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	<title>Bookland - Rivista Letteraria &#187; La Rubrica di A62</title>
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	<description>La Rivista dedicata ai Libri e agli Scrittori Esordienti</description>
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<title>Bookland - Rivista Letteraria</title>
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		<title>Di nuovo online &#8220;Pubblicare Libro&#8221; il sito di Anonimo62</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 08:29:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Book on demand]]></category>
		<category><![CDATA[Buono a sapersi]]></category>
		<category><![CDATA[La Rubrica di A62]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittori esordienti]]></category>
		<category><![CDATA[come pubblicare un libro]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo un anno, circa, di assenza, torna online il sito di Anonimo62, già curatore di una nostra rubrica. Il sito si mostra completamente aggiornato, con nuovi consigli per gli autori esordienti che desiderano pubblicare, e perfino un test dedicato a chi vuole scoprire l&#8217;editore che fa al caso proprio. Il dominio è cambiato da pubblicarelibro.com [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pubblicarelibro.eu/"><img class="alignnone size-full wp-image-1626" title="Pubblicare Libro" src="http://www.bookland.it/wp-content/uploads/2010/04/Senza-titolo-1.jpg" alt="Pubblicare Libro" width="350" height="257" /></a></p>
<p>Dopo un anno, circa, di assenza, torna online il sito di Anonimo62, già curatore di una nostra rubrica. Il sito si mostra completamente aggiornato, con nuovi consigli per gli autori esordienti che desiderano pubblicare, e perfino un test dedicato a chi vuole scoprire l&#8217;editore che fa al caso proprio. Il dominio è cambiato da <em>pubblicarelibro.com</em> a <em>pubblicarelibro.eu</em>.</p>
<p><a href="http://www.pubblicarelibro.eu/"><strong>Pubblicare Libro</strong></a></p>
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		<title>La Rubrica di Anonimo62: &#8220;Le vostre domande&#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 16:41:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Rubrica di A62]]></category>
		<category><![CDATA[anonimo62]]></category>
		<category><![CDATA[case editrici]]></category>
		<category><![CDATA[editori]]></category>

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		<description><![CDATA[Tanto per cominciare vorrei ringraziarvi tutti: dopo l’uscita del numero Zero di Bookland, sono piovute tantissime domande sulla mia casella di posta elettronica: non pensavo di riscuotere un simile “successo” e devo dire che ne sono rimasto davvero lusingato. Adesso però torniamo all’argomento che più ci interessa: i vostri quesiti. Come al solito ho scelto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bookland.it/wp-content/uploads/2008/12/sago2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-210" title="sago2" src="http://www.bookland.it/wp-content/uploads/2008/12/sago2-189x300.jpg" alt="" width="189" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tanto per cominciare vorrei ringraziarvi tutti: dopo l’uscita del numero Zero di Bookland, sono piovute tantissime domande sulla mia casella di posta elettronica: non pensavo di riscuotere un simile “successo” e devo dire che ne sono rimasto davvero lusingato.<br />
Adesso però torniamo all’argomento che più ci interessa: i vostri quesiti. Come al solito ho scelto quelli che mi parevano più significativi. Buona Lettura!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tempi di pubblicazione: cosa succede se non sono specificati sul contratto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ciao Anonimo!<br />
Ho un problema che mi sta affliggendo da diversi mesi: ti spiego subito tutto. L’anno scorso ho firmato un contratto editoriale con la casa editrice xxxxx e al momento della firma non ho fatto caso al piccolo particolare che sul contratto non c’era specificata una “data di pubblicazione”. Al momento, da ingenua, ero anche convinta che avrei toccato il mio libro entro uno o due mesi dalla firma, ma, dopo tre mesi di attesa, non ho ricevuto nessuna notizia! Al che li ho chiamati io e mi hanno detto che il libro sarebbe stato pubblicato solo entro un anno! Non ti dico la mia faccia!&#8230; Ovviamente mi sono arrabbiata non poco e ho inveito contro il poveretto che mi aveva risposto. Adesso è trascorso un anno e siamo alla revisione delle bozze su carta. Dico io: è normale che sul contratto non sia specificata una data di pubblicazione? Sono stata raggirata? Grazie.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Melly</em></p>
<p style="text-align: justify;">Cara Melly, ti rispondo subito: non sei stata truffata, nel senso che non è obbligatorio inserire una data di pubblicazione o delle scadenze, questo in quanto all’editore potrebbero anche insorgere imprevisti o crearsi dei rallentamenti nella pubblicazione, che lo esporrebbero a rischi, mettendolo nella condizione di non poter rispettare le varie scadenze. Ovviamente sarebbe sempre meglio chiarirsi fin dal principio, per evitare spiacevoli equivoci come nel tuo caso. Comunque, se vuoi saperlo, per Legge, un qualsiasi editore, non può far trascorrere più di due anni tra la stipula del contratto e la pubblicazione del libro, quindi il tuo editore credo che sia ancora nei limiti. A questo proposito sul contratto di solito inseriscono la seguente dicitura: l’editore ha il dovere di pubblicare entro i termini massimi previsti dalla Legge. Se sul tuo contratto non c’è scritto nemmeno questo, penso che tu ti possa appellare in qualche modo, ma non so a cosa possa servirti adesso che sei quasi giunta alla pubblicazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché certi editori non accettano copie cartacee, per la valutazione, e pretendono il file.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Anonimo, spero tu possa aiutarmi: qualche settimana fa ho inviato un mio manoscritto a un editore della provincia di Roma. Ho semplicemente stampato il mio libro su fogli A4, l’ho fatto pinzare e l’ho inviato con posta raccomandata spendendoci anche una cifretta considerevole. Dopo un po’ di giorni mi telefona la casa editrice, dicendomi che non valutano proposte cartacee e che avrei dovuto consultare il loro sito, nel quale era scritto chiaramente. A quel punto avrebbero “buttato” il mio pacchetto, senza nemmeno provare a rispedirmelo (in modo che potessi riutilizzarlo), e avrebbero letto il mio libro solo se lo avessi spedito come file alla loro casella e-mail. Ma scusa, è normale? Ho risposto che ci avrei pensato, ma il mio pensiero era andato subito ai soldi e al tempo spesi. Poi ho fatto un’altra considerazione: se io invio il file, che garanzie ho? Non possono copiare la mia opera?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sara</em></p>
<p style="text-align: justify;">Sara, mi spiace per quello che ti è accaduto: deve essere stata un po’ una delusione ricevere a breve distanza dalla tua spedizione del manoscritto una telefonata della casa editrice, la quale ti informava, addirittura, che avrebbero buttato il tuo pacchetto perché non conforme al loro “metodo di valutazione”. Purtroppo però non puoi farci nulla: ogni editore ha il diritto di scegliere queste modalità di presentazione, forse anche per snellire le procedure. In effetti la colpa è anche tua in quanto avresti dovuto visitare quantomeno il loro sito, prima di fare la spedizione, non trovi? Ragazzi &#8211; e mi rivolgo a tutti i lettori e non solo a Sara &#8211; quando vi mettete in testa di proporre un’opera, fatelo informandovi bene prima, semmai anche telefonando o scrivendo se necessario! Questa regola vale per ogni cosa, non solo per il mondo dell’editoria; sembra banale come concetto, ma la lettera di Sara non è l’unica, e questo è sconfortante!<br />
Per quanto riguarda il file, puoi inviarlo in PDF se hai problemi di fiducia, ma prima di tutto renditi conto che, senza offesa, difficilmente all’editore capitano dei veri capolavori! Quindi perché dovrebbe rischiare conseguenze legali per un’opera mediocre o al massimo mediamente discreta? In ogni caso, considerato che ognuno si ritiene un “grande scrittore” anche a 15 anni, un’altra soluzione è quella di pubblicare “da soli”, nel senso quella di usare una casa editrice che offra questo genere di servizi di pubblicazione, senza però pretendere i diritti dell’Opera in cambio. Solo così l’Opera risulterebbe pubblicata, quindi intoccabile, e i diritti sempre in mano vostra. Inoltre potreste presentare ad altri editori il libro bello e stampato, oltre che il file, laddove richiesto naturalmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Anonimo62</p>
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		<title>La Rubrica di Anonimo62: &#8220;Come ci si presenta agli editori?&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 15:55:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Rubrica di A62]]></category>
		<category><![CDATA[anonimo62]]></category>
		<category><![CDATA[case editrici]]></category>
		<category><![CDATA[domande sull'editoria]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Forse qualche Lettore di Bookland già mi ha sentito nominare o ha avuto modo di visitare il mio modesto sito www.pubblicarelibro.com. Per chi invece non mi conosce ancora, mi presento immediatamente: sono Anonimo ‘62, uno scrittore che come tanti non è riuscito ancora a sfondare, ma che ha fatto della propria “scrittura” una passione vera, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bookland.it/wp-content/uploads/2008/12/sago2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-210" title="sago2" src="http://www.bookland.it/wp-content/uploads/2008/12/sago2-189x300.jpg" alt="" width="189" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Forse qualche Lettore di Bookland già mi ha sentito nominare o ha avuto modo di visitare il mio modesto sito www.pubblicarelibro.com. Per chi invece non mi conosce ancora, mi presento immediatamente: sono Anonimo ‘62, uno scrittore che come tanti non è riuscito ancora a sfondare, ma che ha fatto della propria “scrittura” una passione vera, che prescinde dal fatto di avere un nome conosciuto e un posticino fisso in libreria. Per questo motivo non rivelerò mai la mia identità e non pubblicizzerò in nessun modo i miei libri su questo spazio che mi è stato gentilmente donato da Bookland per ben altri scopi; e con questo vengo al dunque. Considerato il “successo” del siterello che ho messo in piedi, la redazione mi ha chiesto se volevo occuparmi di una “rubrica”. Devo dire la verità: mi sentivo l’ultima persona capace di dare consigli su una rivista, poi però, considerate le tante mail che ricevo dal sito, e considerato che spesso non ho il tempo materiale per rispondere a tutte, ho deciso di accettare. “Perché no?” Mi sono chiesto. Da questo momento, pertanto, sono al vostro servizio! Premetto che non sono un, per così dire, «espertone del settore», però posso davvero affermare di aver maturato una certa esperienza su questi argomenti: editori, contratti, pubblicazione e autopubblicazione, presentazioni, autopromozione e tanto altro ancora. Aggiungo anche un’altra cosa: le mail che mi saranno inoltrate dal sito, riceveranno risposta esclusivamente da qui. Questo per informare quante più persone possibile, in un sol colpo. Non potrò rispondere a tutti, ovviamente, ma sceglierò sempre i quesiti più rappresentativi e interessanti. E ora: iniziamo!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Proporre un’opera inedita ai vari editori: come farlo al meglio?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ciao! Complimenti per il sito. Il tuo racconto è davvero illuminante ma vorrei saperne di più su certi aspetti di cui non parli in modo approfondito. Ho scritto un romanzo fantasy e vorrei proporlo a diversi editori. Il problema è che non vorrei sbagliare e sprecare soldi per fotocopie e spedizioni inutili. Puoi indirizzarmi in questo senso? Inoltre quali editori mi consigli per evitare di contattare case editrici che non mi risponderebbero nemmeno? Grazie davvero tante: aspetto una tua risposta per iniziare a muovermi.<br />
Anna</em></p>
<p style="text-align: justify;">Cara Anna, mi sento in imbarazzo a causa della tua grande fiducia nei miei confronti: cercherò di aiutarti e di essere il più esauriente possibile.<br />
Tanto per cominciare, devi sapere, se non ci hai già fatto caso, che ormai molti editori si servono di sistemi alternativi alla classica spedizione del libro stampato e rilegato, e aggiungo che è un’ottima decisione. Infatti spedire un pacco per ogni editore, significherebbe spendere circa 6-15€ per volta (tra fotocopie e spese postali). Immaginiamo di spedire la nostra opera a 50 editori! Occorrerebbero 300-750 € e non avremmo comunque la certezza di una risposta. Come dicevo, per fortuna molte case editrici si sono rese conto di questo problema, e hanno iniziato ad accettare direttamente i “file” delle diverse opere, quindi una trasmissione immediata e a costo zero. Direi che queste sono le case editrici alle quali ti puoi rivolgere tranquillamente e tanto per cominciare. Poi, come dico anche nel sito, consiglio anche a te di operare una ragionata selezione secondo questi criteri: lascia perdere gli editori non interessati agli esordienti e/o al Fantasy: perderesti solo tempo prezioso. Se non hai idea di come acquisire queste informazioni, da’ un’occhiata alle Collane delle case editrici che esamini, oppure invia loro un’e-mail: così tagli la testa al toro. In seconda istanza, esamina i siti delle case editrici e scegli quelle che ti ispirano di più; tieni sempre conto di questi aspetti: il nome della casa editrice ti piace? Il loro sito è ben curato, all’avanguardia, o è un agglomerato confuso? I loro libri sono belli e interessanti, oppure ti fanno vomitare solo a guardarne la copertina? Ecc.<br />
Queste sono le prime cose che io guardo di un Editore. Dopodiché passo al controllo incrociato: l’editore è presente su IBS (il più importante negozio on line di libri)? E sulla lista degli editori italiani? Ecco i siti dove puoi effettuare questi controlli: www.ibs.it ; www.wuz.it.<br />
Se l’editore è presente, ha sicuramente anche il codice ISBN, necessario al tuo libro, quindi hai anche una certezza in più. Dopo questi controlli di routine tocca a te decidere tra tutti gli editori che esistono. La prossima volta parlerò anche del problema “editori a pagamento” ed “editori gratis”.<br />
Tornando al tuo quesito, ti consiglio di presentare il tuo libro in questo modo: file integrale accompagnato da una sinossi (presentazione e trama dell’opera) e volendo anche da un tuo breve curriculum artistico e professionale. Non dimenticare di inserire i tuoi dati a corredo di tutti i file che invii. In ogni caso, tieni conto che le mie indicazioni sono a livello generale: spesso gli editori pubblicano sui loro siti delle guide, o delle regole, al fine di organizzare meglio la ricezione delle nuove proposte. Seguile ogni volta con la massima attenzione e vedrai che ti risponderanno sempre (anche se non immediatamente).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come presentare la propria opera: accorgimenti utili e accorgimenti inutili.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Anonimo, chi ti scrive è un tuo compare, non coetaneo, ma profondamente simile per tante cose. Ho quasi 27 anni e ho appena terminato la mia prima trilogia “ibrida”, così la chiamo io, visto che non mi sono adattato a nessun genere in particolare. Tengo molto ai miei tre libri e per fare una buona impressione li ho fatti impaginare da un professionista e ne ho fatte stampare diverse copie da un tipografo. Il risultato mi è apparso soddisfacente, anche se ho dovuto spendere abbastanza tra le varie cose. Ora voglio iniziare a spedire queste copie ai maggiori editori: che ne pensi? Ho fatto bene? Inoltre all’attenzione di chi devo spedire per essere preso in considerazione? Puoi darmi qualche dritta?<br />
Anonimo 80</em></p>
<p style="text-align: justify;">Compare, (potrei quasi chiamarti figliolo vista l’età), mi spiace ma devo dirti che non condivido la tua scelta. Non so quanto hai speso nel totale ma immagino che un editor e la stampa “tipografica” (quella digitale è un altro discorso se fatta con poche copie), costino parecchio, troppo, per il fine che ti sei prefissato. Secondo me avresti speso meno pubblicando con contributo, se non altro con la soddisfazione di vedere il tuo libro nel catalogo di una casa editrice e magari in qualche libreria. Il mio modesto parere è che l’abito fa il monaco ma fino ad un certo punto, non è l’aspetto esteriore dei tuoi libri che verrà preso in considerazione dagli editori, bensì il loro contenuto. Quando proponiamo un’opera per la pubblicazione, l’essenziale è che il testo sia chiaro, impaginato in modo tale che chi lo leggerà non avrà problemi&#8230; Ma soprattutto, seppure capirei il desiderio di far correggere l’opera da un esperto, non capisco proprio l’esigenza di impaginarla in modo professionale e stamparla come libro, per giunta.<br />
Invece per quanto riguarda la tua domanda sui grossi editori, qui il tuo sacrificio è stato a mio avviso ancora più inutile, lo stesso risultato lo avresti avuto con delle semplici fotocopie. Infatti il grosso editore non esamina “quasi” mai le proposte che gli giungono in redazione: perderebbe troppe risorse inutili e poi per chi? Per degli esordienti?&#8230;<br />
Il mio parere è che (nella stragrande maggioranza dei casi) per arrivare da un grosso editore, bisogna per forza di cose passare prima da un editore piccolo o medio; è necessario andare per gradi, costruirsi un nome col tempo.<br />
Perdonami se sono stato duro, però il messaggio che voglio dare è questo: abbiate pazienza e ragionate con oculatezza su ogni spesa che affrontate per la vostra opera, perché non sempre ne vale la pena; anche piccole spese alla lunga si possono rivelare perfino più pesanti di un contributo editoriale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Domanda sul Contratto di Edizione.</strong><br />
<em><br />
Volevo farti una domanda: ho ricevuto una proposta di edizione con contratto ma ci sono dei punti che mi sono sembrati oscuri: la durata, soprattutto, è il massimo consentito dalla Legge; cioè? Possibile che non venga specificata la durata? Dimmi che ne pensi e se secondo te il contratto è valido o no.<br />
Stefy</em></p>
<p style="text-align: justify;">Carissima Stefy, dovrei leggere tutto il contratto per dirti se è valido, ma per quanto riguarda il punto di cui parli sta tranquilla perché è normale, anche se inusuale. Forse la tua opera deve essere piaciuta davvero molto! O forse è una scelta standard dell’editore, non saprei, so solo che il massimo consentito dalla Legge significa 20 anni di contratto. Non sono pochini, quindi riflettici bene.<br />
Approfitto di questo quesito per dire a tutti che le prossime volte parleremo nel dettaglio dell’argomento “Contratto Editoriale”, in quanto è sicuramente un aspetto di vitale importanza.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">A62 &#8211; <a href="http://www.pubblicarelibro.com">www.pubblicarelibro.com</a></p>
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