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	<title>Bookland - Rivista Letteraria</title>
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	<description>La Rivista dedicata ai Libri e agli Scrittori Esordienti</description>
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<title>Bookland - Rivista Letteraria</title>
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		<title>L&#8217;Amore ritrovato &#8211; Esta vez serà para siempre</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 14:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>

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		<description><![CDATA[“L’Amore ritrovato – Esta vez serà para siempre” Finalmente ha visto la luce il romanzo: “L’Amore ritrovato – Esta vez serà para siempre”, della scrittrice Angela Franchella, edito dalla Casa Editrice Cicorivolta Edizioni, nella collana Blocknotes. Il romanzo potrebbe essere inquadrato, all’interno del generale panorama della narrativa contemporanea, nella categoria di storie per adolescenti (ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“L’Amore ritrovato – Esta vez serà para siempre”</p>
<p>Finalmente ha visto la luce il romanzo: “L’Amore ritrovato – Esta vez serà para siempre”, della scrittrice Angela Franchella, edito dalla Casa Editrice Cicorivolta Edizioni, nella collana Blocknotes.<br />
Il romanzo potrebbe essere inquadrato, all’interno del generale panorama della narrativa contemporanea, nella categoria di storie per adolescenti (ma non solo), in quanto affronta le tipiche tematiche che ogni ragazzo e ragazza si trova a vivere nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta, avvicinandosi per la prima volta in modo consapevole e maturo all’esperienza dell’Amore.<br />
La storia è ambientata tra una Sevilla dei nostri giorni, Roma e Londra, e i protagonisti – Sammy (Samanta) ed Eddy (Eduard) – sono due studenti universitari (italiana lei, inglese lui), alle prese con la loro prima esperienza Erasmus.<br />
Nella girandola di situazioni in cui si ritrovano coinvolti, si scoprono, per la prima volta, davvero innamorati, rendendosi conto in prima persona di cosa significhi Amare l’altro in modo definitivo e totale.<br />
Certo la tematica della scoperta dell’amore non è l’unica: il cammino che i due giovani compiono, prima uniti, poi separati rocambolescamente dal destino, ricalca quello tipico del bildungsroman, del romanzo di formazione, in chiave naturalmente moderna, lasciando emergere i dilemmi e le problematiche che nel cammino che porta alla maturità ogni individuo deve affrontare, per giungere alla piena consapevolezza di sé.<br />
Dal mondo ancora ovattato dell’università, i due si ritrovano, alla fine, alle prese con tutti gli interrogativi che la società moderna pone: dalla ricerca del lavoro, alla complicata risoluzione del problema della distanza, alla necessità di costruire la loro vita insieme. Infatti, dopo svariate situazioni, la potenza del sentimento che unisce i due giovani riesce a sopraffare le mancanze e gli errori commessi, dando inizio a una nuova relazione, nella quale abbandonata la paura, l’incertezza del futuro non mina la solidità del rapporto.<br />
Vengono, dunque, sviscerate le principali problematiche legate al difficile passaggio che sancisce l’ingresso dell’individuo nella società adulta, ma soprattutto viene sottolineata l’importanza di stabilire legami sinceri, basati su un solido sentimento d’Amore, che, nella nostra società, è sempre più labile e precario.<br />
I due protagonisti si pongono, dunque, come esempio positivo anche per le centinaia di giovani e adulti che vanno alla ricerca di affetti duraturi e onesti, di sentimenti veri e leali, testimoniandone con la loro esperienza l’esistenza.<br />
Lo stile, avvincente e scorrevole, intriso anche di termini in lingua, coinvolge il lettore direttamente nel flusso narrativo della vicenda, rendendolo in questo modo co-protagonista, in quanto egli stesso si trova a rivivere emozioni e situazioni che ha già affrontato nella sua vita o che sta attualmente vivendo.<br />
Non solo per ragazzi, quindi, ma dedicato a un pubblico più ampio, il testo si presenta profondamente attuale per le tematiche affrontate e si carica di una valenza positiva per i valori tradizionali – diremo meglio “senza tempo” – che, pur nell’impianto moderno dell’opera, vengono evidenziati, mostrando, quindi, tra le righe anche un velato fine didattico, pur se celato nell’amenità della storia e nella scioltezza dell’impianto narrativo del testo.<br />
Il romanzo, intessuto di flashback che immettono il lettore direttamente nel vivo della storia, presenta inoltre un continuo cambio di focalizzazione della voce narrante, che vivacizza l’andamento del testo e consente una profonda indagine introspettiva della psicologia dei personaggi.<br />
La storia narrata è avvincente e coinvolgente perché verosimile e sentita in ogni singola parola; dunque il romanzo riesce a creare empatia con il lettore che si ritrova a vivere un affascinante viaggio tra le principali città europee, itinerario che si rivela in ultima analisi un appassionante percorso nelle profondità dell’Essere, alla riscoperta di Sé e dell’Amore.<br />
Invitante e avvincente, quindi, si rivela la lettura dell’opera, da trangugiare d’un fiato, per arrivare – curiosi – allo scioglimento delle pagine finali.<br />
L’invito alla lettura che il romanzo ci porge non accetta scuse o dinieghi, ma solo risposte affermative: va afferrato tra le mani e gustato in silenzio… e, state sicuri, … non ve ne pentirete!<br />
Angela Franchella<br />
“L’Amore ritrovato –</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>STRUMENTI E TECNICHE DI VALUTAZIONE PEDAGOGICA</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 13:59:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;La valutazione in ambito pedagogico ed educativo costituisce un processo dinamico cui sono chiamati tutti i professionisti che attuano interventi educativi o didattici. Si tratta di un momento assai delicato e complesso, ma necessario, che si pone all’inizio di un percorso (valutazione diagnostica) con lo scopo di delineare il livello di partenza in base al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La valutazione in ambito pedagogico ed educativo costituisce un processo dinamico cui sono chiamati tutti i professionisti che attuano interventi educativi o didattici. Si tratta di un momento assai delicato e complesso, ma necessario, che si pone all’inizio di un percorso (valutazione diagnostica) con lo scopo di delineare il livello di partenza in base al quale rilevare eventuali difficoltà ma anche e soprattutto potenzialità e bisogni e quindi progettare un piano educativo individualizzato. La valutazione diagnostica richiede la necessità di prestare particolare attenzione ai processi messi in atto, in quanto non può prescindere dal soggetto, dalle sue personali aspettative e dai suoi bisogni. Per questo motivo, l’azione valutativa, in tutta la sua complessità e delicatezza, si profila come uno strumento di fondamentale importanza, poichè consente al professionista dell’educazione di aiutare il soggetto nella realizzazione di un personale progetto di vita.&#8221;<br />
&#8220;Filomena Durante, Daniela Pacilio, Ilenia Amati, Angela Pisa, Carmela Pezza, Monica Garau, Daniela Sanna, Katia Celidonio, Giovanna Padalino, Ilaria Cianchi, Giulia Giovinazzo, Cinzia Urbano, Giorgio Cingari, Maria Luisa Rapisarda, Samuele Amendola, sono i nomi degli autori, educatori e pedagogisti certificati APEI ( Associazione Pedagogisti Educatori Italiani ) che hanno voluto fortemente la pubblicazione di questo libro che racconta come in tanti ambiti, dal sociale al socio sanitario, migliaia di educatori lavorano tutti i giorni facendosi carico delle persone a loro affidate, prendendosene cura o, ancor meglio, prendendosi &#8220;a cuore&#8221;, ponendosi al loro fianco nella lunga strada della crescita umana e sociale. Il Libro è stato curato da Samuele Amendola, educatore esperto in Pedagogia Interculturale, responsabile coordinatore di progetti educativi rivolti ad adolescenti e famiglie. L&#8217;Introduzione è di Alessandro Prisciandaro, presidente nazionale dell&#8217;Apei.&#8221;</p>
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		<title>Codice di Rinascita, di Paolo Goglio</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 13:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo60</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La ricerca di quell’attimo stesso in cui passiamo dal buio alla luce, in cui dopo essere stati piegati, distrutti da un dolore, una separazione, un tormento d’amore, un lutto o una crisi di vita incominciamo a riemergere, rialziamo la testa pronti per ripartire, reagire, rinascere. Un libro prezioso che ci aiuta a superare momenti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca di quell’attimo stesso in cui passiamo dal buio alla luce, in cui dopo essere stati piegati, distrutti da un dolore, una separazione, un tormento d’amore, un lutto o una crisi di vita incominciamo a riemergere, rialziamo la testa pronti per ripartire, reagire, rinascere.</p>
<p>Un libro prezioso che ci aiuta a superare momenti di estrema difficoltà con la semplicità di una poesia, un alimento energetico per la nostra anima ferita, una trama silenziosa come il corso delle acque che scorrono, trasportando memorie temporali e ricordi, emozioni, progetti e sogni, desideri e paure&#8230; tutto lentamente decanta e le acque si ripuliscono, la vita torna a risplendere e tutti possono, ora, riprendere il cammino, verso traguardi di luce e profonda gioia interiore.</p>
<p>Questo stavo cercando e questo ora ho trovato e io, tu, noi, tutti possono guardare al cielo abbandonando al nulla le scorie del passato, panacea per le piaghe dello spirito, nonj ci sono più terre lontane, ma sogni da realizzare.</p>
<p>Il libro ha anche un sito dedicato: <a href="http://www.codicedirinascita.com/">www.codicedirinascita.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“E consentirà a chiunque di affrontare difficoltà, superare le paure o i timori, i blocchi e le ostruzioni, gli ostacoli e le crisi in poco tempo e con uno sforzo minimo, senza lottare, senza ferirsi, senza lacrime…</em><em> </em></p>
<p><em>E’ un codice dettato dalla Natura e forse da una Natura Superiore, non lo so e poco importa… per noi che abitiamo lo strato terreno dell’Universo è sufficiente trovare la rotta per vivere qui, in questa precisa epoca e nel nostro corpo, nella nostra identità…”</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Codice di Rinascita</strong></span> è disponibile online all’indirizzo:</p>
<p><a href="http://www.lulu.com/shop/paolo-goglio/codice-di-rinascita/paperback/product-20136943.html">http://www.lulu.com/shop/paolo-goglio/codice-di-rinascita/paperback/product-20136943.html</a></p>
<p>Sia in formato cartaceo al prezzo di € 8,79 che in formato Ebook al prezzo di € 2.</p>
<p>La collana completa dei libri di Paolo Goglio si trova al’indirizzo:</p>
<p><a href="http://www.lulu.com/spotlight/webatproducteddotcom">www.lulu.com/spotlight/webatproducteddotcom </a></p>
<p>Ulteriori approfondimenti nel profilo personale su Facebook o nel sito <a href="http://www.paologoglio.com/">www.paologoglio.com</a></p>
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		<title>Donne rurali. Economia, ambiente e sostenibilità</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 13:57:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Altravista</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[altravista]]></category>
		<category><![CDATA[donne rurali]]></category>
		<category><![CDATA[scienze sociali]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ uscito in questi giorni il nuovo libro di Mariagrazia De Castro, edito dalla casa editrice Altravista, dal titolo Donne rurali. Economia, ambiente e sostenibilità, un saggio che intende analizzare la complessa relazione che lega le donne rurali alle risorse ambientali. Mariagrazia De Castro, autrice già nota per il suo impegno nello studio della sostenibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>E’ uscito in questi giorni il nuovo libro di Mariagrazia De Castro, edito dalla casa editrice Altravista, dal titolo Donne rurali. Economia, ambiente e sostenibilità, un saggio che intende analizzare la complessa relazione che lega le donne rurali alle risorse ambientali.</em></p>
<p>Mariagrazia De Castro, autrice già nota per il suo impegno nello studio della sostenibilità per il volume <em>Mobilità sostenibile. Approcci, metodi e strumenti di governance</em> dimostra, attraverso l’osservazione delle strategie e delle politiche di sviluppo come le donne svolgano un ruolo essenziale nel garantire la vitalità e la sostenibilità dell’economia delle comunità rurali.</p>
<p>«Il libro di Mariagrazia De Castro è un’opera preziosa innanzitutto perché esplora la dimensione femminile del mondo rurale in un’ottica per la prima volta positiva, valorizzando i saperi, le competenze e la creatività a cui attingono con successo le imprenditrici» afferma Annalisa Angelone, nota giornalista RAI che ha impreziosito il lavoro con una sua prefazione «e poi, con una scrittura che ha il fascino dei migliori reportages, l’autrice ripercorre le sfide delle donne rurali su scala planetaria, dai villaggi africani in cui le bambine non possono andare a scuola perché costrette a percorrere chilometri per raggiungere i pozzi d’acqua alle esperienze virtuose di piccoli centri rurali dell’Irlanda e della Svezia che, grazie all’iniziativa di imprenditrici agricole, sono diventati attrattori turistici».</p>
<p>L’organizzazione delle economie rurali moderne, sia che si trovino nelle regioni sviluppate del mondo sia che si tratti di regioni sottosviluppate, dimostra la necessità di misure per lo sviluppo rurale per le donne, per migliorarne la qualità di vita, per migliorarne la sostenibilità. Il volume, attraverso diversi ed integrati percorsi di lettura ispirati all’approccio di genere, analizza il ruolo femminile nella preservazione della biodiversità, nella tutela della sicurezza alimentare, nella lotta ai cambiamenti climatici e nella captazione di quelle opportunità provenienti dalla multifunzionalità agricola che ispira una sfida alla modernizzazione ed una crescente consapevolezza della donna di essere agente del cambiamento, alla ricerca di un equilibrio tra tradizione, retaggio culturale ed innovazione tecnologica.</p>
<p>Mariagrazia De Castro, dottore di ricerca in Analisi dei Sistemi Economici e Sociali: Impresa Istituzioni Territorio, economista ambientale, svolge attività di didattica e di ricerca sul rapporto tra sostenibilità e differenze di genere. Ha svolto delle docenze sul ruolo delle donne nel contesto istituzionale, politico e territoriale e presentato, anche in contesti internazionali, delle relazioni sull’impresa rurale al femminile.</p>
<p>Visualizza la scheda del libro alla pagina seguente:</p>
<p><a href="http://www.edizionialtravista.com/catalogo-libri/scienze-sociali/donne-rurali-mariagrazia-de-castro.html">http://www.edizionialtravista.com/catalogo-libri/scienze-sociali/donne-rurali-mariagrazia-de-castro.html</a><em></em></p>
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		<title>&#8220;A te, che non sei mai stato un padre&#8221; di Federica Guida</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 13:57:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adriana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scrittori esordienti]]></category>

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		<description><![CDATA[“A te, che non sei mai stato un padre” è la lettera, la testimonianza, forte e dura che l’autrice vuole lasciare al lettore, non solo in quanto singolo ma anche in quanto parte di una famiglia. Un rapporto col padre complicato, del quale poco ci viene detto in termini materiali ma del quale ci viene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“A te, che non sei mai stato un padre” è la lettera, la testimonianza, forte e dura che l’autrice vuole lasciare al lettore, non solo in quanto singolo ma anche in quanto parte di una famiglia. Un rapporto col padre complicato, del quale poco ci viene detto in termini materiali ma del quale ci viene detto molto in termini di sentimenti, mancanti e inesistenti oramai.</p>
<p>In una notte silenziosa l’autrice lascia fluire i pensieri che si rincorrono velocemente in un vortice di emozioni tra passato e presente. Non c’è futuro per un rapporto logorato da anni di menzogne, di egoismi e di cicatrici pronte a riaprirsi, nella pelle e nel cuore. Non c’è futuro per un rapporto che l’autrice decide di interrompere definitivamente, elencando le molte mancanze ma soprattutto sottolineando quanto le stesse mancanze non l’abbiano portata lontana dai veri valori della vita: così ai pensieri invasi di rabbie si alternano ricordi di sane ed eterne amicizie e pensieri futuri su un matrimonio prossimo e eventuali figli da crescere.</p>
<p>Se è già difficile parlare delle nostre emozioni, del nostro vissuto, è quasi impossibile parlare delle emozioni e dei vissuti degli altri, riuscendo a rispettare i loro sentimenti eppure l’autrice non solo ci trasmette un’esperienza vissuta ma lo fa donandosi completamente al pubblico attraverso i suoi pensieri più intimi. Un saggio attraverso il quale il lettore potrà riscoprire i valori fondamentali dell’individuo e del singolo all’interno del gruppo famiglia. Un saggio ad esorcizzare, scacciare, una figura paterna che può considerarsi tale solo per discendenza e non per educazione. Un saggio introspettivo, puro e vero nel suo dolore e nelle sue gioie, trattato con una sensibile quanto innata capacità che l’autrice mostra nel sapere coinvolgere il lettore nelle sue parole.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una moglie per bene</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 13:56:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>riccardocolao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho letto con grande attenzione questo racconto di Riccardo Colao e devo riconoscere che la trama permeata da flash back, abilmente costruita con la tecnica cara agli sceneggiatori di opere cinematografiche, si è rivelata per me avvincente al punto tale da consentirmi di leggerlo tutto d’un fiato. E non tanto perché incuriosito, su come sarebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ho letto con grande attenzione questo racconto di Riccardo Colao e devo riconoscere che la trama permeata da flash back, abilmente costruita con la tecnica cara agli sceneggiatori di opere cinematografiche, si è rivelata per me avvincente al punto tale da consentirmi di leggerlo tutto d’un fiato. E non tanto perché incuriosito, su come sarebbe andato a finire il rapporto segreto che si crea tra i due personaggi, ma per la percezione di un ritmo crescente sul quale si fonda il racconto stesso. Così andando avanti fra i capitoli scopriamo che l’Amore può essere considerato morale anche senza matrimonio mentre il matrimonio privo d’Amore è sicuramente immorale. Questa tesi cattura e induce a proseguire nella lettura quasi come se per magia, davanti a noi, scorressero le immagini, le sequenze di un film. La vicenda narrata è quella di due personaggi che conosciutisi da giovani sfiorano la possibilità di creare una relazione. Poi il tempo passa inesorabile e i due si rivedono solo dopo più di venticinque anni. In quel preciso istante tra loro scoppia un amore travolgente che li porterà a diventare amanti, nella speranza e nella ricerca di poter recuperare il tempo perduto puntano su un improbabile futuro che li possa in qualche maniera accomunare in un rapporto ufficiale. L’autore pone in evidenza come nella vita sia possibile incontrare persone talmente speciali che pur illuminandotela, quando se ne vanno, se appunto se ne vanno, non si riesce a stabilire se essere felici di averle incontrate, anche per poco, o se il dolore di averle perse è tale che magari si sarebbe preferito continuare la propria vita senza sapere della loro esistenza. L’autore inserisce citazioni, riferimenti a fatti della vita di tutti i giorni, da Leopardi a D’Annunzio, da Nietzsche a Camilleri, collegandoli alla trama imbastita con ottima tecnica letteraria. I protagonisti nel racconto si stagliano, come reali e visibilmente attuali anche se l’autore, Riccardo Colao, a scanso di equivoci, chiarisce sin dall’inizio che similitudini a fatti, persone e luoghi descritti nel suo libro, magari realmente esistenti sono da ritenersi puramente casuali e non autobiografici. Il finale,logicamente, non lo rivelo, sia per non fare un torto a chi volesse leggere con tranquillità questa opera prima e sia perché è talmente aperto da lasciare intendere un seguito. &#8220;Mai dire mai&#8221; ama ripetere Marina, la protagonista femminile e per quello maschile basta citare la frase con la quale ricorda a se stesso che &#8220;Non sei mai completamente fuori gioco finché hai una storia da raccontare e qualcuno a cui narrarla&#8221;. Facile intuire che potrebbe in seguito accadere un qualcosa che possa dare un sequel alla vicenda di Una moglie per bene. E noi siamo qui già pronti a prenotarci per questa eventualità.</p>
<p>Roberto Moscatelli</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Epilestasy</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 13:55:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cyberflaneur</dc:creator>
				<category><![CDATA[I vostri racconti]]></category>
		<category><![CDATA[assordante]]></category>
		<category><![CDATA[ballo di San Vito]]></category>
		<category><![CDATA[barbecue]]></category>
		<category><![CDATA[brindisi]]></category>
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		<category><![CDATA[crêpe suzette]]></category>
		<category><![CDATA[demonio]]></category>
		<category><![CDATA[fibrillazione]]></category>
		<category><![CDATA[fuoco delle idee]]></category>
		<category><![CDATA[fuoco sacro]]></category>
		<category><![CDATA[sincopaticamente]]></category>
		<category><![CDATA[società multiculturale]]></category>

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		<description><![CDATA[La discussione s’infervorò a tal punto che Milo ruppe un piatto fracassandolo sulla tavola. Tutti saltarono in piedi bloccandosi per qualche secondo. Fu un attimo, poi ripresero a discutere sul tema odioso della serata: il razzismo. Milo asseriva che nella società attuale non si poteva essere razzisti, e perché? Perché le persone, la gente, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La discussione s’infervorò a tal punto che Milo ruppe un piatto fracassandolo sulla tavola. Tutti saltarono in piedi bloccandosi per qualche secondo. Fu un attimo, poi ripresero a discutere sul tema odioso della serata: il razzismo. Milo asseriva che nella società attuale non si poteva essere razzisti, e perché? Perché le persone, la gente, i popoli sono in continuo movimento, questo è vero, le frontiere sono sempre più aperte, ma quando mai, se c’è bisogno di lavoro in una tale zona le persone emigrano lì, a fare gli schiavi, se in un tal posto la disoccupazione ti prende allo stomaco la gente se ne va, scappa dalla fame e dalla guerra, ma incontra i respingimenti legali, no legaioli, no, no, legami col passato regime, legati al proprio destino.<br />
“Società multiculturale” urlò Milo alzandosi in piedi, calice alla mano, inneggiando all’ennesimo brindisi, immediatamente seguito a ruota libera da tutti gli altri, assolutamente d’accordo con lui, fin al punto da aggiungere carne al fuoco delle idee, come sulla griglia avvampata dalle fiamme del barbecue, sul quale gli ospiti rosolavano salsicce, tocchetti d’agnello, brandelli di manzo, fettine di petto di pollo, braciole di vitellone imbottito di mandorle e uva sultanina, spiedini di tacchino e ortaggi coltivati in loco, sì, sul terrazzo di Serena e Dandiny, coppia di amiche amanti del bio e l’una dell’altra in severa biolibidine, coltivatrici al settimo cielo di prodotti biologici nelle piccole serre condominiali al settimo piano e giù fiumi di vino, birra, rhum, sakè, vin santo, sidro di mele, con la musica al massimo volume, tra risate e scherzi, baci, pacche sulle spalle, abbracci, simpatici spintoni, sgambetti per scherzo, finanche un paio di schiaffi!<br />
Tutto rosolava e rotolava a meraviglia, fin quando Marcella rotolò a terra lunga lunga. Ognuno credette fosse stato il gin o la grappa, magari il Martini, si sa: il vermouth è traditore, “ma no” urlò Gustavo, “ho conosciuto solo stasera Marcella, ma mi diceva quanto fosse astemia. Infatti, ho spesso tentato di versarle da bere, con l’intento d’ubriacarla per poi portarmela a letto di là e farmela come una pecorella smarrita, ma lei niente, metteva sempre la mano di traverso sul bicchiere. Ho anche tentato di forzarla dandole un paio di schiaffi.”<br />
Milo si fece avanti, “ah, erano i tuoi gli schiaffi che ho sentito qualche rigo fa? Dovevo immaginarlo, sei sempre il solito cafone.” Gustavo andò su tutte le furie, “ma stai attento!” Urlò Dandiny, “che mi spezzi tutte le piante di furie, sono delicate queste. Poi sai dire “quanto mi piace la pizza con le furie,” che faccio io.” Serena si mise di mezzo, “veramente la pizza con le furie l’ho sempre fatta io, “ sottolineò. Dandiny le si avvicinò mollandole un bacio in bocca, con la lingua a crêpe suzette incendiata dai troppi cicchetti di rhum.<br />
Al che tutti cominciarono a “toccarsi” a vicenda negli altrui punti proibiti, ognuno/a affrettandosi a svelare i propri a colui o colei che si ritrovava di fianco o davanti o di dietro. Fu una fibrillazione totale, un sussulto, una smania, quasi una mossa epilettica collettiva, spuntarono anche un paio di tette e, forse, almeno sembrò, una timida testa di&#8230; cazzo, ma che faceva Marcella lì in terra? Estenuamente si contorceva tutta sola, sbattendo le braccia, scuotendo le cosce, voltando sincopaticamente, quasi al ritmo dei Mars Volta, che incutevano progressivamente tra gli astanti la musica del loro ultimo disco, la testa di qua e di là, sollevando il bacino sui talloni e poi rilasciandolo di colpo in terra, con una botta secca dell’osso sacro sul pavimento di finto cotto. Una tarantolata, ecco! Sembrava una tarantolata, una posseduta dal demonio, “ma no, non scherziamo, che non è vero, ma ci credo,” urlò Gustavo tirandosi su la zip dei jeans in un lampo. Serena e Dandyni cominciarono a ballare al ritmo di Marcella come in una danza tribale, scompigliando i capelli dal basso verso l’alto e viceversa. Improvvisamente si creò il vortice intorno alla bella posseduta, come se dal suo corpo in preda al ballo di San Vito s’emanasse nell’aria il fuoco sacro del sabba&#8230; beh, del sabbato liponetano.<br />
I terrazzaioli si sbattevano come selvaggi sioux e spuntarono innumerevoli calumet fumanti di pace, il giro divenne gagliardo, il tiro profondo inalato a pieni polmoni, ma Marcella continuava a rotolarsi fra i piedi degli altri, inutili i tentativi di porgerle il calumet, pareva che la pace l’avesse persa per sempre. Almeno fin quando <em>levitò</em> di brutto, peggio di una torta nel <em>fono</em> beh, se manca una “i” potrebbe anche mancare una “r”, sollevandosi mezzo metro dal pavimento oramai stracotto. Chiunque ammutolì, solo gli Astral Projection spandevano nello spazio circostante le tecnonote  di <em>Life on Mars</em>, che niente aveva a che vedere né sentire con quella del caro David. “Io credo sia il caso di chiamare padre Ralph, l’esorcista,” suggerì Gustavo, trovando  stranamente gli altri d’accordo e consenzienti, da sempre poco inclini a dargli retta.<br />
Portarono Marcella, leggera come spirito, di là sul letto. Era una situazione decisamente sui generis, tutti stavano sulle proprie, Gustavo sui coglioni un po’ a tutti, per quei suoi modi opportunisti e poco opportuni, s’intende. Uscì di scena nell’indifferenza altrui, subito dopo qualcuno bussò alla porta. Serena andò ad aprire ancheggiando nel suo attillatissimo tubino nero a picco sul fondo schiena, sospinta dagli occhi di Dandiny puntati sul suo bel culetto rotondo, come se volesse spiare dal buco della scollatura. Rientrò nella stanza insieme a padre Ralph, ricordando simultaneamente a tutti i presenti il particolare che nessuno, e sottolineo <span style="text-decoration: underline;">nessuno</span>, aveva mai visto in faccia padre Ralph e alle sue parole d’esordio “come si chiama questa bella puttanella smarrita,” tutti concordarono interiormente su quanto fosse effettivamente sfacciato e quanto sgradevole fosse la sua voce, maldestramente contraffatta. Milo, indispettito, chiese al prelato, “padre, si riveli e ci riveli,” ma dall’uomo di fede anziché una sacra rivelazione scaturì un ordine perentorio, “tutti fuori dalla stanza, lasciatemi solo con l’assatanata!” Di colpo Marcella piovve sul letto e un istante dopo balzò a sedere al centro di esso roteando la testa a trecentosessanta gradi. Un diluvio di bava verde inondò i presenti sospingendoli fuori al terrazzo. Si sedettero intorno alla brace ardente in un atteggiamento a dir poco miscredente.<br />
Dalla stanza da letto provenivano suoni inverecondi, un mugghio non umano attribuibile più a un omaccione che a una donna esile come Marcella. Milo si spendeva in una sequela di ingiurie da prete, ingoiando di continuo bocconi amari strappandoli direttamente dalla griglia ormai tiepida. I latrati dell’uomo di fede raggiunsero decibel ragguardevoli, ma invece d’essere assimilabili a ordini impartiti al maligno affinché abbandonasse il corpo di Marcella, sembravano piuttosto gemiti di piacere bestiale affinché il maligno&#8230; entrasse nel corpo di Marcella. “È il caso di gettare la spugna,” urlò Dandiny smettendola di lavare i piatti e, asciugatasi le mani sul grembiule, aggiunse “dobbiamo intervenire. Quel padre Ralph, di là, non mi convince, non mi gusta proprio.” Milo rincarò la dose, “già, anche a me non gustava proprio, appena l’ho visto entrare.” Serena chiese con stupore, “Gustava, ma è femmina? Credevo che padre Ralph, sotto la tonaca, fosse uomo?” E che uomo di merda! Spalancata la porta della stanza da letto, uno spettacolo indegno li investì come uno sconcio tzunami dei peccati della carne: un’ondata di sesso estorto con l’inganno ai danni d’incapace d’intendere e di voler essere profanata a gambe divaricate, da dietro, di lato, a pancia sotto, rovesciata sottosopra da quel porco di Gustavo travestito da padre Ralph. Lo spettacolo fece passare lo sballo a tutti, ma proprio a tutti in un sol istante lo fece passare il trillo del telefono.<br />
Assordante.<br />
Dandiny non fece in tempo a sollevare la cornetta che scattò la segreteria, “pronto, so’ la mamma di Marcella, tu sei quell’amica sua nu’ poco lesbica? Marcella mi ha detto che sei na’ brava ragazza, mi raccomando, non la fare bere, che quella mia figlia ci vengono gli attacchi apoplettici. Si sbatte come na’ indemoniata, come si l’avesse mozzicata la tarantola. Vedi&#8230; che nella sua borzetta ci ha la medicina, ricordaci che se la deve prendere&#8230; pronto&#8230; pronto, ma che cazz&#8230; qualcuno vole rispondere o no?” Tutti si bloccarono all’istante, tranne Marcella in preda alle mille convulsioni blu, l’imbarazzo inondò la stanza riempiendo le vuote coscienze di ciascuno, un coro unanime echeggiò sul centro storico di Lipona: “cazzarola!”<br />
<em>Chicche e Sia</em></p>
<p>Chicche e Sia, gli autori di questa storia, sono fratelli siamesi dalla nascita di Chicche, più giovane di Sia di un anno. Essi sono attaccati l’un l’altro da un inscindibile vincolo carnale. Fanno tutto insieme, anche l’amore, ovviamente fraterno. Insieme scrivono a quattro mani racconti su reali avvenimenti, di solito Chicche parte dall’inizio e Sia dalla fine. In genere, letterario, s’incontrano a metà strada, ma non è detto che si tratti della stessa strada.</p>
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		<title>&#8220;Una moglie per bene&#8221; libro di Riccardo Colao</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 13:54:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>riccardocolao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>

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		<description><![CDATA[Una moglie per bene Ho letto con grande attenzione questo racconto di Riccardo Colao e devo riconoscere che la trama permeata da flash back, abilmente costruita con la tecnica cara agli sceneggiatori di opere cinematografiche, si è rivelata per me avvincente al punto tale da consentirmi di leggerlo tutto d’un fiato. E non tanto perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una moglie per bene</strong></p>
<p>Ho letto con grande attenzione questo racconto di Riccardo Colao e devo riconoscere che la trama permeata da flash back, abilmente costruita con la tecnica cara agli sceneggiatori di opere cinematografiche, si è rivelata per me avvincente al punto tale da consentirmi di leggerlo tutto d’un fiato. E non tanto perché incuriosito, su come sarebbe andato a finire il rapporto segreto che si crea tra i due personaggi, ma per la percezione di un ritmo crescente sul quale si fonda il racconto stesso. Così andando avanti fra i capitoli scopriamo che l’Amore può essere considerato morale anche senza matrimonio mentre il matrimonio privo d’Amore è sicuramente immorale. Questa tesi   cattura e induce a proseguire nella lettura quasi come se per magia, davanti a noi, scorressero le immagini, le sequenze di un film. La vicenda narrata è quella di due personaggi che conosciutisi da giovani sfiorano la possibilità di creare una relazione.  Poi il tempo passa inesorabile e i due si rivedono solo dopo più di venticinque anni. In quel preciso istante tra loro scoppia un amore travolgente che li porterà a diventare amanti, nella speranza e nella ricerca di poter recuperare il tempo perduto puntano su un improbabile futuro che li possa in qualche maniera accomunare in un rapporto ufficiale.  L’autore pone in evidenza come  nella vita  sia possibile incontrare persone talmente speciali che pur illuminandotela, quando se ne vanno, se appunto se ne vanno, non si riesce a stabilire se essere felici di averle incontrate, anche per poco, o se il dolore di averle perse è tale che magari si sarebbe preferito continuare la propria vita senza sapere della loro esistenza. L’autore  inserisce citazioni, riferimenti a fatti della vita di tutti i giorni, da Leopardi a D’Annunzio, da Nietzsche a Camilleri, collegandoli alla trama imbastita con ottima tecnica letteraria. I protagonisti  nel racconto si stagliano, come reali e visibilmente attuali anche se l’autore, Riccardo Colao,   a scanso di equivoci,  chiarisce sin dall’inizio che similitudini a fatti, persone e luoghi descritti nel suo libro, magari realmente esistenti sono da ritenersi puramente casuali e non autobiografici. Il finale,logicamente, non lo rivelo, sia per non fare un torto a chi volesse leggere con tranquillità questa opera prima e sia perché  è talmente aperto da lasciare intendere un seguito.   &#8220;Mai dire mai&#8221; ama ripetere Marina, la protagonista femminile e per quello maschile basta citare la frase con la quale ricorda a se stesso che &#8220;Non sei mai completamente fuori gioco finché hai una storia da raccontare e qualcuno a cui narrarla&#8221;. Facile intuire che potrebbe in seguito accadere  un qualcosa  che possa dare un sequel alla vicenda di Una moglie per bene. E noi siamo qui già pronti a prenotarci per questa eventualità.</p>
<p><strong>Roberto Moscatelli    </strong></p>
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		<title>I Quaderni dello Strumentista &#8211; Principi Generali</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 13:52:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>borgiotre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Book on demand]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza chirurgica]]></category>
		<category><![CDATA[infermiere]]></category>
		<category><![CDATA[sala operatoria]]></category>
		<category><![CDATA[strumentista]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho il piacere e l&#8217;onore di presentarvi una opera libraria dedicata ad un particolare soggetto presente nel vasto panorama delle figure infermieristiche, lo Strumentista di Sala Operatoria. A tutt&#8217;oggi sono disponibili pubblicazioni che trattano dell&#8217;assistenza infermieristica all&#8217;interno di un Blocco Operatorio, ma finora nessuna pubblicazione è stata dedicata agli aspetti più tecnici e meno infermieristici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho il piacere e l&#8217;onore di presentarvi una opera libraria dedicata ad un particolare soggetto presente nel vasto panorama delle figure infermieristiche, lo <strong>Strumentista di Sala Operatoria</strong>.</p>
<p>A tutt&#8217;oggi sono disponibili pubblicazioni che trattano dell&#8217;assistenza infermieristica all&#8217;interno di un Blocco Operatorio, ma finora nessuna pubblicazione è stata dedicata agli aspetti più tecnici e meno infermieristici di una mansione che rimane, forse immotivatamente, infermieristica.</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="http://4.bp.blogspot.com/-CA6Nc3F_UpQ/T7fO0gxEBgI/AAAAAAAAEsU/7NWRWuLt9Fg/s1600/quaderni-cover-1.png"><img src="http://4.bp.blogspot.com/-CA6Nc3F_UpQ/T7fO0gxEBgI/AAAAAAAAEsU/7NWRWuLt9Fg/s320/quaderni-cover-1.png" alt="" width="226" height="320" border="0" /></a></div>
<p>L&#8217;opera si indirizza a infermieri di nuova assegnazione ai Blocchi Operatori italiani, ma si indirizza anche a studenti della Facoltà di Scienze Infermieristiche ed ai relativi insegnanti.</p>
<p>L&#8217;opera si focalizza sui principi generali relativi alle funzioni dello Strumentista e dell&#8217;Assistente di Sala, nella delicata funzione di assistere il chirurgo nell&#8217;esecuzione degli interventi. A tal proposito va rimarcata la assenza di schede operative relative agli interventi chirurgici veri e propri, chede che invece sono presenti nelle pubblicazioni più specialistiche.</p>
<p>L&#8217;elaborato ha un indirizzo squisitamente tecnico e cerca di indicare i punti universalmente accettabili relativi ad una funzione infermieristica dove molto dipende da esigenze locali non standardizzabili.</p>
<p>Gli elementi che potranno essere particolarmente utili all&#8217;utente, sono quelli riguardanti lo strumentario, l&#8217;assistenza generica agli interventi chirurgici e l&#8217;impostazione di un percorso formativo che aiuti i neoassunti ad entrare in sintonia con un ambiente a grande tecnologia e criticità.</p>
<p>L&#8217;opera è stata sviluppata e scritta in diciassette capitoli:</p>
<ol>
<li><strong>F.A.Q.</strong></li>
<li><strong>L&#8217;Area Critica</strong></li>
<li><strong>Professionalità</strong></li>
<li><strong>La Responsabilità</strong></li>
<li><strong>Cosa dice la Legge</strong></li>
<li><strong>Il Codice Deontologico</strong></li>
<li><strong>L&#8217;Assistenza Chirurgica</strong></li>
<li><strong>Il Percorso formativo</strong></li>
<li><strong>Igiene</strong></li>
<li><strong>Sicurezza in Sala Operatoria</strong></li>
<li><strong>Gestione del rischio</strong></li>
<li><strong>La Sala Operatoria</strong></li>
<li><strong>Lo Strumentario chirurgico</strong></li>
<li><strong>Strumenti Elettromedicali</strong></li>
<li><strong>L&#8217;Intervento chirurgico</strong></li>
<li><strong>Farmacologia</strong></li>
<li><strong>Microbiologia</strong></li>
</ol>
<p>più un ampio <strong>Glossario</strong>.</p>
<p>Il libro consta di oltre 270 pagine con decine di immagini, alcune tabelle e numerosissime informazioni.</p>
<p>Il formato disponibile è in volume rilegato con copertina morbida, in dimensioni A4 e in bianco e nero.</p>
<p>E&#8217; possibile averne una anteprima, <a href="https://docs.google.com/open?id=0B3soYZAl-OxhN0VUVXJVNWhHalk">cliccando su questo link</a>.</p>
<p>Il volume è commercializzato da <a title="Visita il sito di Lulu" href="http://www.lulu.com/it">Lulu</a> e può essere acquistato presso <a href="http://www.lulu.com/content/libro-a-copertina-morbida/i-quaderni-dello-strumentista---principi-generali/12855523">questo link</a>.</p>
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		<title>MAGIA DELLE PAROLE</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 13:50:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariaalfonsinaarrigo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esercizi di Scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Le parole sono alla base di un rapporto di comunicazione universale e nel campo artistico non sono mediate da mimica, gestualità e corporeità: quindi c’è l’essenzialità del linguaggio scritto, del pensiero che si fa parola. I poeti e gli scrittori sono – per mestiere intrinseco – gli artigiani della parola scritta. Tutta la gamma di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le parole sono alla base di un rapporto di comunicazione universale e nel campo artistico non sono mediate da mimica, gestualità e corporeità: quindi c’è l’essenzialità del linguaggio scritto, del pensiero che si fa parola. I poeti e gli scrittori sono – per mestiere intrinseco – gli artigiani della parola scritta. Tutta la gamma di variazioni del tono espressivo è presente nella produzione letteraria. Si consumano e si producono parole e c’è un interscambio continuo tra lettori ed autori.</p>
<p>Nell’ambito artistico scatta una valenza nuova quando il lettore per impulso misterioso si trasforma in autore e quindi oltrepassa quella soglia che c’è tra la parola maturata dentro e quella espressa. Molte persone fin dall’infanzia avvertono il fascino magico della parola espressa.</p>
<p>Il bambino che scrive:” Mamma sei bella come una rosella / mamma sei buona come la manna / mamma mia / la più bella che ci sia “ è sensibile al ritmo e al suono della parola. Quel padre che scrive una poesia dedicata alla nascita della figlia: “ Quel timido fiore un dì sbocciasti / schiudendo le corolle al sol nascente /col tuo vagito le ombre dissipasti / ed una voce mi sussurrò internamente / questo è della vita il più bel dono / che ogni uomo anela con ardore. / Al Signore allor chiesi perdono / per aver dubitato del suo amore” esprime in forma più raffinata i suoi pensieri. L’adolescente che scrive versi d’amore è mosso da pulsioni sentimentali. Ebbene questa magia delle parole, che scaturisce occasionalmente in persone aliene al fatto letterario propriamente detto, non dimostra la presenza di un vero talento poetico.</p>
<p>Quando la magia delle parole si coniuga con la progettualità, con la perseveranza si vede emergere l’artista che in prosa o in poesia sa infondere nella struttura narrativa o poetica quel tocco di universalità tale da farsi portavoce della parte migliore dell’umanità.</p>
<p>Senza cadere in facili suddivisioni e senza superbe ostentazioni ho inglobato nella figura dell’artista le svariate forme: autori grandi o piccoli, autori conosciuti o sconosciuti, donne o uomini, giovani o vecchi; perché la vera arte è senza limiti di età, asessuata, non schiava della notorietà. La democrazia artistica è dare spazio a tutte le voci valide, sarà la selezione inevitabile effettuata dal pubblico e dai critici e basata sulla misura del talento posseduto a fare emergere i più dotati e a dare loro il successo meritato.</p>
<p style="text-align: right;">MARIA ALFONSINA ARRIGO</p>
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