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Recensioni Libri

LA NARICE DEL CONIGLIO

AUTORE: PAOLA  MASTROCOLA

EDITORE: GUANDA

COLLANA: PROSA CONTEMPORANEA

ANNO DI EDIZIONE: 2009

CODICE ISBN:978-88-6088-544-9

Di Sabrina Mattioli

Barbara Lope è a prima vista una ragazza come tante altre. Carina, timida, studiosa e con un futuro roseo e pieno di promesse davanti a sé. Eppure un giorno, durante un’interrogazione in quinta liceo,succede qualcosa che cambierà irrimediabilmente la sua vita, dimostrando che in comune con le sue coetanee ha ben poco. Barbara ha la possibilità di “mettere al tappeto” l’arrogante e presuntuoso primo della classe, tale Francesco Cossa. Ha studiato, ne sa quanto e più di lui sull’argomento ma inspiegabilmente, inaspettatamente, se ne sta zitta e, come se non bastasse, fa la narice del coniglio. Sì, proprio lei, la narice del coniglio: un lieve tremolio della narice destra, accompagnato da un’impercettibile sollevamento del labbro superiore, proprio come fa un coniglio, o quasi. E’ abbastanza per lasciare di sasso chi ha davanti che non sa mai bene se ridere, sentirsi offeso o preso in giro da quella strana smorfia. Sarà solo l’inizio. Ogni volta che Barbara fiuterà falsità, arrivismo, convenzioni vuote e superficiali in ciò che la circonda, si ritroverà a fare la narice del coniglio. E’ più forte di lei, non riesce proprio a evitarlo, anche se le costerà la sua “migliore” amica, un buon partito, un matrimonio da far invidia a molti e una carriera assicurata. Lei però è alla ricerca di qualcosa di più vero e di una leggerezza che non consiste nel sorvolare sulla vita guardandola dall’alto, ma nell’ attribuire ad ogni cosa il suo valore giusto e autentico.

Con una scrittura brillante e ironica Paola Mastrocola narra una storia che ha i tratti di una favola (genere a cui ci ha già abituati con romanzi come Che animale sei? (2005) e Se covano i lupi (2008), ed è allo stesso tempo una metafora della società contemporanea  che la scrittrice torinese sceglie di smascherare e scardinare con un gesto all’apparenza minimo, innocente, la smorfia di un bambino appunto, che diventa rivoluzionario e dirompente quando però compare dove uno meno se lo aspetta: sul volto di una giovane donna.La narice de coniglio è anche il racconto di una diversità e della solitudine che inevitabilmente ne deriva. Barbara però non vuole rimanere tagliata fuori dalla vita e il suo atteggiamento non è per nulla remissivo. Le sue non sono rinunce ma scelte. Ed è verso la vita, con  le sembianze di un bambino, che la nostra eroina andrà incontro alla fine.

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