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	<title>Bookland - Rivista Letteraria &#187; Interviste Autori</title>
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	<description>La Rivista dedicata ai Libri e agli Scrittori Esordienti</description>
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<title>Bookland - Rivista Letteraria</title>
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		<title>Intervista a Evelyn Storm</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 23:46:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Book on demand]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste Autori]]></category>
		<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittori esordienti]]></category>

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		<description><![CDATA[Scrivere. Perché? Perché mi piace, mi fa sognare, mi fa volare sulle ali della fantasia ovunque io voglia. Inoltre mi appaga, mi svaga la mente e mi aiuta a sfogare le mie emozioni. Scrive. Cosa? Ovviamente non scrivo di argomenti che non mi interessano o che conosco poco. Scrivo poesie, lettere, fumetti, racconti, diari e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
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		</p><p><a href="http://www.bookland.it/wp-content/uploads/2012/01/9788865600184.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1843" title="9788865600184" src="http://www.bookland.it/wp-content/uploads/2012/01/9788865600184.jpg" alt="" width="200" height="286" /></a></p>
<p><strong>Scrivere. Perché?</strong><br />
Perché mi piace, mi fa sognare, mi fa volare sulle ali della fantasia ovunque io voglia. Inoltre mi appaga, mi svaga la mente e mi aiuta a sfogare le mie emozioni.</p>
<p><strong>Scrive. Cosa?</strong><br />
Ovviamente non scrivo di argomenti che non mi interessano o che conosco poco. Scrivo poesie, lettere, fumetti, racconti, diari e romanzi.</p>
<p><strong>Tu come scrittore/scrittrice. Chi sei e come ti poni?</strong><br />
Sono prima di tutto una grande lettrice e un&#8217;appassionata di scrittura. Sono redattrice di articoli per una rivista online, una blogger e una scrittrice emergente. Tuttavia sono consapevole che ci sia ancora tanta strada da fare per riconoscermi a pieno titolo come una professionista, seppure già il solo fatto di poter scrivere lo consideri un&#8217;opportunità grandiosa ed un&#8217;esperienza indescrivibile. Spero solo di non perdere mai la mia vena creativa e “incoraggiare” sempre più persone a leggere ciò che scrivo.</p>
<p><strong>La penna per te corrisponde a…?</strong><br />
Una parte essenziale di me stessa. Diciamo che senza penna non vivo. Difatti devo sempre scrivere qualcosa, e quando dico sempre&#8230; intendo proprio sempre.</p>
<p><strong>Come ti collocavi nei confronti della scrittura prima di pubblicare un libro, e come ti senti adesso, stando ufficialmente su questo palcoscenico che si reinventa di continuo?</strong><br />
La passione per la scrittura e l&#8217;emozione di scrivere sono le stesse che provavo ancor prima di pubblicare. Ovviamente non mi sento arrivata, però adesso posso stringere tra le mani la mia creazione, pubblicizzarla in lungo e in largo, leggere i commenti o gli apprezzamenti della gente. E tutto questo mi fa sentire molto bene, anche se sono preparata al fatto che il mio libro non potrà piacere a tutti. Ma fa parte del gioco pure questo&#8230; già sto lavorando alla seconda parte, e di ricominciare tutta la trafila non mi dispiace proprio per niente.</p>
<p><strong>Se dovessi usare tre aggettivi per definire il tuo stile ponendoti però a distanza da esso, ovvero come il lettore della situazione e non come l’autore del libro in questione, quali useresti e perché?</strong><br />
Come aggettivi userei originale, scorrevole ed espressivo, perché è uno stile creativo, personale, che non è frutto di imitazione, che procede agevolmente e che esprime efficacemente i concetti e trova forza nel rappresentarli verbalmente.</p>
<p><strong>Il tuo libro: riassumilo brevemente e spiega perché qualcuno dovrebbe scegliere di acquistarlo, leggerlo e poi riporlo con cura nella propria biblioteca personale.</strong><br />
Grido d&#8217;amore è essenzialmente la storia appassionata, tormentata e travolgente che vivono due fratellastri non di sangue, Kyra Castelli e Tomas Morgan. É incentrata sulle loro vite e in modo particolare sulle loro emozioni, che entrambi descrivono ampiamente in prima persona in quello che diverrà poi un unico discorso legato da un senso logico. Ma è anche la nostalgia verso un paese straniero come la Germania, è la voglia di lottare e sudare per raggiungere il successo musicale e dare un senso al proprio destino, è il conforto dell&#8217;amicizia che a volte può riservare amare sorprese. E infine, è la necessità di dover lavorare e studiare, è lo sfogo che solo la danza può fornire al pari dello scrivere canzoni, è amare e soffrire al limite delle proprie possibilità. Essendo un romanzo molto vario e che tratta temi nei quali chiunque si possa riconoscere, nonostante sia rivolto perlopiù ai giovani adulti, Grido d&#8217;amore potrebbe essere una lettura piacevole sia nelle pause estive ed invernali che in qualsiasi momento. Potrebbe essere adatto a chi si è mai innamorato anche solo una volta nella vita o a chi ha avuto un sogno nel cassetto, a chi è fan dei Tokio Hotel o a chi nemmeno li conosce. Ma soprattutto a chi è romantico e pone i sentimenti al primo posto, non a caso sulla quarta di copertina è indicativa la seguente frase: «Soffrire è come amarti. È tormento e delizia, è dolore ed esaltazione. E cercarti, volerti, desiderarti sono un tutt’uno, anche se mi lasci senza difese e il mio cammino verso te mi piega, mi annienta, mi commuove e mi fortifica.<br />
Semplicemente… ti amo.»</p>
<p><strong>Modelli, forme, criteri e scelte. Si parla molto di tecniche di scrittura creativa e di chi si dice pro o contro. Cosa ti guida, allora, da un punto di vista squisitamente tecnico, durante il flusso della scrittura?</strong><br />
Certamente cerco, per quanto possibile, di non andare fuori tema, di non fare errori di ortografia e di seguire un modello ben preciso che si adatti al genere che sto scrivendo. Anche se lascio che le parole affluiscano dalla mia immaginazione e possano esprimersi liberamente secondo un&#8217;idea di base e secondo cosa mi suggeriscono il cuore e l&#8217;istinto.</p>
<p><strong>Le occasioni. Cosa ti emoziona, cosa ti stimola il ricorso alla penna? L’uso che ne fai, è per metabolizzare esperienze biografiche – e per esperienza biografica s’intendono anche quelle concernenti l’anima o fatti derivati dalla propria immaginazione/fantasia spinta – o si pone come “sforzo” d’immaginazione per riempire fogli che altrimenti sarebbe un peccato lasciare vuoti? Vale a dire: scrittura d’occasione o scrittura per mestiere?</strong><br />
Veramente mi emoziona un po&#8217; tutto, vale a dire un tramonto, un paesaggio innevato, un cucciolo o un bambino. Una storia d&#8217;amore, un film, un libro, una musica barocca, settecentesca, romantica o al contrario triste, potente e moderna. Ma potrei citare molte altre cose. Mentre il ricorso alla penna è una cosa istintiva. Non devo poi pensare molto a cosa voglio dire, mi basta posizionare le dita sulla tastiera del computer o la penna su un foglio bianco e inizio a scrivere. Io scrivo per metabolizzare esperienze biografiche, concernenti l&#8217;anima o fatti della mia fantasia, non c&#8217;è uno sforzo per riempire i fogli bianchi perché, per mia fortuna, non ho mai avuto il blocco dello scrittore. Semmai è il contrario, devo limitarmi o scriverei papiri. Quindi è una scrittura d&#8217;occasione ma anche per mestiere. Basta scrivere!</p>
<p><strong>Post stesura finale. Metabolizzi in quali modi la fine della stesura di un’opera, ovvero: la lasci mai andar via, o ne resti schiacciato al punto che una critica, una osservazione su di essa, ti pungono fino a farti male? Qual è la tua sensibilità d’artista. Parlaci della tua esperienza diretta.</strong><br />
Diciamo che è vero, come molti scrittori hanno detto, che a volte una storia prende la svolta che vuole. Hai nella testa un&#8217;idea di base ed inizi a metterla giù, ma poi ti accorgi che le parole e i tuoi stessi personaggi hanno preso una piega imprevista e che il finale non sarà quello che ti sei immaginata o prefissata. A parte questo, la mia opera la sento completamente mia, come se avessi avuto un parto, letteralmente parlando, perciò quasi come se fosse una figlia. Quindi sarei ipocrita e falsa se dicessi che la lascerei andare via, ma non sono nemmeno così “chiusa” mentalmente da lasciarmi scoraggiare o soffrire da un critica. Sono sensibile il giusto. Se qualcuno dovesse farmi un&#8217;osservazione spiacevole sul mio romanzo, come ho già detto, la accetterei. Non potrei fare altro. Magari cercherei un punto d&#8217;incontro per venire incontro ad entrambi o al limite migliorarmi.</p>
<p><strong><a href="http://www.andmybook.it/2011/06/28/grido-damore/">Acquista il libro dell&#8217;autrice qui</a></strong></p>
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		<title>Intervista a Alessandra Simona Columbaro</title>
		<link>http://www.bookland.it/2010/06/09/intervista-a-alessandra-simona-columbaro/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 09:51:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste Autori]]></category>

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		<description><![CDATA[Alessandra Simona Columbaro è nata nel 1967 sotto il segno del Sagittario e per questo ha ogni tanto i piedi per terra e più spesso lo sguardo rivolto al cielo. Si è diplomata in pianoforte e alterna l’insegnamento dello strumento a laboratori di musica nelle scuole primarie e dell’infanzia. Le piace la musica ma anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Alessandra Simona Columbaro</strong> è nata nel 1967 sotto il segno del Sagittario e per questo ha ogni tanto i piedi per terra e più spesso lo sguardo rivolto al cielo. Si è diplomata in pianoforte e alterna l’insegnamento dello strumento a laboratori di musica nelle scuole primarie e dell’infanzia. Le piace la musica ma anche il silenzio in cui si perde curando il suo minuscolo giardino, leggendo e scrivendo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Scrivere. Perché?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La scrittura è stata sempre per me uno spazio sconfinato in cui lasciar andare liberi i pensieri, le emozioni, i sogni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Scrive. Cosa?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Scrivo quello che di volta in volta la vita e le idee mi suggeriscono. Ma spesso vado al di là della realtà, in una dimensione un po’sospesa e onirica che più mi corrisponde.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tu come scrittrice. Chi sei e come ti poni?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Scrittrice…no, mi pare troppo. Sono solo affascinata dalla parola, dal suo suono e dal suo significato. Mi piace che le parole esprimano, raccontino, tengano compagnia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La penna per te corrisponde a…?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un piccolo oggetto dormiente ma che quando si sveglia è capace di tutto…</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come ti collocavi nei confronti della scrittura prima di pubblicare un libro, e come ti senti adesso, stando ufficialmente su questo palcoscenico che si reinventa di continuo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mi sento ora come prima: piccola di fronte all’immensità delle parole e a ciò che esse possono esprimere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se dovessi usare tre aggettivi per definire il tuo stile ponendoti però a distanza da esso, ovvero come il lettore della situazione e non come l’autore del libro in questione, quali useresti e perché?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">- Asciutto, perché pur amando la musica barocca non amo la ridondanza nell’espressione delle emozioni e dei pensieri.</p>
<p style="text-align: justify;">- Sospeso, perché mi piace pensare che la realtà non sia solo quella che si tocca.</p>
<p style="text-align: justify;">- Giocoso, perché le parole sono come pedine su una scacchiera: ci sono molte mosse possibili che non finiscono mai di sorprendere.<span id="more-1737"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il tuo libro: riassumilo brevemente e spiega perché qualcuno dovrebbe scegliere di acquistarlo, leggerlo e poi riporlo con cura nella propria biblioteca personale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nell’antologia Bookland 2010 ci sono due racconti e una fiaba miei. I racconti offrono un punto di vista su due delicate dimensioni che fanno parte della nostra vita: la malattia e l’immigrazione. La fiaba ci parla di un sopruso vinto dalla forza dell’amicizia e dal coraggio di alzare la testa. Pur nelle loro differenze di genere e di contenuto, il filo conduttore che tiene legati i tre scritti parte dall’importanza che riveste per me l’ascolto di se stessi e dell’altro in uno scambio unico, prezioso. Considero l’ascolto, lo “stare” come condizioni essenziali per un vivere consistente, consapevole, autentico. Se c’è chi la pensa come me, forse potrà trovare nei miei scritti una consonanza al proprio modo di sentire la vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Modelli, forme, criteri e scelte. Si parla molto di tecniche di scrittura creativa e di chi si dice pro o contro. Cosa ti guida, allora, da un punto di vista squisitamente tecnico, durante il flusso della scrittura?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il suono delle parole e delle loro combinazioni, l’efficacia che possono avere per esprimere determinati vissuti, emozioni, immagini. Se c’è un “vocabolario universale” è pur vero che ciascuno sceglie di utilizzare forme e stili che sono più vicini alla propria sensibilità ed esperienza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le occasioni. Cosa ti emoziona, cosa ti stimola il ricorso alla penna? L’uso che ne fai, è per metabolizzare esperienze biografiche – e per esperienza biografica s’intendono anche quelle concernenti l’anima o fatti derivati dalla propria immaginazione/fantasia spinta – o si pone come “sforzo” d’immaginazione per riempire fogli che altrimenti sarebbe un peccato lasciare vuoti? Vale a dire: scrittura d’occasione o scrittura per mestiere?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sforzo mai, varrebbe la pena fare tanta fatica andando a caccia di contenuti? Se non se ne hanno significa che è il momento del silenzio. Degnissimo, peraltro. Se si è disposti ad essere ricettivi, la vita offre spunti infiniti di osservazione e fa vibrare l’anima in continuazione (nel bene e nel male naturalmente…). La penna raccoglie queste emozioni, si lascia attrarre da giochi di parole, insegue idee più o meno fuggevoli, cattura luci ed ombre e poi comincia a parlare…</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Post stesura finale. Metabolizzi in quali modi la fine della stesura di un’opera, ovvero: la lasci mai andar via, o ne resti schiacciato al punto che una critica, una osservazione su di essa, ti pungono fino a farti male? Qual è la tua sensibilità d’artista. Parlaci della tua esperienza diretta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un’opera per me finisce quando altre parole sarebbero di troppo. Come nella musica, c’è un ritmo che scandisce il passo e un tempo che lo abbraccia anche nella scrittura. Andare oltre sciuperebbe la pulsazione naturale. Un’opera compiuta è un tassello del grande mosaico che colora la mia immaginazione. Le critiche, se costruttive e motivate, sono uno stimolo ad approfondire la propria ricerca interiore e un’opportunità di crescita.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.andmybook.it/2010/01/08/bookland-2010/"><strong>Per acquistare l&#8217;antologia Bookland</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Intervista a Candida Colucci</title>
		<link>http://www.bookland.it/2010/01/11/intervista-a-candida-colucci/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 14:22:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste Autori]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui di seguito potete leggere l&#8217;Intervista a Candida Colucci. Ecco cosa ci dice di lei: Candida Colucci è nata a Bari, il 20 Giugno 1977. Dopo aver cocciutamente festeggiato per circa dieci anni consecutivi il suo diciannovesimo compleanno, su invito di parenti ed amici, ha ripreso ad avanzare con l&#8217;età, prima di cominciare a destare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2009/12/io.jpg" alt="" width="200" height="204" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qui di seguito potete leggere l&#8217;Intervista a Candida Colucci. Ecco cosa ci dice di lei: </strong>Candida Colucci è nata a Bari, il 20 Giugno 1977. Dopo aver cocciutamente  festeggiato per circa dieci anni consecutivi il suo diciannovesimo compleanno,  su invito di parenti ed amici, ha ripreso ad avanzare con l&#8217;età, prima di  cominciare a destare troppi sospetti. Quindi ora ha ventidue anni.  Durante i suoi diciannove anni ha conseguito la laurea in chimica, grazie  alla quale si barcamena in acrobatici equilibrismi di precariato. E&#8217; amante  del gioco di ruolo in ogni sua forma, ed è stata proprio questa passione a  spingerla a scrivere, iniziando con racconti che narrano avventure vissute al  tavolo da gioco o ad eventi dal vivo. Sogna un giorno che Terry Pratchett (che  ella stessa ha conosciuto, tiene a specificare) legga una sua storia… Si è  imposta come missione di vita la salvaguardia della stirpe dei draghi  -giocattolo- dalla distruzione infantile. Colleziona quindi pupazzi di forma  draconica, per preservarne almeno uno per tipo dalle grinfie dei bambini che li  destinerebbero all&#8217;estinzione… del resto loro non possono apprezzarne appieno le  forme aggraziate e terribili, i poderosi artigli con cui: “Muori, cavaliere!”  “Arrg aaahhh wosh…” err.. cosa stavamo dicendo? Ah, certo…  Concludiamo  menzionando i nomi dei suoi due splendidi furetti che non mancano mai di donarle  affetto ed idee: Figaro e Lancillotto.<span id="more-1515"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per cominciare parlaci di te come Scrittrice. Come e quando nasce in te l&#8217;esigenza di scrivere e cosa rappresenta per te la Scrittura?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quando ho iniziato la mia lunga carriera di narratore di  Dungeons&amp;Dragons, iniziai a scrivere le avventure da giocare, immaginandomi  svolte incredibili e colpi di scena che puntualmente venivano evitati dai miei  giocatori. Pervasa da un sentimento di rivalsa, ho iniziato a scrivere le  medesime storie così come avrei voluto che si svolgessero. Naturalmente da  fantasia nasce immaginazione e sono andata oltre le storie del tavolo da gioco,  anche se la maggior parte dei miei personaggi sono realmente esistiti. Scrivere  le loro storie mi permette di dare sfogo ad una ribollente creatività che  altrimenti mi avrebbe già da tempo condotto alla schizofrenia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ora passiamo al Libro che hai pubblicato con &amp; MyBook; parlaci di quest&#8217;Opera dettagliatamente e, se vuoi, regalaci qualche aneddoto interessante che riguarda la sua stesura e la sua pubblicazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non ho memoria di tutti i racconti che ho scritto. Per lo più erano storie di  poche pagine, che dopo essere state lette da una piccola cerchia, finivano  sperdute chissà dove. L&#8217;opera inusuale pubblicata con &amp; MyBook, una  raccolta di ben due racconti, si è salvata dalla dimenticanza del tempo solo  grazie ad internet, poichè caricati in rete anni orsono. Mi son tornati alla  memoria dal momento che parlano di Hermes, il mio più caro personaggio giocato,  nonchè protagonista del romanzo che stavo scrivendo. Troppo lunghi per  essere considerati &#8216;racconti&#8217; e troppo corti per essere &#8216;romanzi&#8217;, la loro  evoluzione naturale li avrebbe portati alla temuta &#8216;morte nel cassetto&#8217;, quando  un giorno incontrarono &amp; MyBook e le sue offerte speciali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Finora il tuo Libro, a sentire coloro che lo hanno già letto e che ti hanno regalato le proprie impressioni, ti ha dato delle soddisfazioni? Oppure i vari commenti ti stanno spingendo a migliorarlo ulteriormente?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per lo più l&#8217;hanno letto parenti ed amici, quindi non ho ricevuto alcun parere  obbiettivo, sebbene nel complesso i giudizi si sono rivelati soddisfacenti.  Questi racconti narrano gli esordi di Hermes Arechi, eroe del mio primo  romanzo e protagonista del secondo in produzione, ed è una grande soddisfazione  per me incontrare amici che mi chiedono impazientemente quando sarà pronto il  nuovo libro. Chissà se la penseranno così anche gli utenti di &amp; MyBook?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per concludere: considerato che hai pubblicato con un Book on demand, puoi darci le tue impressioni in proposito? Quali sono, in pratica, gli aspetti positivi e, al contrario, gli aspetti che cambieresti per rendere migliore il servizio? Parlacene facendo, se puoi, un confronto con i classici editori &#8220;a contributo&#8221; (se hai avuto qualche esperienza con essi ovviamente, e senza fare nomi).</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non ho mai avuto esperienze di pubblicazione &#8216;a contributo&#8217;, ma ho preferito un  editore on demand rispetto ad uno a pagamento per la schiettezza del rapporto e  la possibilità di personalizzare la pubblicazione con servizi accessori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E con questo abbiamo terminato la nostra intervista a Candida Colucci, che ringraziamo. Vi ricordiamo che, se volete acquistare il suo Libro, potete cliccare <a href="http://www.andmybook.it/2009/11/25/le-mirabolanti-prodezze-di-hermes-arechi/">qui</a>.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Intervista a Riccardo Armatori</title>
		<link>http://www.bookland.it/2009/10/18/intervista-a-riccardo-armatori/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 10:16:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cloud</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste Autori]]></category>

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		<description><![CDATA[Nome Autore: Riccardo Armatori Sito web: www.belindoro.it Scrivere. Perché? Sono il famoso BELINDORO della Liguria, ho voluto raccontare la mia vita dopo lunghi anni di insistenze da parte delle persone che mi conoscono. Scrivere. Cosa? Quello che penso al momento. Tu come scrittore. Chi sei e come ti poni? Sono una persona affabile e molto espansiva, mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-1369" src="http://www.bookland.it/wp-content/uploads/2009/10/Pittore.jpg" alt="" width="350" height="236" /><br />
<strong> Nome Autore:</strong> Riccardo Armatori<br />
<strong> Sito web</strong>: www.belindoro.it<br />
<span id="more-1368"></span><strong> Scrivere. Perché?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono il famoso BELINDORO della Liguria, ho voluto raccontare la mia vita dopo lunghi anni di insistenze da parte delle persone che mi conoscono.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Scrivere. Cosa?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quello che penso al momento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Tu come scrittore. Chi sei e come ti poni?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono una persona affabile e molto espansiva, mi pongo alle persone come sono veramente senza mezze misure, mi diletta scrivere come parlo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> La penna per te corrisponde a…?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È un prolungamento del mio corpo, perciò posso esprimere i miei pensieri in modo indelebile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Come ti collocavi nei confronti della scrittura prima di pubblicare un libro, e come ti senti adesso, stando ufficialmente su questo palcoscenico che si reinventa di continuo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mi è sempre piaciuto scrivere fin da bambino, ho scritto alcuni racconti e favole senza mai pubblicarli, ora mi sento molto appagato per aver pubblicato il mio libro “La vera vita e le perversioni erotiche di BELINDORO” che riscontra molto successo. Questo è un palcoscenico che già conosco, avendo lavorato molti anni nello spettacolo come attore ecc… ed essendo pittore e scultore surreale, perciò è il mio mondo, adoro sempre il diversivo, non mi dà tempo di annoiarmi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Se dovessi usare tre aggettivi per definire il tuo stile ponendoti però a distanza da esso, ovvero come il lettore della situazione e non come l’autore del libro in questione, quali useresti e perché?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Personale, schietto e molto intimo. Personale perché rispecchia il mio modo di pormi. Schietto perché pane al pane, vino al vino. Molto intimo, perché descrivo con sincerità anche gli avvenimenti scabrosi da me vissuti. Il sesso fa parte integrante della vita, perciò non bisogna vergognarsi. I miei figli sono cresciuti senza tabù e vi posso garantire che sono veramente stupendi sotto tutti gli aspetti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Il tuo libro: riassumilo brevemente e spiega perché qualcuno dovrebbe scegliere di acquistarlo, leggerlo e poi riporlo con cura nella propria biblioteca personale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il mio libro racconta la mia vita vissuta alla grande, nel bene e nel male che non mi ha scalfito, ma rafforzato per affrontare la vita con più decisione. Il sesso che è il fulcro del racconto, la descrizione della mia prigionia, l’ambiente dello spettacolo, i motori, le donne, le perversioni, la serenità ritrovata in una donna meravigliosa, specialmente cerebralmente, e compagna di vita. Consiglio di comprare il mio libro a persone molto aperte di idee per leggere avvenimenti veramente vissuti, per poi conservarlo per una lettura post datata, anche ai posteri per trarne qualche insegnamento. Invece ai bigotti lo sconsiglio per non incorrere a commenti negativi e inutili.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Modelli, forme, criteri e scelte. Si parla molto di tecniche di scrittura creativa e di chi si dice pro o contro. Cosa ti guida, allora, da un punto di vista squisitamente tecnico, durante il flusso della scrittura?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non seguo nessun modello, sono sempre me stesso, quasi tutto quello che mi circonda l’ho creato io. Voglio che la verità sia sempre limpida, non offuscata. Per me la sincerità predomina su ogni forma di vita e sia sempre la benvenuta, detesto i bugiardi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Le occasioni. Cosa ti emoziona, cosa ti stimola il ricorso alla penna? L’uso che ne fai, è per metabolizzare esperienze biografiche – e per esperienza biografica s’intendono anche quelle concernenti l’anima o fatti derivati dalla propria immaginazione/fantasia spinta – o si pone come “sforzo” d’immaginazione per riempire fogli che altrimenti sarebbe un peccato lasciare vuoti? Vale a dire: scrittura d’occasione o scrittura per mestiere?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quando scrivo non provo emozioni, penso solo a quello che scrivo, anzi mi rilasso. Lo scrivere per me è un piacere, più scrivo più scriverei.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Post stesura finale. Metabolizzi in quali modi la fine della stesura di un’opera, ovvero: la lasci mai andar via, o ne resti schiacciato al punto che una critica, una osservazione su di essa, ti pungono fino a farti male? Qual è la tua sensibilità d’artista. Parlaci della tua esperienza diretta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I miei racconti li scrivo di getto come se ci fosse qualcuno che mi suggerisse, a dir il vero qualche volta l’ho pensato veramente, quando rileggo quello che ho scritto non mi sembra vero di essere stato io l’artefice del racconto. Accetto sempre le critiche negative o positive che siano, c’è sempre da imparare, e ti aiutano a migliorarti se sono fatte con cognizione, se no mi scivolano via. Quelle negative non mi toccano, siano le benvenute, basta che non si accaniscono sul mio pensiero o racconto in maniera abnorme.</p>
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		<title>Intervista a Giuseppe Marino</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 14:14:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste Autori]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui di seguito potete leggere l&#8217;Intervista a Giuseppe Marino. Ecco cosa ci dice di lui: Nato a Taranto il 5 settembre del 1974 vivo a Lizzano, città del vino, una splendida cittadina di poco più di diecimila abitanti, che si affaccia su una delle coste più affascinati del litorale salentino, ricco di profumi che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1570" title="Giuseppe Marino" src="http://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2009/10/Giuseppe-Marino.jpg" alt="Giuseppe Marino" width="250" height="285" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qui di seguito potete leggere l&#8217;Intervista a Giuseppe Marino. Ecco cosa ci dice di lui: </strong>Nato a Taranto il 5 settembre del 1974 vivo a Lizzano, città del vino, una splendida cittadina di poco più di diecimila abitanti, che si affaccia su una delle coste più affascinati del litorale salentino, ricco di profumi che si sprigionano dalla tipica macchia mediterranea. Dopo la maturità classica e un biennio di Filosofia mi trasferisco a Roma per intraprendere gli studi teologici. Conseguo dapprima il Baccalaureato in teologia presso la Pontificia Università Lateranense nel 1999 e la specializzazione in Teologia Fondamentale presso la Pontificia Università Gregoriana nel 2002. Docente di scuola primaria, sono appassionato del mondo dell&#8217;arte in ogni sua manifestazione artistica: dalla musica alla danza, dalla pittura alla scultura, danza, mimo, poesia. Questa propensione verso l&#8217;arte ha fatto nascere in me il desiderio di organizzare manifestazioni culturali in cui la musica, il canto e la pittura coinvolgono il pubblico in un afflato sempre più crescente di voci e di suoni. Ho già dato in passato alcune miei manoscritti alla stampa: nel 2004 la raccolta di poesie &#8220;L&#8217;eternità e due pugni di sabbia&#8221;; nel 2005 il saggio filosofico-teologico &#8220;L&#8217;irruzione dell&#8217;eterno nel tempo. Il tempo dell&#8217;attrazione dell&#8217;amore&#8221; e nel 2007 il saggio teologico &#8220;Il roveto ardente e il ramo di mandorlo. La rivelazione del nome di Dio&#8221;. Con &amp; MyBook ho pubblicato L&#8217;Ultimo Bardo d&#8217;Irlanda.<span id="more-1339"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per cominciare parlaci di te come Scrittore. Come e quando nasce in te l&#8217;esigenza di scrivere e cosa rappresenta per te la Scrittura?</strong></p>
<p>La scrittura nasce dal bisogno di esprimere se stessi, di dare voce ai sentimenti dell&#8217;animo umano, di fissare nel tempo, attraveso dei segni, il linguaggio umano, cercando di imprigionare per sempre una determinata emozione, una precisa impressione, una logorante inquietudine, una eccitante trepidazione, un turbamento, un bacio non dato, una carezza attesa, uno spiraglio, una speranza, una certezza. Questa esigenza di mettere, come si suol dire, nero su bianco nasce tra i banchi della scuola, quando, liceale, venivo a conoscenza, inculcate con ogni generosità dai miei maestri, le particolarissime esperienze degli antichi scrittori, siano essi greci, latini ed italiani, oltre che, in minima parte, stranieri. Da quì la voglia e il coraggio di misurarmi. Sostantivi, aggettivi, allocuzioni, simbologie, interrogative dirette e indirette, parafrasi, accenti, figure retoriche diffuse sono tutti stilemi attinti da un bagaglio culturale che si radica nella classicità dei miei studi. La scrittura è catarsi, è purificazione, è elevazione. A questo proposito voglio citare alcuni versi di una mia poesia, il cui titolo è Invocazione:<br />
Genialità di arte creativa<br />
Intuizione profonda<br />
Umile e universale e cosmica<br />
Silenzio rivelatore del Paradiso<br />
Equilibrio di affetti e di effetti di poi<br />
Presenza indicibile di carezze<br />
Perenne soffio di vita e amore<br />
Eterna profusione<br />
Trasporto a tutto abbracciare<br />
Incendio di quiete e d&#8217;attrazione<br />
Onda in movimento verso sponde ignote<br />
Nascosta centralità del cuore.<br />
Scrivere per me è tutto questo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ora passiamo al Libro che hai pubblicato con &amp; MyBook; parlaci di quest&#8217;Opera dettagliatamente e, se vuoi, regalaci qualche aneddoto interessante che riguarda la sua stesura e la sua pubblicazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Ultimo Bardo d&#8217;Irlanda è un romanzo-racconto basato sulla vita del più grande compositore e musicista irlandese Turlough O&#8217;Carolan. Il racconto è ambientato negli anni tra il 1735 e il 1738, in un’Irlanda insanguinata dalla pesante dominazione inglese e quindi dalla guerra di religione tra anglicani e cattolici. Il periodo più travagliato della storia d’Irlanda. Gli inglesi erano riusciti ad ottenere il controllo dell’intera isola, facilitati dalla frammentazione dell’Irlanda in tanti piccoli regni, e ad imporre la loro religione protestante. Espropriarono le terre agli irlandesi per darle ai coloni inglesi e scozzesi che furono trapiantati sull’isola in numero considerevole. Con le Leggi Penali fu tolto agli isolani cattolici ogni diritto umano, civile e politico. Vi era fame, miseria e povertà ovunque. In questo contesto, si raccontano gli ultimi anni di vita di O’Carolan, l’ultimo BARDO d’Irlanda.</p>
<p style="text-align: justify;">Il termine “Bardo” è di origine celtica e si riferisce alla figura del musicista itinerante. I bardi erano cantori raminghi, giullari sì ma dotti, poiché narravano gesta e leggende di cose realmente accadute, ingigantendole. Il bardo era dunque un latore di notizie, il cui compito fondamentale era informare, raccontare cosa stesse succedendo in terre lontanissime e irraggiungibili per chi ascoltava.</p>
<p style="text-align: justify;">Il racconto narra gli ultimi anni di vita di O’Carolan, mitico “bardo”, musicista itinerante, eccellente suonatore irlandese d’arpa celtica. Vissuto realmente che, ammalatosi di vaiolo a diciotto anni, diventò completamente cieco. A 65 anni si sente vecchio, stanco. Stanco della situazione di non vedente, stanco di viaggiare per tutta l’isola, stanco di dare consigli ai politici, religiosi e nobili che l’ospitavano. Stanco di vedere la propria terra martoriata. Sente il bisogno estremo di restare con la propria anima e di realizzare il proprio sogno. Insieme al suo compagno di viaggio, il fidato Phelan, addolorato nel vedere il suo Maestro sprofondato in uno spaventoso ed assurdo silenzio, compie il suo ultimo viaggio percorrendo la propria terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Il racconto è un Viaggio nella storia di un popolo lontano storicamente e geograficamente, di unicità paesaggistica, naturalistica e ricchezza culturale. Tra paesaggi suggestivi tipici d’Irlanda con i suoi colori e i suoi profumi, spesso segnati da devastazioni di guerra, razzie e rappresaglie ed evocazioni di antiche storie e leggende, la narrazione è coinvolgente.</p>
<p style="text-align: justify;">La lettura è molto agevole è un libro che si legge tutto d’un fiato.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ facile per il lettore immedesimarsi nel protagonista: dovrà confrontarsi con la sete di conoscenza, l’ansia continua di perfezione dell’artista, l’irrefrenabile desiderio di realizzare il suo sogno, di cercare la felicità. Sogno che porta inevitabilmente alla sofferenza: in fin dei conti cercare la felicità è come compiere un viaggio che può avere momenti intensi ed anche dolorosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci fa riflettere sull’importanza del sogno. E’ giusto fare di tutto affinché si avverino? Il sogno ci proietta nel futuro e quindi non bisogna mai smettere di alimentarli. Pur rimanendo realistici. I sogni si inseguono anche da vecchi. Non bisogna mai stancarsi di inseguire i propri sogni. I sogni mostrano la cosa realizzata, quindi un possibile futuro. In questo senso li inseguiamo, perché se percorriamo la stessa strada che hanno percorso loro per arrivare lì, è possibile che ci arriviamo anche noi… Mi viene in mente una poesia di P. Neruda che recita “Lentamente muore chi… non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno”.</p>
<p style="text-align: justify;">Colpisce particolarmente la figura di Phelan. Commovente compagno di viaggio legato ad O’ Carolan da sincera amicizia, pur essendo più giovane di lui, di una trentina d’anni. Ama il suo Maestro, non vi sono segreti fra loro, pronto ad affrontare e combattere chissà quali ostacoli pur di far felice il suo amico.</p>
<p style="text-align: justify;">Il racconto è stato completamente scritto ascoltando le musiche composte da Turlough O&#8217;Carolan.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Finora il tuo Libro, a sentire coloro che lo hanno già letto e che ti hanno regalato le proprie impressioni, ti ha dato delle soddisfazioni? Oppure i vari commenti ti stanno spingendo a migliorarlo ulteriormente?</strong></p>
<p>Questo piccolo progetto mi sta regalando molte soddisfazioni. Il racconto, anche se piccolo, piace e sta coinvolgendo i miei lettori che ogni giorno aumentano sempre di più. Ho già presentato il libro in alcuni paesi della provincia di Taranto, come Torricella, San Marzano di S. G., Lizzano, Talsano. Sto realizzando la mia piccola tournè. Molte altre cittadine aspettano &#8220;l&#8217;ultimo bardo de L&#8217;Ultimo Bardo d&#8217;Irlanda&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per concludere: considerato che hai pubblicato con un Book on demand, puoi darci le tue impressioni in proposito? Quali sono, in pratica, gli aspetti positivi e, al contrario, gli aspetti che cambieresti per rendere migliore il servizio? Parlacene facendo, se puoi, un confronto con i classici editori &#8220;a contributo&#8221; (se hai avuto qualche esperienza con essi ovviamente, e senza fare nomi).</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non ho mai pubblicato con una casa editrice &#8220;a contributo&#8221;. Ho solo stampato copie delle mie precedenti &#8220;pubblicazioni&#8221; in tipografie: e questo, penso, sia un altro discorso. Questo servizio lo trovo comodo e agevole. Mi piacerebbe, se ciò fosse possibile, che la casa editrice organizzasse anche delle presentazioni o degli incontri con l&#8217;autore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E con questo abbiamo terminato la nostra Intervista a Giuseppe Marino, che ringraziamo. Vi ricordiamo che, se volete acquistare il suo Libro, potete cliccare <a href="http://www.andmybook.it/2009/06/16/lultimo-bardo-dirlanda/">qui</a>.<br />
</strong></p>
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		<title>Intervista a Tania Lucioni</title>
		<link>http://www.bookland.it/2009/05/13/intervista-a-tania-lucioni/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 18:44:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste Autori]]></category>
		<category><![CDATA[& MyBook]]></category>
		<category><![CDATA[tania lucioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui di seguito potete leggere l&#8217;Intervista a Tania Lucioni, nata a Varese nel 1973 e diplomata in costruzioni aeronautiche. Nel 2000 avvia un&#8217;attività imprenditoriale nel settore dell&#8217;occhialeria, lasciandosi alle spalle il volo. Non si definisce una scrittrice ma ha scritto &#8220;Il mio sorriso più bello&#8221; edito da &#38; MyBook, con il cuore in mano, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" src="http://www.andmybook.it/images_bookstore/13.gif" alt="" width="200" height="308" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qui di seguito potete leggere l&#8217;Intervista a Tania Lucioni</strong><strong>, nata a Varese nel 1973 e diplomata in costruzioni aeronautiche. Nel 2000 avvia un&#8217;attività imprenditoriale nel settore dell&#8217;occhialeria, lasciandosi alle spalle il volo. Non si definisce una scrittrice ma ha scritto &#8220;Il mio sorriso più bello&#8221; edito da &amp; MyBook, con il cuore in mano, per aiutare chi sta attraversando un periodo difficile, per aiutare altri genitori a credere davvero nei loro sogni. Adora viaggiare, soprattutto in Asia.<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per cominciare parlaci di te come Scrittore. Come e quando nasce in te l&#8217;esigenza di scrivere e cosa rappresenta per te la Scrittura?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La scrittura nasce come terapia psicologica, per riuscire a focalizzare i problemi della vita e a rileggerli in modo razionale&#8230; Nel 2005 entro nel forum &#8220;alfemminile&#8221; dove scrivere è diventato per me un modo diretto per aiutarmi e aiutare chi come me stava attraversando i mille problemi legati al &#8220;volere un figlio&#8221;. Quando è nato il mio miracolo ho iniziato a scrivere una specie di diario per cercare di sciogliere un nodo in gola che mi impediva di trovare la forza di affrontare questa ennesima prova, da quel diario e da tantissimi post pubblicati sul forum è nato questo libro. Non mi definisco una scrittrice, ma una donna che davanti alla tastiera riesce ad aprire il cuore e a parlare in modo trasparente di ciò che prova.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ora passiamo al Libro che hai pubblicato con &amp; MyBook; parlaci di quest&#8217;Opera dettagliatamente e, se vuoi, regalaci qualche aneddoto interessante che riguarda la sua stesura e la sua pubblicazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come dicevo,ogni giorno cercavo di alleggerire il peso della vita in terapia  intensiva parlando, scrivendo alle mie amiche virtuali. Sulle pagine del forum  raccontavo le nostre giornate e spesso la sera aggiornavo un piccolo diario, un  dialogo con il mio bambino, chiuso in incubatrice lontano dal nostro calore.  Molto spesso nei mesi successivi mi ritrovavo ad aiutare altri genitori che  stavano vivendo la stessa esperienza, raccontando quello che io avevo vissuto e  cercando di trasmettere ottimismo, fino a quando non è nata l&#8217;idea di scriverla,  questa esperienza, in modo da poter essere utile a chi in certi momenti non riesce  a vedere una luce nella propria vita di genitori,  soprattutto di un bimbo Piccino  picciò, ed è nato &#8220;il mio sorriso più bello&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Finora il tuo Libro, a sentire coloro che lo hanno già letto e che ti hanno regalato le proprie impressioni, ti ha dato delle soddisfazioni? Oppure i vari commenti ti stanno spingendo a migliorarlo ulteriormente?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ricevo ogni giorno delle mail di ringraziamento, e inevitabilmente mi scendono le lacrime dalla gioia, era questo il mio intento: dare speranza a chi in un momento difficile l&#8217;ha persa&#8230; Ma non credevo davvero, neppure nelle migliori previsioni che, nonostante gli errori di battitura, quello che ho scritto potesse servire così tanto. Proprio ieri mi è stato raccontato un aneddoto che mi ha reso felicissima&#8230; è nata una bimba con un apgar 1 (come Matteo, praticamente morta) la mamma messa di fronte alla realtà non voleva vedere la sua bambina, sarebbe potuta rimanere cerebrolesa, o morire&#8230; le hanno messo in mano il mio libro, alle tre di notte, quando ha finito di leggerlo, si è fatta portare da lei&#8230; questa bimba è a casa, è sana e la sua mamma è stata una donna eccezionalmente forte.<br />
Queste sono le ricompense più grandi che potessi avere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per concludere: considerato che hai pubblicato con un Book on demand, puoi darci le tue impressioni in proposito? Quali sono, in pratica, gli aspetti positivi e, al contrario, gli aspetti che cambieresti per rendere migliore il servizio? Parlacene facendo, se puoi, un confronto con i classici editori &#8220;a contributo&#8221; (se hai avuto qualche esperienza con essi ovviamente, e senza fare nomi).</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La mia idea era pubblicare un libro &#8220;utile&#8221; non certo &#8220;farne dei soldi&#8221; per cui il  fatto che il servizio è stato semplice, diretto, non ha richiesto particolari  conoscenze o tempi giurassici è stato esattamente ciò che cercavo. Migliorerei la divulgazione non on line.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E con questo abbiamo terminato la nostra Intervista a Tania Lucioni, che ringraziamo. Vi ricordiamo che, se volete acquistare il suo Libro, potete cliccare <a href="http://www.andmybook.it/2009/02/18/scheda-libro-il-mio-sorriso-piu-bello/">qui</a>.</strong></p>
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		<title>Intervista a Ferò</title>
		<link>http://www.bookland.it/2009/04/27/intervista-a-fero/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 14:34:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste Autori]]></category>
		<category><![CDATA[& MyBook]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui di seguito potete leggere l&#8217;Intervista a Ferò, classe 1981, di professione pubblicitario. Con &#38; MyBook ha pubblicato &#8220;Come costruirsi il futuro&#8221;. Per cominciare parlaci di te come Scrittore. Come e quando nasce in te l&#8217;esigenza di scrivere e cosa rappresenta per te la Scrittura? Per me scrivere non è solamente un piacere, ma un&#8217;esigenza. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" src="http://www.andmybook.it/images_bookstore/14.gif" alt="" width="200" height="309" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qui di seguito potete leggere l&#8217;Intervista a Ferò</strong><strong>, classe 1981, di professione pubblicitario. Con &amp; MyBook ha pubblicato &#8220;Come costruirsi il futuro&#8221;.<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per cominciare parlaci di te come Scrittore. Come e quando nasce in te l&#8217;esigenza di scrivere e cosa rappresenta per te la Scrittura?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per me scrivere non è solamente un piacere, ma un&#8217;esigenza. È una costante della mia vita, è quel respiro che mi dedico per sviscerare i pensieri togliendo ogni filtro. La differenza sostanziale tra una chiacchierata ed una stesura è che appiccicando le lettere su di un foglio si riesce a pesare di più il discorso. A renderlo meno condizionato dalla fretta del pensiero. Il concetto quindi si rende più chiaro e profondo e la fantasia ha più possibilità di farsi sentire.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ora passiamo al Libro che hai pubblicato con &amp; MyBook; parlaci di quest&#8217;Opera dettagliatamente e, se vuoi, regalaci qualche aneddoto interessante che riguarda la sua stesura e la sua pubblicazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come costruirsi il futuro ha una semplice chiave di lettura:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Quel che ti offro è aria.<br />
Aria che può intendersi come il niente, l&#8217;insostanza, l&#8217;inconcludenza.<br />
O l&#8217;aria che ti riempie i polmoni, che dà vita, che ossigena il cervello.<br />
Il pensiero che nasce dalla lettura, non deve essere solamente sviluppato da una serie di parole incollate l&#8217;una all&#8217;altra, ma deve scovare dietro di esse l&#8217;esperienza umana.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel che ti offro è una sfida.<br />
L&#8217;esempio di un ragazzo che dalla sua camera è uscito per comunicare all&#8217;Italia intera un solo, ottimistico, messaggio:<br />
Niente è impossibile.<br />
Spunti, ironia, cinismo, realtà, consigli e speranze incompiute.<br />
Per farti capire che questo libro, sarai tu a finirlo. Sarai tu a completare ogni singola riga, nella tua vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel che ti offro è un inganno.<br />
Perchè che ti piaccia o non ti piaccia, se leggi queste righe, ti ho incuriosito, ti ho colpito e ti ho trascinato nelle mie braccia. Che ti piaccia o non ti piaccia quello che ho scritto, sei tu che hai aiutato a costruire il mio futuro. Ma è un inganno benevolo. Per dimostrare una &#8220;variabile&#8221; che va ben oltre le parole. Sii cosciente che se vuoi raggiungere un obiettivo, se lo desideri veramente, se ti affidi alla determinazione ed alla volontà, non saranno i pareri discordanti a sbranarti, ma la voglia di inseguire il tuo sogno, di avanzare.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Queste potrebbero sembrare solo delle semplici e belle parole. Ma quando si comprimono in un unico messaggio, immediato, esibendosi nelle vetrine delle librerie, il senso prende davvero la sua forma.<br />
La verità è nel coraggio di portare avanti le nostre idee.</p>
<p><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Finora il tuo Libro, a sentire coloro che lo hanno già letto e che ti hanno regalato le proprie impressioni, ti ha dato delle soddisfazioni? Oppure i vari commenti ti stanno spingendo a migliorarlo ulteriormente?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo progetto mi sta regalando tante soddisfazioni quante sono le goccie d&#8217;acqua che si precipitano giù da un rubinetto spalancato.<br />
Fin&#8217;ora, il coro sollevato da chi ha letto il libro è stato sempre uno splendido concerto da ascoltare con gioia. Chi aveva il suo &#8220;sono pensieri fissi nella mia vita, mi ci rivedo in pieno&#8221;. Chi &#8220;l&#8217;ho letto già tre volte&#8221;. Chi &#8220;grazie, mi hai dato modo di ragionare, sto passando un periodo così così, mi ci voleva della sana motivazione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per concludere: considerato che hai pubblicato con un Book on demand, puoi darci le tue impressioni in proposito? Quali sono, in pratica, gli aspetti positivi e, al contrario, gli aspetti che cambieresti per rendere migliore il servizio? Parlacene facendo, se puoi, un confronto con i classici editori &#8220;a contributo&#8221; (se hai avuto qualche esperienza con essi ovviamente, e senza fare nomi).</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È una felicità impagabile e lo sarà ancora di più man mano che prenderà piede nelle librerie. Credo di poter affermare con convinzione che il Book on demand sia una soluzione perfetta per potersi mettere alla prova. Per testare le proprie capacità, il terreno, per capire se ciò che si sta facendo può avere valori positivi o meno.<br />
L&#8217;unica accortezza, in questo trampolino di lancio, potrebbe essere quella di trovare accordi prestabiliti con qualche libreria, per potersi rendere conto di come vive il libro nella sua lontananza dall&#8217;autore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E con questo abbiamo terminato la nostra Intervista a Ferò, che ringraziamo. Vi ricordiamo che, se volete acquistare il suo Libro, potete cliccare <a href="http://www.andmybook.it/2009/02/18/scheda-libro-come-costruirsi-il-futuro/">qui</a>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Intervista realizzata da <a href="http://www.andmybook.it">&amp; MyBook</a><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Intervista ad Andrea Accorsi</title>
		<link>http://www.bookland.it/2009/04/02/intervista-ad-andrea-accorsi/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 05:44:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste Autori]]></category>
		<category><![CDATA[& MyBook]]></category>
		<category><![CDATA[12 ore]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Accorsi]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui di seguito potete leggere l&#8217;Intervista ad Andrea Accorsi, 42 anni. Andrea è un ultra maratoneta ancora in attività agonistica, collabora con la rivista &#8220;Correre&#8221; curandone una rubrica, e col sito seriomanontroppo.it; oltre ciò è anche Autore del libro &#8220;12 ore&#8221; edito da &#38; MyBook. Per cominciare parlaci di te come Scrittore. Come e quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.andmybook.it/images_bookstore/16.gif" alt="" width="200" height="319" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Qui di seguito potete leggere l&#8217;Intervista ad </strong><strong>Andrea Accorsi, 42 anni. Andrea è un ultra maratoneta ancora in attività agonistica, collabora con la rivista &#8220;Correre&#8221; curandone una rubrica, e col sito seriomanontroppo.it; oltre ciò è anche Autore del libro &#8220;12 ore&#8221; edito da &amp; MyBook.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per cominciare parlaci di te come Scrittore. Come e quando nasce in te l&#8217;esigenza di scrivere e cosa rappresenta per te la Scrittura?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Scrivere è la mia musica interiore. Uso le parole a 360°, per ridere, per piangere, per camminare oltre gli ostacoli, per guardare nella nebbia che ognuno di noi si porta appresso. Scrivo per scrutare principalmente il mio io e mi sono accorto, con il tempo, di quanto mi risulti più semplice scrivere piuttosto che parlare. Non so ancora se sia un limite o un vantaggio, ma mi emoziona e questo è l&#8217;unico fattore a cui do importanza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ora passiamo al Libro che hai pubblicato con &amp; MyBook; parlaci di quest&#8217;Opera dettagliatamente e, se vuoi, regalaci qualche aneddoto interessante che riguarda la sua stesura e la sua pubblicazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;12 ore&#8221; è nato da un lungo percorso che mi ha coinvolto personalmente negli ultimi 8 anni.<br />
A seguito di un piccolo aneurisma cerebrale di cui sono stato vittima nell&#8217;estate del 2001, ho perso completamente la memoria. Ricostruire la mia vita è diventato un libro, motivato dalla voglia di rinascere sotto una luce diversa rispetto a quella che mi aveva illuminato la strada negli anni precedenti. Ho ultilizzato un motore narrativo che unisce la corsa a piedi sulle lunghe distanze, una passione oltre che una filosofia nella quale mi identifico, e la rievocazione degli eventi. Ripercorrendo a ritroso quegli anni in cui mi barcamenavo tra i grigiori di un tempo dove le immagini erano sfuocate dall&#8217;amnesia e la sofferenza di un presente pregno di dubbi, mi sono ritrovato.<br />
Ho rivissuto l&#8217;infanzia, gli amori, gli sbagli e tutte le emozioni che hanno dato poi colore alle mie pagine. Spero di essere riuscito a trasmettere lo stato d&#8217;animo che mi ha pervaso in questo immenso viaggio, dove anche a discapito di una dose di notevole di sofferenza, ho pur sempre avuto ben chiaro un punto: amo la vita.<br />
In tutte le sue debolezze, in tutti i suoi reconditi spigoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Finora il tuo Libro, a sentire coloro che lo hanno già letto e che ti hanno regalato le proprie impressioni, ti ha dato delle soddisfazioni? Oppure i vari commenti ti stanno spingendo a migliorarlo ulteriormente?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Credo che l&#8217;obiettività dei giudizi dipenda molto dal livello di conoscenza dell&#8217;autore. Personalmente evito di ascoltare quelli che mi sono vicini per non correre il rischio di sentire solo elogi. Il tempo dirà se le pagine del mio romanzo hanno raggiunto il cuore dei lettori e per quanto riguarda il fatto di migliorare, io sono solo all&#8217;inizio. Ma la salita mi affascina, come nella corsa. Dove la fronte si bagna di sudore, il gusto e la voglia di scoprirsi sono molto più profondi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per concludere: considerato che hai pubblicato con un Book on demand, puoi darci le tue impressioni in proposito? Quali sono, in pratica, gli aspetti positivi e, al contrario, gli aspetti che cambieresti per rendere migliore il servizio? Parlacene facendo, se puoi, un confronto con i classici editori &#8220;a contributo&#8221; (se hai avuto qualche esperienza con essi ovviamente, e senza fare nomi).</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È la mia prima esperienza editoriale, quindi non sono in possesso di termini di paragone con altre forme. Questa, però, ritengo che sia una valida opportunità per investire su se stessi e se la sostanza è buona, sono certo che verranno anche i risultati. Forse, quello che in prima analisi si potrebbe migliorare, è l&#8217;aspetto che gravita intorno alla promozione. Non è facile farsi conoscere per un autore novello e qualche sostegno maggiore non guasterebbe. Questa intervista, ad esempio, è un passo in quella direzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E con questo abbiamo terminato la nostra Intervista con Andrea Accorsi, che ringraziamo. Vi ricordiamo che, se volete acquistare il suo Libro, potete cliccare <a href="http://www.andmybook.it/2009/02/18/scheda-libro-12-ore/">qui</a>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Intervista realizzata da <a href="http://www.andmybook.it">&amp; MyBook</a> edizioni.<strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Isimaro</title>
		<link>http://www.bookland.it/2009/03/27/intervista-a-isimaro/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 20:03:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste Autori]]></category>
		<category><![CDATA[& MyBook]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui di seguito potete leggere l&#8217;Intervista a Isimaro, 38 anni. Isy è l&#8217;Autrice del libro &#8220;Presunzioni Poetiche&#8221; edito da &#38; MyBook. Per cominciare parlaci di te come Poeta. Come e quando nasce in te l&#8217;esigenza di scrivere e cosa rappresenta per te la Scrittura? Ho l&#8217;esigenza di scrivere tatuata nel Dna , da grande, vorrei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-1261 alignnone" title="Isimaro" src="http://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2009/03/roxbella.jpg" alt="Isimaro" width="150" height="232" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qui di seguito potete leggere l&#8217;Intervista a </strong><strong>Isimaro, 38 anni. Isy è l&#8217;Autrice del libro &#8220;Presunzioni Poetiche&#8221; edito da &amp; MyBook.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per cominciare parlaci di te come Poeta. Come e quando nasce in te l&#8217;esigenza di scrivere e cosa rappresenta per te la Scrittura?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ho l&#8217;esigenza di scrivere tatuata nel Dna , da grande, vorrei che nella mia carta d&#8217;identità, la voce professione fosse compilata con l&#8217;aggettivo &#8220;Scrittrice&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ora passiamo al Libro che hai pubblicato con &amp; MyBook; parlaci di quest&#8217;Opera dettagliatamente e, se vuoi, regalaci qualche aneddoto interessante che riguarda la sua stesura e la sua pubblicazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Presunzioni Poetiche&#8221; è il mio N. 1, come la moneta di zio Paperone. Scrivo qualsiasi cosa attraversi la mia mente e si concretizzi in parole. Mi definiscono vulcanica, io lo traduco semplicemente in &#8220;Folle&#8221;. Si perché sono alla continua ricerca della felicità, come tutti del resto, ma solo ai pazzi è concesso trovarla&#8230; Ho iniziato dal mio primo Amore&#8230; La Poesia.. che poesia non è&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Finora il tuo Libro, a sentire coloro che lo hanno già letto e che ti hanno regalato le proprie impressioni, ti ha dato delle soddisfazioni? Oppure i vari commenti ti stanno spingendo a migliorarlo ulteriormente?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dicono che non è male, dentro ci sono io, in tutto quello che sono. Ogni mio pensiero tramutato in parola, è un&#8217;imperfezione da migliorare. Noi presunti scrittori siamo così, mai soddisfatti ed egocentrici per diritto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per concludere: considerato che hai pubblicato con un Book on demand, puoi darci le tue impressioni in proposito? Quali sono, in pratica, gli aspetti positivi e, al contrario, gli aspetti che cambieresti per rendere migliore il servizio? Parlacene facendo, se puoi, un confronto con i classici editori &#8220;a contributo&#8221; (se hai avuto qualche esperienza con essi ovviamente, e senza fare nomi).</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non saprei rispondere in maniera obiettiva a questa domanda. Per me è stato un piacere, oltre che una gran soddisfazione pubblicare. E mi è stato concesso di realizzare un desiderio con poco, altro non saprei.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E con questo abbiamo terminato la nostra Intervista con Isy, che ringraziamo. Vi ricordiamo che, se volete acquistare il suo Libro, potete cliccare <a href="http://www.andmybook.it/2009/02/18/scheda-libro-presunzioni-poetiche/">qui</a>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Intervista realizzata da <a href="http://www.andmybook.it">&amp; MyBook Edizioni</a><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Intervista a Santina Russo</title>
		<link>http://www.bookland.it/2009/03/26/intervista-a-santina-russo/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 19:51:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cloud</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste Autori]]></category>

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		<description><![CDATA[Scrivere. Perché? Per passione, perchè sin dall&#8217;infanzia mi piace trasmettere le mie emozioni con le parole Scrive. Cosa? Soprattutto poesie, ma anche racconti e romanzi brevi. Tu come scrittore/scrittrice. Chi sei e come ti poni? Sono una ragazza che ama scrivere, che insegue i propri ideali e le proprie passioni senza alcuna riserva, che ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Scrivere. Perché? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per passione, perchè sin dall&#8217;infanzia mi piace trasmettere le mie emozioni con le parole</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Scrive. Cosa? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Soprattutto poesie, ma anche racconti e romanzi brevi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tu come scrittore/scrittrice. Chi sei e come ti poni?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono una ragazza che ama scrivere, che insegue i propri ideali e le proprie passioni  senza alcuna riserva, che ha scelto di laurearsi in lettere e di scrivere soprattutto per il piacere di farlo, senza alcun tornaconto economico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La penna per te corrisponde a&#8230;?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;involucro della mia anima.<span id="more-962"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come ti collocavi nei confronti della scrittura prima di pubblicare un libro, e come ti senti adesso, stando ufficialmente su questo palcoscenico che si reinventa di continuo? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong> Ho appena pubblicato il mio primo libro di poesie quindi sono ancora all&#8217;inizio, mi sento esattamente come prima, forse con qualche speranza in più, ma quando tengo in mano il mio libro, le mie poesie, non posso fare a meno di esserne fiera.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se dovessi usare tre aggettivi per definire il tuo stile ponendoti però a distanza da esso, ovvero come il lettore della situazione e non come l&#8217;autore del libro in questione, quali useresti e perché? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Semplice, diretto, espressivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il tuo libro: riassumilo brevemente e spiega perché qualcuno dovrebbe scegliere di acquistarlo, leggerlo e poi riporlo con cura nella propria biblioteca personale. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><br />
&#8220;Altri Tempi&#8221; è una raccolta di poesie in lingua italiana scritta per tutti coloro che in qualche modo si sentono legati alle tradizioni, per chi rimpiange i tempi antichi, spesso ricordati con rancore e un pizzico di nostalgia. Le poesie evocano ricordi e mondi lontani attraverso paesaggi naturali puri e incontaminati, attraverso ricordi di tradizioni antiche, di profondi affetti familiari, di autentici valori morali, tutti riscoperti e vissuti tramite i racconti e le memorie dei nonni e di coloro che quei tempi li hanno veramente trascorsi. In alcune poesie riaffiora il desiderio di poter rivivere quei tempi, &#8220;di assaporarne almeno l&#8217;aria&#8221;, evadendo così dal grigiore e dalla frenesia della vita moderna.<br />
I rapporti familiari sono riscoperti attraverso altri valori morali, oggi forse poco condivisibili, ma allora assolutamente saldi e fondamentali: si riassapora così il ruolo fondamentale della donna nella famiglia, dalla sua nascita alla vecchiaia, il rapporto con i figli, con i nonni, con la maternità, con il compagno della propria vita. Non mancano, infine, aspetti e temi tutt&#8217;oggi alquanto discussi e oggetto di interminabili dibattiti come l&#8217;aborto e l&#8217;uso di cellule staminali ai fini scientifici.<br />
Andrebbe acquistato per riflettere sulle differenze tra ieri e oggi, sul mutamento di aspetti importanti della vita quotidiana. Il libro non vuole dare insegnamenti ma solo spunti per riflettere, per questo va riposto nella propria biblioteca quotidiana e letto quando la nostra mente ha voglia di evadere nei ricordi e nello spazio, magari quando la realtà odierna ci sembra troppo vuota.</p>
<p style="text-align: justify;">
<strong>Modelli, forme, criteri e scelte. Si parla molto di tecniche di scrittura creativa e di chi si dice pro o contro. Cosa ti guida, allora, da un punto di vista squisitamente tecnico, durante il flusso della scrittura? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><br />
Le poesie sono per lo più in versi liberi, c&#8217;è un sonetto e qualche poesie che presenta delle rime o delle assonanze. La forma è sempre corrispondente al tono della poesia, se è una poesia dal contenuto triste avrà un ritmo cantilenante, mentre se si tratta di un tema più giocoso il ritmo sarà più cadenzato. Non mi sono ispirata a modelli particolari, ho voluto solo esprimere le mie impressioni in una forma semplice ma allo stesso tempo elegante ed efficace.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le occasioni. Cosa ti emoziona, cosa ti stimola il ricorso alla penna? L&#8217;uso che ne fai, è per metabolizzare esperienze biografiche &#8211; e per esperienza biografica s&#8217;intendono anche quelle concernenti l&#8217;anima o fatti derivati dalla propria immaginazione/fantasia spinta &#8211; o si pone come &#8220;sforzo&#8221; d&#8217;immaginazione per riempire fogli che altrimenti sarebbe un peccato lasciare vuoti? Vale a dire: scrittura d&#8217;occasione o scrittura per mestiere?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><br />
Ogni poesia nasce da una sensazione, da qualcosa che ho vissuto o a cui ho pensato, da riflessioni legate e ricordi o a esperienze narrate da altri. A volte sono le occasioni più banali a generare una bella poesia. Una volta mia madre mi portò un mazzetto di basilico fresco appena raccolto in giardino e il profumo di quelle foglioline mi ispirò una poesia che fa parte della raccolta. La scrissi di getto, e non ho mai cambiato neanche una virgola, fu subito perfetta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Post stesura finale. Metabolizzi in quali modi la fine della stesura di un&#8217;opera, ovvero: la lasci mai andar via, o ne resti schiacciato al punto che una critica, una osservazione su di essa, ti pungono fino a farti male? Qual è la tua sensibilità d&#8217;artista. Parlaci della tua esperienza diretta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
Mi sento molto aperta ad accogliere le critiche purché siano costruttive. Qualcuno potrebbe strapparmi in faccia il mio libro, ma se mi spiegasse il motivo e io capissi che avrei potuto fare di meglio, lo ringrazierei per tutta la vita.</p>
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