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	<title>Bookland - Rivista Letteraria &#187; Arpanet</title>
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	<description>La Rivista dedicata ai Libri e agli Scrittori Esordienti</description>
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<title>Bookland - Rivista Letteraria</title>
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		<title>Dopo una sbronza</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 18:45:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Arpanet]]></category>
		<category><![CDATA[dopo una sbronza]]></category>
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		<category><![CDATA[Gionata Soldatini]]></category>
		<category><![CDATA[Mini concepts]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ringrazio Arpanet e la sua Redazione per l’accoglienza. recensione a cura di Alessandra Di Gregorio. Titolo: Mini concepts moda. DUS (Dopo una sbronza) Autore: Soldatini Gionata Curato da: Simone P. Editore: ARPANet Data di Pubblicazione: 2007 Collana: Mini concepts ISBN: 8874260350 ISBN-13: 9788874260355 Pagine: 64 DUS acronimo di Dopo Una Sbronza, è l’ennesimo piccolo gioiello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio <strong>Arpanet </strong>e la sua <strong>Redazione </strong>per l’accoglienza.</p>
<p>recensione a cura di <strong>Alessandra Di Gregorio</strong>.</p>
<p><img title="dopo-una-sbronza" src="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/02/dopo-una-sbronza.gif?w=181&amp;h=165" alt="dopo-una-sbronza" width="181" height="165" /></p>
<p><strong>Titolo</strong>: Mini concepts moda. DUS (Dopo una sbronza)<br />
<strong>Autore</strong>: Soldatini Gionata<br />
<strong>Curato </strong>da: Simone P.<br />
<strong>Editore</strong>: ARPANet<br />
<strong>Data di Pubblicazione</strong>: 2007<br />
<strong>Collana</strong>: Mini concepts<br />
<strong>ISBN</strong>: 8874260350<br />
<strong>ISBN-13</strong>: 9788874260355<br />
<strong>Pagine</strong>: 64</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>DUS acronimo di Dopo Una Sbronza</strong>, è l’ennesimo piccolo gioiello <strong>Arpanet</strong>, appartenente alla collana Mini Concepts. Mini concetti ben espressi, piccole architetture ben congegnate, sprazzi di lucidità tra una sbronza e l’altra, vite sospese tra il cinismo di una bellezza che tutto acceca e risucchia, e il bisogno di venirne fuori, giungerne a capo, smettere la spasmodica rincorsa. Gionata Soldatini accoglie in DUS la scrittura come una pennellata per rifinire un particolare intarsio su di un vaso. Ha la precisione dalla sua, la stringatezza, la capacità di addensare significati, minimizzare i conflitti con scelte linguistiche ai limiti della neutralità, rendendo tutto come sospeso e catatonico ma mai banalizzando il proprio dettato – ed anzi esaltando la difficoltà immane, tanto morale che filosofica di chi vive l’amore più sotto forma di sberle che di incendi. L’uomo che dall’interno di DUS ci parla a bassa voce e quasi ci viene a sbattere contro, è un uomo appeso a metà tra apparenze scientemente ricercate e gusto del vivere. La difficoltà del conflitto si vive tutta a fior di pelle, senza mai nascondersi o nasconderci stati d’animo che manifestano la sua incapacità di opporsi veramente, ma evidenziando altresì come questo divario possa ricercarsi nelle due donne che animano la storia: da un lato Nicole, dall’altro Kim. Personaggi fondamentalmente appena accennati, complessi, dispotici, nulli e annullabili, eppure mai privi di un artificiale gusto estetico quando non di vera sciatteria interiore – la cosa che si fa più fatica a perdonare, perché manie ne hanno tutti, ma poi curare un tempio vuoto, manifesto della decadenza di uno spirito incapace di brillare di luce propria, ha l’importanza che può avere una preghiera recitata in una congrega di atei: probabilmente nessuna. Il sogno allora prende e si confonde alla vita ad occhi aperti, e l’indigestione di malessere passa nelle fragranze dei fiori, nelle trasparenze del cuore, nella pelle setosa di una donna curata, nelle emotività schiaccianti, nei percorsi mentali deliranti, nelle bottiglie di whisky che occhieggiano alle spalle dell’ignaro barista, il quale non sa – e mai potrebbe – che in quel solo sorso di Clan Campbell che avrà ormai servito a uno spropositato numero di clienti/tristi figuri di passaggio, è contenuta una certa dose di verità; una verità che sostiene l’incoerenza personale rispetto all’artificio della bellezza e del costume più vuoti ed esasperati, – che infine tendono ad eliminarsi da soli perché la facciata non è mai retta da nient’altro – che sostiene il gusto del dolore e la sfacciataggine del gesto di bersi pure l’anima – potendo – di contro alla morigeratezza di un pasto, piuttosto che l’uso di un belletto decorativo – l’esasperazione volontaria del proprio Io tutto da soffocare, tutto da costringere in ignobili pose, in ignobili atteggiamenti, in vuote espressioni e false andature, come una di quelle architetture post-moderne, dove il pregio delle forme classiche non conta niente rispetto all’arrampicarsi in aria di un palazzo di vetro che non vedrà mai l’orma bruna di un mattone impastato con la terra. Come in una sfilata in cui l’abito è sempre diverso e sempre più accattivante, ma chi lo indossa nel frattempo invecchia e si logora e di vecchio porta addosso solo uno straccetto d’anima che già non vive più.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Alessandra Di Gregorio</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Via Crucis</title>
		<link>http://www.bookland.it/2009/01/29/via-crucis/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 14:33:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Arpanet]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Mazzuccato]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa erotica]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Via Crucis]]></category>

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		<description><![CDATA[Ringrazio Arpanet e la sua redazione, nonché la rivista Progetto Babele per la collaborazione e l’invio del libro di Francesca Mazzuccato. recensione a cura di Alessandra Di Gregorio Titolo: Mini concepts gusto. Via crucis per corpo e anima svestita nel gusto dell’avvilente voluttà di chi cerca di rimanere vivo. Frammento Autore: Mazzucato Francesca Curato da: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio <strong>Arpanet </strong>e la sua redazione, nonché la rivista <strong>Progetto Babele</strong> per la collaborazione e l’invio del libro di <em>Francesca Mazzuccato</em>.</p>
<p>recensione a cura di <strong>Alessandra Di Gregorio</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1096" style="border: 2px solid white; margin-left: 2px; margin-right: 2px;" title="via-crucis" src="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/01/via-crucis.gif?w=200&amp;h=300" alt="via-crucis" width="121" height="121" /></p>
<p><span class="product_label"><strong>Titolo</strong>:</span> <span class="product_text">Mini concepts gusto. Via crucis per corpo e anima svestita nel gusto dell’avvilente voluttà di chi cerca di rimanere vivo. Frammento</span><br />
<span class="product_label"><strong>Autore</strong>:</span> <span class="product_text">Mazzucato Francesca</span><br />
<span class="product_label"><strong>Curato da</strong>:</span> <span class="product_text">Simone P.</span><br />
<span class="product_label"><strong>Editore</strong>:</span> <span class="product_text">ARPANet</span><br />
<span class="product_label"><strong>Data di Pubblicazione</strong>:</span> <span class="product_text">2007</span><br />
<span class="product_label"><strong>Collana</strong>:</span> <span class="product_text">Mini concepts</span><br />
<span class="product_label"><strong>ISBN</strong>:</span> <span class="product_text">8874260385</span><br />
<span class="product_label"><strong>ISBN-13</strong>:</span> <span class="product_text">9788874260386</span><br />
<span class="product_label"><strong>Pagine</strong>:</span> <span class="product_text">32</span></p>
<h4><span class="product_text"> </span></h4>
<p style="text-align: justify;">Via Crucis è un percorso frastagliato, accidentato, al limite del paranoico e dell’abisso. Una serie di sberle e tagli ad un’anima svergognata, continuamente maltrattata da uno schiaffo che però vorrebbe essere una carezza o un soffio. Un percorso doloroso, carnale e sfibrante, con continui rimandi ad un periodo rosa cipria della sua vita &#8211; quello con la nonna, per cui ripulisce il linguaggio e fa finta di non sapere cosa sia parlare sporco, figuriamoci comportarsi da puttana. Via Crucis è una salita in cui una donna ha indosso solo un abito lacero e si sbarba le gambe all’aperto, in attesa di qualcuno che la monti e si dimentichi di lei pure se le sta ancora dentro. Questo ritratto impietoso di una bambina che ha smesso in fretta di fare la bambina, che canta di sé come in una nenia senza tempo e si culla nella sua immagine sporca, si legge come un diario a rovescio, dove di segreto non c’è niente e il dolore è un rigurgito dritto in pieno volto, e l’anima fanciulla viene smascherata presto per i troppi stupri diretti e indotti di cui resta vittima &#8211; ostaggio volontario, a volte, olocausto innocente, altre volte ancora. La mano della Mazzuccato trema, perché è forte quello che vuole imprimere nello slancio della scrittura, e quello che ne viene fuori è una esplosione di carne martoriata e viva, talmente viva da fare male e pulsare in nome del ricordo, di uno stato d’animo felice che forse non tornerà mai, che forse è morto come morta fu la nonna, come morta fu l’innocenza, come morta fu la speranza.</p>
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		<title>Dove sei Charlie?</title>
		<link>http://www.bookland.it/2009/01/28/dove-sei-charlie/</link>
		<comments>http://www.bookland.it/2009/01/28/dove-sei-charlie/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 11:52:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Arpanet]]></category>
		<category><![CDATA[Dove sei Charlie?]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie a Progetto Babele e alla Società Editoriale Arpanet. recensione a cura di Alessandra Di Gregorio. Titolo: Mini concepts musica-letteratura. Dove sei, Charlie? Autore: Orange Holly Curato da: Simone P. Editore: ARPANet Data di Pubblicazione: 2007 Collana: Mini concepts ISBN: 8874260458 ISBN-13: 9788874260454 Pagine: 64 Dove sei Charlie è un inno alla complessità dell&#8217;amore e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Grazie a <a href="http://www.progettobabele.it/" target="_blank">Progetto Babele</a> e alla <a href="http://www.edizioniarpanet.it/index.html" target="_blank">Società Editoriale Arpanet</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">recensione a cura di <strong>Alessandra Di Gregorio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img title="dove-sei-charlie" src="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/01/dove-sei-charlie.jpg?w=200&amp;h=300" alt="dove-sei-charlie" width="200" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Titolo</strong>: Mini concepts musica-letteratura. Dove sei, Charlie?<br />
<strong>Autore</strong>: Orange Holly<br />
<strong>Curato </strong>da: Simone P.<br />
<strong>Editore</strong>: ARPANet<br />
<strong>Data di Pubblicazione</strong>: 2007<br />
<strong>Collana</strong>: Mini concepts<br />
<strong>ISBN</strong>: 8874260458<br />
<strong>ISBN-13</strong>: 9788874260454<br />
<strong>Pagine</strong>: 64</p>
<p>Dove sei Charlie è un inno alla complessità dell&#8217;amore e alla polisemicità  dell&#8217;arte. Perché tra arte e sentimento il passo è sempre molto breve e in  questo libro, agile nel formato come nella scrittura, si mette mano ad un  momento particolare dell&#8217;amore: alla sua nascita.<br />
La nascita di un sentimento  è una di quelle cose particolari e misteriose, di cui solitamente si ignorano le  fasi, eppure riproducibili su carta, tant&#8217;è che ne leggiamo traccia in  quest&#8217;opera, sotto lo sguardo di Andy Warhol, Jack Kerouac, Albert Einstein e  della Venere di Milo. I Clash fanno da colonna sonora e sfondo alla poesia di  Ferlinghetti e Charlie entrerà nella vita di Dan senza neppure sapere cosa gli  può provocare dentro. Allora l&#8217;amore qui diventa l&#8217;innocente legante di due  anime sconosciute e trasognate, impegnate ad ignorarsi fino al giorno in cui  qualcosa finalmente le unisce. Dan è giovane e speranzoso, ama la poesia ma  s&#8217;inventa la passione per la musica riempiendo il pavimento della sua stanza di  tanti vinili che spesso non gli piacciono nemmeno &#8211; solo quello dei Clash è  consumato e balbetta già da tempo. Ma quel pavimento, che è un po&#8217; come una  strada asfaltata di sensazioni, è una sottile forma d&#8217;arte che non nega mai a  chi vi porge lo spirito, il gusto della scoperta. Dan ammette di non aver mai  scritto poesie degne e questo, come dirà Charlie, solo perché non le ha vissute  con l&#8217;impeto proprio della verità data dall&#8217;esperienza empirica d&#8217;un sentimento.  Amore e arte, poesia e note. È questo ciò che sostiene la penna di Holly Orange.  Un sentimento d&#8217;adolescenza in boccio, e la mistura di polvere di antico e di  vecchio, in una Londra che è tanto antica che vecchia e sempre rinnovabile e  nuova, sotto un cielo che butta giù tanta pioggia su due cuori, tersi come  pochi, ma destinati a perdersi subito, stando assieme solo il tempo che batte un  giradischi con la puntina ancora intatta.</p>
<p>Alessandra Di Gregorio</p>
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		<title>Il Sole sul Labirinto</title>
		<link>http://www.bookland.it/2009/01/28/il-sole-sul-labirinto/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 11:48:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Arpanet]]></category>
		<category><![CDATA[Il sole sul labirinto]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Bianchi]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie alla Società Editoriale Arpanet per avermi messo a disposizione volumi di grande interesse. recensione a cura di Alessandra Di Gregorio Titolo: Il sole sul labirinto Autore: Bianchi Roberto Curato da: Simone P. Editore: ARPANet Data di Pubblicazione: 2008 Collana: La bellezza nelle parole ISBN: 8874260547 ISBN-13: 9788874260546 Pagine: 32 Il Sole sul Labirinto è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Grazie alla <strong>Società Editoriale Arpanet</strong> per avermi messo a disposizione volumi di grande interesse.</p>
<p style="text-align: justify;">recensione a cura di <strong>Alessandra Di Gregorio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img title="il-sole-sul-labirinto" src="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/01/il-sole-sul-labirinto.jpg?w=200&amp;h=300" alt="il-sole-sul-labirinto" width="200" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Titolo</strong>: Il sole sul labirinto<br />
<strong>Autore</strong>: Bianchi Roberto<br />
<strong>Curato </strong>da: Simone P.<br />
<strong>Editore</strong>: ARPANet<br />
<strong>Data di Pubblicazione</strong>: 2008<br />
<strong>Collana</strong>: La bellezza nelle parole<br />
<strong>ISBN</strong>: 8874260547<br />
<strong>ISBN-13</strong>: 9788874260546<br />
<strong>Pagine</strong>: 32</p>
<p style="text-align: justify;">Il Sole sul Labirinto è un piccolo gioiello che va letto con la giusta tempistica. Arpanet si occupa di questa serie di volumi di grande interesse, piccolissimo formato e forte densità di significati. Il sole dell&#8217;uomo che c&#8217;illustra la sua vita labirintica e priva di scossoni è Hina, giovane pakistana che non scopre mai il viso fino al momento della proprio affermazione personale, tramite l&#8217;affrancamento da una vita grama già programmata in funzione del non-amore né per sé né per l&#8217;uomo che le hanno imposto. L&#8217;uomo però che la desidera &#8211; poeticamente, venalmente, ingiustificatamente, passivamente, candidamente, lascivamente, banalmente &#8211; è qualcuno che vorrebbe possederla in modo diverso, giacché la vede come una creatura insolita ed esotica, forse da preservare, forse da difendere dal male e dal marciume che la circonda, forse da utilizzare come scappatoia per il proprio grigiore interiore e le giornate sempre uguali a se stesse. Il labirinto in cui egli s&#8217;è perso è una condizione pregressa all&#8217;incontro con Hina, dovuto all&#8217;agio di una vita sicura che ci allena a perdere slancio anche negli imprevisti. Forse lui è lo specchio della società occidentale troppo piena di sé per ammettere di essere al tracollo, di aver avuto già tutto e di essere giunta troppo presto alla noia da collasso del sistema. Hina non ha niente, in fondo. Eccetto quel chador che le scherma il viso ma non nega al prossimo il suo paio d&#8217;occhi intensi e la favolosità delle cose che si porta dentro e che serba per cultura e soprattutto per personale scelta di vita; quel qualcosa è la sua attrattiva maggiore, quel qualcosa viene modulato con una penna leggera, stringata, densa. Hina vede il mondo attraverso uno schermo impostole da una striscia d&#8217;universo che la lega e la tiene per le radici, e quand&#8217;anche la si potesse comprare, ella morirebbe come un uccellino tenuto in cattività, perché la cattività è anche una condizione apparentemente migliore ma non necessariamente fatta su misura per chi la subisce, e da un certo punto in avanti si fa necessaria e pressante l&#8217;esigenza di agire &#8211; <em>potendo</em> &#8211; senza dar retta a nessuno, senza fermarsi a pensare che un salvatore sarebbe infine giunto. Perché la libertà è una condizione del tutto peculiare e ciò che per uno libera, per un altro lega. Occidente e Oriente, senza fusione, perché il vero collante è quello che passa nel cuore e il manifesto dell&#8217;emancipazione è impresso in un&#8217;istantanea dagli occhi limpidi e i capelli mossi. La purezza non si compra né si compara con la propria incapacità di reagire alla mollezza della propria stabilità. Hina ci riporta alla mente un&#8217;altra Hina tristemente nota alle cronache perché la sua famiglia poi la &#8220;brutta fine&#8221; gliela fece fare davvero. Allora le pagine di Bianchi ci prospettano una versione post-moderna della realtà stessa, favolistica forse, di quelle che tutto sommato non fanno male, ma ci prendono, ci toccano, sono giuste così come si svolgono e ci svelano, con un misto di tristezza e rassegnazione, che forse, la nostra visione del mondo non è davvero la migliore. Ci vuole coraggio per non lasciarsi vivere e se non si ha la forza di venir fuori dal labirinto, nessuno potrà trarci mai in salvo. Non è Hina, quella veramente in catene, ma è chi ha tutto e ritiene di dover stare bene con soldi e mezzi, e con la comodità della propria posizione. Bianchi ci dona uno spiraglio di sentimento e rammarico per il proprio sé reale e per il proprio sé ideale, attraversando le stagioni climatiche viste e sentite come speranza verso un miglioramento che se non è miglioramento interiore, prima che concettuale, non avrà mai modo di concretizzarsi per davvero.</p>
<p><strong><br />
Alessandra Di Gregorio</strong></p>
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