pietro impara i segreti dei colori, mentre si istruisce nella lettura e scrittura con frate Mauro.
In seguito, attirato dal desiderio di trovare il libro misterioso, il Corpus Ermeticum di Ermete Trimegisto, che conserverebbe i segreti del mondo, ma anche spinto dalla voglia di scoprire chi sono, in realtà, i suoi genitori, il pittore, con frate Mauro, ritorna a Talada. Abbandona, partendo, un trittico incompiuto della Vergine che insegna a leggere al Bambin Gesù, per il quale aveva posato Lucrezia Fina, da lui aiutata a fuggire dalla casa dove il marito stava morendo di peste.
Ma non è l’unico ad avviarsi verso i territori emiliani. Tra le selve della Garfagnana si muovono, a sua insaputa, anche Orsola, Lucrezia Fina, Peruzza e gli altri briganti.
Ovunque, dai cieli alle grotte, veglia la luna, che si materializza in misteriose statuette scolpite che ogni personaggio porta con sé e che, si scoprirà alla fine, essere la matrice inconscia della pittura di Pietro. Nei territori “lombardi” Peruzza compirà finalmente la sua vendetta, seguendo il volere della misteriosa donna dai capelli rossi: – “Non faceva, nascendo, ancor paura la figlia al padre, che ’l tempo e la dote non fuggien quinci e quindi la misura”. Devi far paura, devi far paura, se vuoi salvarti. – le aveva urlato spesso lei con i grandi occhi verdi infiammati di sdegno.
Provocatorio per le tematiche di violenza sui minori e sulle donne, in quel periodo accettate come normali anche dalla Chiesa, inquietante, intenso, il romanzo si spinge a volte oltre i limiti della narrazione, entrando nei cuori e nel disagio dei personaggi, per rivelarne il dolore impotente, dove le figure femminili emergono nella loro capacità di riscatto, mentre quelle maschili si rivelano comunque deboli, spesso limitate, opportuniste . Un romanzo che è anche ardente storia d’amore tra Pietro e Orsola, con momenti di calda passione, e, al contrario, struggente amore impossibile tra Pietro e Lucrezia Fina. Un libro che sorprende per lo stile e il linguaggio, per l’ottima caratterizzazione dei personaggi e per il finale, crudele, imprevisto, sorprendente rispetto a ciò che ci si aspettava dai protagonisti.

Commenti sul Libro Non paia un volo pindarico: quanto sarebbe piaciuta, l’emiliana Normanna Albertini all’arcigna sarda Grazia Deledda!
Le due scrittrici condividono il medesimo furente amore per un realismo assolutamente aderente alla vita, la quale non può che rimandare alla vita stessa. Un vitalismo che non ha niente d’idilliaco, ma a cui è sotteso un immancabile compenetrarsi tra i personaggi con il loro caratteri e la natura. Una natura simbolica, mitica, remota, in cui la realtà perde le dimensioni del tempo (il tempo degli uomini – repetita iuvant!), per riacquistare il tempo della Luna. La Luna dalla pelle impura, la cui faccia è immortalata da un misterioso Dàimon rupestre nelle pietre che ogni protagonista del romanzo reca seco.

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