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	<title>Bookland - Rivista Letteraria &#187; Ayame</title>
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	<description>La Rivista dedicata ai Libri e agli Scrittori Esordienti</description>
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<title>Bookland - Rivista Letteraria</title>
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		<title>Il lamento dell&#8217;Usignolo</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 00:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Ayame]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Schirru]]></category>
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		<description><![CDATA[recensione a cura di Ayame Titolo: &#8220;Il lamento dell&#8217;usignolo&#8221; Autore: Laura Schirru Editore: Edizioni Montag Genere: fantasy, rosa, fantastico Romanzo d&#8217;esordio di Laura Schirru, Il lamento dell&#8217;usignolo non sembrava esattamente nelle mie corde letterarie. Ho sempre preferito i thriller ma, dopotutto, non ho mai disdegnato i fantasy. Anzi, i fantastici, definizione che personalmente applico a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">recensione a cura di <strong>Ayame</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://scrittoriesordienti.files.wordpress.com/2008/12/copj13asp.jpeg?w=125&amp;h=175"><img class="alignnone" title="copertina" src="http://scrittoriesordienti.files.wordpress.com/2008/12/copj13asp.jpeg?w=125&amp;h=175" alt="" width="125" height="176" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p><strong>Titolo</strong>: &#8220;Il lamento dell&#8217;usignolo&#8221;<br />
<strong>Autore</strong>: Laura Schirru<br />
<strong>Editore</strong>: Edizioni Montag<br />
<strong>Genere</strong>: fantasy, rosa, fantastico</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Romanzo d&#8217;esordio di Laura Schirru, Il lamento dell&#8217;usignolo non sembrava esattamente nelle mie corde letterarie. Ho sempre preferito i thriller ma, dopotutto, non ho mai disdegnato i fantasy. Anzi, i fantastici, definizione che personalmente applico a libri nello stile Marion Zimmer Bradley.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà, Il lamento  si è rivelato precisamente nelle mie corde. Non solo l&#8217;atmosfera rievoca a tratti quella meravigliosa che caratterizza Le nebbie di Avalon della già citata Zimmer Bradley, ma anche lo stile dell&#8217;autrice rimanda lontanamente alla grande scrittrice fantasy.</p>
<h3 style="text-align: justify;">La trama</h3>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>La storia narra il conflitto tra Zagart, tiranno di Elunar, e i seguaci del culto di Aslim Fen, che rifiutano di riconoscere la sovranità di colui che definiscono un usurpatore.<br />
La vicenda si apre con il re che cattura Lara, bellissima figlia del sommo sacerdote di Aslim Fen. Zagart s&#8217;invaghisce dello splendore della ragazza e, affascinato dal suo orgoglio e dalla sua testardaggine, decide di prenderla come sua concubina e come sua sposa.<br />
Lara inizialmente è divorata dall&#8217;odio per colui che ha violato la sua verginità sacra e votata alla dea, ma lentamente affioreranno in entrambi i ricordi di una vita precedente, in cui Zagart e Lara si amavano alla follia.<br />
Quando anche la sacerdotessa cede all&#8217;amore, la sventura si abbatte sui due sovrani, appena diventati genitori: i seguaci di Aslim fen rapiscono Lara, per farla sposare con il sacerdote Vargas, legittimo erede al trono.<br />
La ragazza sprofonderà per l&#8217;ennesima volta in un incubo, in cui si renderà conto che i suoi amici non sono in realtà tali, che per suo padre altro non è che una pedina per il potere&#8230;fino a quando il passato non tornerà prepotente a reclamare ciò che gli spetta.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Lo stile di Laura Schirru è fluido, scorrevole, attraente:  sa cattura l&#8217;attenzi0ne sin dalla prime pagine, dove fa intuire alcuni sottili fili rame della storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro non concede sosta, non dà tregua: in alcuni parti mi sono sentita accalappiata per il collo, in perenne ansia e in perfetta sintonia con i sentimenti di Lara, sacerdotessa violata combattuta tra l&#8217;amore che cerca di reprimere e la devozione ad Aslim Fen.</p>
<p style="text-align: justify;">Un fantasy senza draghi, senza elfi (per fortuna!), senza l&#8217;interminabile viaggio presente di norma in tutti i fantasy dell&#8217;epoca post Tolkien: un fantasy in cui fa da padrone la lotta per il potere, un potere che sottomette e che viene sottomesso&#8230;ma non completamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro è senz&#8217;ombra di dubbio bellissimo. Un fantasy non banale, non scontato, scritto bene, senza i tipici errori degli esordienti come inforigurgiti e compagnia bella.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti scrittori esordienti, quando scrivono fantasy, sono presi dalla smania di raccontare tutto il mondo da loro creato, di mostrare tutti i regni, tutti i monti, tutti i laghetti, i santuari e anche le latrine; Laura Schirru no, non lo fa.  Mostra il necessario, l&#8217;indispensabile, non eccede e fa bene.</p>
<p style="text-align: justify;">La violenza presente è sufficiente a placare il mio animo malvagio e compensa perfettamente l&#8217;amore tra i due protagonisti: non è il solito amore sdolcinato, ma neppure il solito amore dannato; è un misto di orgoglio, destino, dannazione e felicità che sorprende, che appassiona. Non aspettatevi cose alla Beautiful o alla Twilight, sia chiaro: qui c&#8217;è classe.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono alcuni refusi dovuti a un editing forse non troppo accurato, ma solo nella prima parte: quando il romanzo prende il via non si trovano più errori. Non chiedetemi perché, non ne ho idea. Se volete acquistarlo, lo trovate su IBS, sul sito della Montag e sul sito dell&#8217;autrice <a href="http://stellascarlatta.com/">Stella Scarlatta</a>, dove non pagate le spese di spedizione.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Abattoir</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 00:20:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Abattoir]]></category>
		<category><![CDATA[Ayame]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni XII]]></category>
		<category><![CDATA[Ian Delacroix]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Writer's Dream]]></category>

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		<description><![CDATA[recensione a cura di Ayame, curatrice del blog e del sito di  Writer&#8217;s Dream Titolo: Abattoir Autore: Ian Delacroix Editore: XII Edizioni N° pagine: 146 Anno di edizione: 2007 Genere: horror, fantastico Abattoir è una raccolta di undici racconti dal sapore oscuro, terrificante e piacevole al tempo stesso. Come dice la presentazione sulla quarta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img src="file:///C:/DOCUME~1/ALESSA~1/IMPOST~1/Temp/moz-screenshot-1.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">recensione a cura di <strong>Ayame</strong>, curatrice del blog e del sito di  <a href="http://scrittoriesordienti.wordpress.com/" target="_self">Writer&#8217;s Dream</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignnone size-full wp-image-682" title="abattoir" src="http://www.bookland.it/wp-content/uploads/2009/01/abattoir.jpg" alt="abattoir" width="162" height="243" /></strong></p>
<p><strong>Titolo:</strong> Abattoir<br />
<strong>Autore: </strong>Ian Delacroix<br />
<strong>Editore:</strong> XII Edizioni<br />
<strong>N° pagine:</strong> 146<br />
<strong>Anno di edizione:</strong> 2007<br />
<strong>Genere: </strong>horror, fantastico</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Abattoir </em></strong>è una raccolta di undici racconti dal sapore oscuro, terrificante e piacevole al tempo stesso. Come dice la presentazione sulla quarta di copertina, Abattoir è &#8220;un viaggio nei territori dell&#8217;incubo&#8221;, un viaggio che va dai territori più oscuri e violenti a quelli più sfumati, sognanti, ma non per questo meno inquietanti e suggestivi.</p>
<p style="text-align: justify;">La violenza, che raggiunge il suo culmine nel secondo racconto, <em>Mattatoio</em>, non è mai descritta brutalmente, nemmeno quando è estrema e totale come nel racconto appena citato: al contrario, è sempre raffinata, elegante, e per questo ancor più inquietante. Imprimetevi bene nella testa questa parola, perché ricorrerà abbastanza spesso nella recensione (almeno con la stessa frequenza con cui Ian ripete la parola &#8220;sbagliato&#8221; in Abattoir&#8230;ciao Ian!)</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro si apre con il racconto intitolato<em> L&#8217;oratorio di Natale</em>, molto suggestivo, dove una semplice parrocchia viene dipinta come un luogo degli orrori che evoca nel protagonista una serie di lancinanti ricordi del passato che sfociano nel terrore puro. Il finale stringe in una morsa d&#8217;inquietudine dopo un attimo di finto sollievo, e lascia con l&#8217;amaro in bocca.</p>
<p style="text-align: justify;">Segue <em>Mattatoio</em>, uno dei miei racconti preferiti della raccolta: violento, macabro, abbastanza splatter, è sicuramente uno dei più potenti dell&#8217;intero libro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il terzo racconto s&#8217;intitola <em>Vieni, tra le mie braccia</em>, titolo che ha risvegliato in me fantasie macabro-romantiche e che mi ha lasciata a fissare imbambolata la pagina per un quarto d&#8217;ora buono. Parliamoci chiaro: io ho una mente malata, non è detto che nelle persone <em>normali</em> l&#8217;effetto sia lo stesso. Questo è il racconto che, nonostante sia calmo, pacifico, rilassante (?) mi è piaciuto di meno. Non so perché.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro prosegue con <em>Non chiedergli il colore dei fiori</em>, racconto semi-ironico all&#8217;inizio (di nuovo, non so se sia solo a me che fa quest&#8217;effetto, ma più di una risata me l&#8217;ha strappata) che &#8211; almeno all&#8217;inizio &#8211; ha molti più punti di contatto con la realtà di quasi tutti gli altri. Suggestivo, inquietante e intenso, soprattutto il finale, per metà inatteso e per l&#8217;altra metà aspettato.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopodiché si snoda la parte centrale del libro, composta da tre racconti legati da un filo: <em>Scatola#1, Scatola#2</em> e<em> Scatola#3</em>. Esatto, il filo conduttore è proprio la scatola (bravi!), che assume caratteristiche diverse in ognuno dei tre racconti, ma è sempre ipnotica e letale. Particolarmente bello <em>Scatola#3,</em> la scatola più suggestiva e inquietante a mio parere.</p>
<p style="text-align: justify;">Segue un racconto piuttosto tranquillo,<em> Il funerale</em>, seguito a ruota da un racconto profondo, intenso, forte: <em>La locanda alla fine dei mondi,</em> racconto dal titolo stupendo e da una dose di arte orientale più che sufficiente a incantare un&#8217;appassionata del Giappone antico come la sottoscritta. Anche se dubito sinceramente che qualcuno non rimanga incantato davanti all&#8217;atmosfera descritta da Ian in questo racconto (anzi: in tutti i racconti di Abattoir). L&#8217;incanto è brutalizzato da un paio di morti violente, ma non ne è deturpato: anzi, l&#8217;esatto opposto.</p>
<p style="text-align: justify;">Arriviamo dunque al racconto che più ho amato insieme a Mattatoio:  <em>Silenzio lunare.</em> Suggestivo, inquitetante sin dalle primissime righe, è il racconto più triste e potente, un crescendo di ansia e inquietudine che sfocia in una triste e pesante rassegnazione. E&#8217; il racconto che più mi ha destabilizzata emotivamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro si conclude con <em>Alla deriva</em>, un racconto molto onirico e sfumato, a tratti confuso: bello, insomma.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, diciamocelo: erano mesi che attendevo di leggere Abattoir. Ero <em>ossessionata</em> da questo libro sin dal primo momento in cui l&#8217;ho visto nel sito di XII. Leggerlo è stato come respirare aria fresca dopo un lungo periodo di apnea. Nonostante in questo periodo di attesa le mie aspettative fossero cresciute a dismisura, Abattoir non le ha affatto deluse, anzi: le ha superate tutte.</p>
<p style="text-align: justify;">Abattoir è <strong>bellissimo</strong>. Descrivervelo è abbastanza impossibile, dovete <em>leggerlo</em> per capire di cosa sto parlando. E compratevelo, che fate felice Ian, XII e me!</p>
<p style="text-align: justify;">I miei più sentiti complimenti al burattinaio nero.</p>
<p style="text-align: justify;">Parliamo anche dell&#8217;aspetto &#8220;fisico&#8221; del libro. Bella la copertina, la grafica, l&#8217;impaginazione, i caratteri dei titoli. Non ho trovato nemmeno un refuso, nonostante abbia prestato attenzione (che sia stato il fumo che ha fatto Ian quando è sparito con il suo trucco da pseudo-prestigiatore ad oscurarmi la vista?), cosa che mi ha reso molto, molto felice.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Primo libro recensito che raggiunge il voto massimo: 10/10.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Vai Ian!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ayame &#8211; Writer&#8217;s Dream</strong></p>
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