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	<title>Bookland - Rivista Letteraria &#187; edizioni cinquemarzo</title>
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	<description>La Rivista dedicata ai Libri e agli Scrittori Esordienti</description>
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<title>Bookland - Rivista Letteraria</title>
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		<title>Una malattia &#8211; Racconto</title>
		<link>http://www.bookland.it/2008/12/24/una-malattia-racconto/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Dec 2008 15:05:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[edizioni cinquemarzo]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Spataro]]></category>

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		<description><![CDATA[Un libro particolarmente significativo, in una forma agile, così agile che si spererebbe lo fosse un po’ meno, e che del resto è sintomatica del fatto che l’immediatezza di talune cose, non la si può ingabbiare in un numero eccessivo di pagine. Recensione a cura di Alessandra Di Gregorio. Titolo: Una malattia Autore: Spataro Riccardo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un libro particolarmente significativo, in una forma agile, così agile  che si spererebbe lo fosse un po’ meno, e che del resto è sintomatica del fatto  che l’immediatezza di talune cose, non la si può ingabbiare in un numero  eccessivo di pagine.</p>
<p style="text-align: justify;">Recensione a cura di Alessandra Di  Gregorio.</p>
<p><a href="http://www.cinquemarzo.com/components/com_virtuemart/shop_image/product/8d150636a76be39a406d5b64bbc20955.jpg"><img class="alignnone" src="http://www.cinquemarzo.com/components/com_virtuemart/shop_image/product/8d150636a76be39a406d5b64bbc20955.jpg" alt="" width="204" height="332" /></a></p>
<p><strong>Titolo:</strong> Una malattia<br />
<strong>Autore:</strong> Spataro Riccardo<br />
<strong>Editore:</strong> Cinquemarzo<br />
<strong>Data di Pubblicazione:</strong> 2008<br />
<strong>Collana:</strong> Erato<br />
<strong>ISBN:</strong> 8895854063<strong></strong><br />
<strong>Pagine:</strong> 59</p>
<div style="text-align: justify;">
<div style="text-align: justify;">Una Malattia è un libro avaro di pause. È tutto un arrampicarsi e  inscatolarsi di pensieri che s’accavallano fino al parossismo, fino  all’esagerazione, all’esacerbazione di un sentimento della nullità che si  confonde alla contingenza e al dolore consapevole di chi è troppo sensibile e  troppo esposto, in un mondo così profondamente nullo e facile alla  categorizzazione. Riccardo e la malattia, Riccardo e sprazzi di luce al neon ed  ombre, bieche, terrifiche, a volte persino baluginanti con la loro evidenza. Una  Malattia riflette tanto la realtà vissuta che la realtà filosofica delle cose,  in un crescendo o forse meglio in un districarsi continuo, tra idealità e  immediatezza, con confusione e spesso scambi di ruolo, poesia al posto della  filosofia e canto al posto del mero piangersi addosso. Spataro ha una penna  sintetica e nevrile; la senti che gli vibra in mano in ogni riga e che il  pensiero si somma al pensiero e alla fine è tutto un aggrovigliarsi di domande e  ripensamenti e tutto conduce sempre sullo stesso punto e la distanza tra ciò che  si sente e ciò che realmente si può fare, è sempre troppo grande e lui, allora,  così irrimediabilmente vittima della trappola del male, è pur sempre un ragazzo  anche quando è un uomo, ed era un bambino quando doveva essere un ragazzo, e  pesa con la schizofrenia di una scrittura borderline, l’insoddisfazione di  fronte all’esistenza scevra di eccessivi sentimentalismi, eppure mai arrendevole  alla loro mancanza. La ricerca dell’uomo nelle spoglie del matto, è tutto quello  che conduce Spataro all’evidenza dei bisogni, all’immanenza dei sentimenti, alla  riflessione zigzagante e priva di regole che, così come l’ha risucchiato dentro,  ad un certo punto lo sputerò fuori proprio per la via della consapevolezza,  poiché, e di questo si può esser sicuri, chi è malato spesso se ne rende conto  ma non sa rifletterci sopra; in lui è tutto un affrontar d’ostacoli e pene e  questa forse è la migliore forma di liberazione. Il matto, che matto è se dice  «Sì, signori: io sono matto»?</p>
<div style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Adg.</p>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Le frequenze dell&#8217;anima &#8211; Romanzo</title>
		<link>http://www.bookland.it/2008/12/23/le-frequenze-dellanima-romanzo/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 15:04:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[edizioni cinquemarzo]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Scriboni]]></category>

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		<description><![CDATA[Recensione a cura di Alessandra Di Gregorio Titolo: Le frequenze dell’anima Autore: Scriboni Paolo Editore: Cinquemarzo Data di Pubblicazione: 2008 Collana: Erato ISBN: 8895854071 Pagine: 82 Ne Le Frequenze dell’Anima ci si sintonizza sulla necessità d’ascolto e risposte che utenti comuni – spesso solo spettatori della propria esistenza e privati della forza di reazione che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Recensione a cura di <strong>Alessandra Di Gregorio</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.cinquemarzo.com/components/com_virtuemart/shop_image/product/96b8deb1117a0d955f0f29d855f37e0d.jpg"><img class="alignnone" title="copertina" src="http://www.cinquemarzo.com/components/com_virtuemart/shop_image/product/96b8deb1117a0d955f0f29d855f37e0d.jpg" alt="" width="214" height="299" /></a> </strong></p>
<p><span class="product_label"><strong>Titolo</strong>:</span> <span class="product_text">Le frequenze dell’anima</span><br />
<span class="product_label"><strong>Autore</strong>:</span> <span class="product_text">Scriboni Paolo</span><br />
<span class="product_label"><strong>Editore</strong>:</span> <span class="product_text">Cinquemarzo</span><br />
<span class="product_label"><strong>Data di Pubblicazione</strong>:</span> <span class="product_text">2008</span><br />
<span class="product_label"><strong>Collana</strong>:</span> <span class="product_text">Erato</span><br />
<span class="product_label"><strong>ISBN</strong>:</span> <span class="product_text">8895854071</span><br />
<span class="product_label"><strong>Pagine</strong>:</span> <span class="product_text">82</span></p>
<p style="text-align: justify;">Ne Le Frequenze dell’Anima ci si sintonizza sulla necessità d’ascolto e risposte che utenti comuni – spesso solo spettatori della propria esistenza e privati della forza di reazione che si richiede davanti a necessità difficili e inaspettate – lasciano filtrare attraverso contatti radiofonici che sono forse richieste d’aiuto, sos da lanciare nell’etere in attesa di riscontro. Il Professore ascolta tutti e ribatte saggiamente, ma quello che evinciamo da questo volume all’apparenza bordato di eccessiva semplicità e probabilmente condotto con tiepida innocenza, è il naturale bisogno di vicinanza, di colmare per lo meno la sfera affettiva, di colmare per lo meno i bisogni dell’anima. Quando i conti non tornano, le incertezze si moltiplicano e la vita smette di sorridere – vuoi per pessime contingenze, vuoi per la propria incapacità di fronte all’ostacolo, vuoi per il timore di ammettere la propria fallibilità dinnanzi a forze che ci schiacciano e si fanno beffe di noi, che cadendo rotoliamo lasciando poca o nulla scia – la prossimità è l’unica fonte di luce. Divisi si sta peggio, uniti si cerca riparo, si cerca un nesso, si cerca un perché. Le questioni dell’anima non sono solo riflessioni personali da condursi nell’intimità di un pensatoio domestico, ma sono le questioni centrali di un libro modulato sulla frequenza di Radiostop e sulla frequenza di tanti cuori in affanno. La tenerezza della mano di Scriboni, la docilità con la quale ammaestra stati d’animo comuni spesso dolorosi, spesso in sosta sulle nostre bocche ma mai in grado di venir fuori per pudore, per irragionevolezza, per il troppo mal di vivere, sono gli ingredienti di questo libro che al di là di una probabile – ma forse anche plausibile – incoscienza della grandezza di ciò che si tenta di ammaestrare, ci spinge alla riflessione e alla comunanza. Affinché il mal comune prema meno, è necessario abbracciarlo e aver sempre a mente che tutti hanno frequenze dell’anima da ascoltare e che il vero torto sarebbe non ascoltarle.</p>
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		<title>L&#8217;isola pellegrina &#8211; Romanzo</title>
		<link>http://www.bookland.it/2008/12/22/lisola-pellegrina-romanzo/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 13:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Claudia Bellassai]]></category>
		<category><![CDATA[edizioni cinquemarzo]]></category>
		<category><![CDATA[l'isola pellegrina]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>

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		<description><![CDATA[Recensione a cura di Alessandra Di Gregorio Titolo: L&#8217;isola pellegrina Autore: Claudia Bellassai Editore: Cinquemarzo Data di Pubblicazione: 2008 Collana: Erato ISBN: 8895854039 Pagine: 98 La vita si può scandire abbinando molteplici fattori e avvenimenti ai singoli istanti che contraddistinguono la nostra esistenza; ci ricorderemo di vecchi aneddoti quando una data cosa ci procurerà la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Recensione a cura di <strong>Alessandra Di Gregorio</strong></p>
<p><a href="http://www.bookland.it/wp-content/uploads/2008/12/lisola-pellegrina.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-333" title="lisola-pellegrina" src="http://www.bookland.it/wp-content/uploads/2008/12/lisola-pellegrina-184x300.jpg" alt="" width="169" height="276" /></a></p>
<p><strong>Titolo</strong>: L&#8217;isola pellegrina<br />
<strong>Autore</strong>: Claudia Bellassai<br />
<strong>Editore</strong>: Cinquemarzo<br />
<strong>Data di Pubblicazione</strong>: 2008<br />
<strong>Collana</strong>: Erato<br />
<strong>ISBN</strong>: 8895854039<br />
<strong>Pagine</strong>: 98</p>
<p style="text-align: justify;">La vita si può scandire abbinando molteplici fattori e avvenimenti ai singoli istanti che contraddistinguono la nostra esistenza; ci ricorderemo di vecchi aneddoti quando una data cosa ci procurerà la reminescenza, verremo stimolati a guardarci indietro quando qualcosa dal nostro presente busserà alla porta del &#8220;già stato&#8221;, quando qualcosa ci riporterà al &#8220;chi eravamo&#8221;. La Bellassai scandisce in questo libro dal formato piccolo e discreto, i tempi della sua vita, con una mano pacata eppure non asettica, pragmatica ma mai impoetica, contrassegnando un evento o un periodo, una età come anche uno stato d&#8217;animo piuttosto che un viaggio, con un libro, una lettura, un&#8217;esperienza concreta di apprendimento, amore, ansia, immedesimazione.<br />
I libri di cui l&#8217;autrice ci racconta sono intessuti di una profonda verità: hanno il dono di aver segnato lei personalmente, di appartenere ad un periodo ben noto e vivido nel suo calendario delle emozioni; una esperienza, un modo di intendere i fatti, che accomuna molti, certamente, ma la Bellassai, che scrive in modo tonico, al limite della secchezza, è realista, addolorata, stringata eppure pronta a lasciare casualmente aperte una serie di porte che a noi permette di varcare con lo strumento dell&#8217;immaginazione. I libri di cui ci parla in questo diario di bordo di una intera vita, sono libri regalati, prestati, acquistati, talvolta bruciati, che le sono stati fedeli nella gioia e nel dolore, che hanno viaggiato con lei e sono andati in giro per il mondo al riparo dai perigli nella sua borsa. L&#8217;infanzia è contraddistinta dalle Confessioni di Agostino, da Andersen, Florence Montgomery, da Mary Maper Dodge e i suoi Pattini d&#8217;Argento, a Luisa May Alcott e le sue Piccole Donne; Iliade e Odissea negli anni delle scuole medie, Hemingway, Mann e Lawrence, le prime letture impegnative, fino a scivolare verso la lettura teatrale con Tennessee Williams e il Macbeth di Shakespeare.<br />
Tracciando il suo diario, dicendo chi era in un dato momento storico-autobiografico, chi era sua madre, chi erano suo padre e i suoi nonni, su quali bugie si basassero i suoi stessi natali e quali inganni tenessero in piedi la sua famiglia, quali trampolini di lancio ha preso, quali libri scelse per moda, quali rilesse, quali lesse senza stupore e quali portò con sé dall&#8217;altra parte del mondo, assieme al desiderio di scoprire, vivere l&#8217;amore del suo uomo e conoscere facce, la Bellassai disegna un ritratto generazionale, il suo come quello di tanti, il suo non tra i tanti ma speciale come molti. Riviviamo con lei i suoi gatti, i cani, Milena, i suoi amanti e i suoi amati, il matrimonio, il Sessantotto, la morte di Pasolini, la malattia della madre, Istanbul, la compagnia teatrale e la cognizione profonda del dolore, che non è solo un libro, ma uno stato di cose contingenti &#8211; a volte dolci, a volte aspre e acuminate.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Adg.</strong></p>
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