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	<title>Bookland - Rivista Letteraria &#187; Narrativa</title>
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	<description>La Rivista dedicata ai Libri e agli Scrittori Esordienti</description>
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<title>Bookland - Rivista Letteraria</title>
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		<title>Vanessa storia di una metamorfosi</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 19:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Titolo: VANESSA, STORIA DI UNA METAMORFOSI Autore: Alessandra Di Gregorio Editore: Edizioni Il Ciliegio Genere: romanzo, narrativa intimista Isbn: 978-88-88996-19-6 Pagine: 192 Prezzo: 15 € DALLA PREFAZIONE: Vanessa, presa e persa per un uomo, esiste come entità binaria, metà reale e metà cibernetica. È la protagonista del romanzo e la narratrice di una storia intima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-1234 alignnone" title="vanessa libera 1" src="http://www.bookland.it/wp-content/uploads/2009/07/vanessa-libera-1.jpg" alt="vanessa libera 1" width="310" height="427" /></p>
<p><strong>Titolo</strong>: VANESSA, STORIA DI UNA METAMORFOSI<br />
<strong>Autore</strong>: Alessandra Di Gregorio<br />
<strong>Editore</strong>: Edizioni Il Ciliegio<br />
<strong>Genere</strong>: romanzo, narrativa intimista<br />
<strong>Isbn</strong>: 978-88-88996-19-6<br />
<strong>Pagine</strong>: 192<br />
<strong>Prezzo</strong>: 15 €</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>DALLA PREFAZIONE:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Vanessa, presa e persa per un uomo, esiste come entità binaria, metà reale e metà cibernetica. È la protagonista del romanzo e la narratrice di una storia intima e soffocante. L’Autrice ci guida alla scoperta del sesso liberandolo da mistificazione ed ipocrisia. Il suo è un linguaggio nuovo, una gestualità verbale che risveglia i sensi, che rivela, attraverso un diario osceno e torrenziale, sogni, visioni e avvenimenti confinati nelle spire di una femminilità delicata e sommersa. Il lettore andrà incontro alla sublimazione percettiva attraverso la verbalità sensuale della protagonista.</p>
<p style="text-align: justify;">All’apparenza solitaria e sconfitta, Vanessa userà se stessa per evitare il contagio del mondo, senza però riuscire a privarsi della luce fino in fondo. I racconti che si susseguono nel romanzo sfiorano la contemporaneità digitale, creando simmetrie e dissonanze consapevoli, stimolando la sfera sensuale e intellettiva, immergendoci in quella erotica e sentimentale di una protagonista proiettata in avanti da una ricerca di vitalità incessante.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>____<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Cominciamo col dire quello che questo romanzo non è. Non è un romanzo per anime pudibonde. Non è un romanzo pornografico. Ma come? Con tutte quelle descrizioni di sesso così crude… Vero: crude, però necessarie, come opposto di gratuite. Si gioca tutta qui, a pensarci bene, la demarcazione tra pornografia e narrazione erotica, per quanto spinto ed esplicito possa essere il linguaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi un romanzo erotico? Sì e no: se il lettore cerca le atmosfere sognanti e surreali di Histoire d’O, o di Emmanuelle, più immaginate che reali, non le troverà. “Vanessa. Storia di una metamorfosi” è, sul côté sessuale, un libro molto concreto, assolutamente realistico. Il sesso c’è, eccome, con tutte le sue follie, i suoi tormenti, i suoi odori, le sue ossessioni. Ma non è tutto. In primo luogo perché il romanzo è una sorta di narrazione episodica da ritaglio di giornale; non c’è dentro tutta una vita, bensì scorci precisi. Un diario femminile claustrofobico, che segnala solo alcuni momenti campione della vita intellettuale ed emotiva della protagonista, in cui il tempo scorre con la scansione minima oraria ma senza altri riferimenti concretamente esportabili al di fuori delle sue stanze. Poi perché quello che fa di Vanessa una donna incasinata, profonda, torrida e al tempo stesso delicata ed essenziale, è proprio la sua ricerca di una femminilità estrema, spoglia di classificazioni, il più possibile onesta – ma spesso teneramente vile proprio verso di sé, per via dell’attrazione/repulsione esercitata dal mondo maschile che se da un lato lei ama, dall’altro critica e ripudia.</p>
<p style="text-align: justify;">Vanessa incarna una donna in rivolta. In primo luogo contro se stessa, negli anni della pubertà, poi contro la madre (le madri), poi contro la Società, poi contro gli uomini… Vanessa da ragazzina soffre dei cambiamenti che il naturale sviluppo biologico induce nel suo essere fisico. Pensa che certe sorprese che il suo corpo le riserva non le siano state adeguatamente spiegate. Il suo nuovo corpo non le piace, la imbarazza, fa fatica ad abituarcisi, come in fondo accade a tutte le adolescenti. E ne soffre, come soffre quando scopre, poco più avanti negli anni, il ruolo di fattrici che la Società sembra avere assegnato alle donne, senza offrire alternative “dignitose”. Poi arriva l’età degli amori. Esperienze più o meno incerte, pasticciate prima, e esperienze mature, complete, torrenziali e debordanti, dopo. Cosa c’è tra il prima e il dopo? Neanche a dirlo c’è Luca, il classico uomo giusto: tutto andava così bene con lui! Ma, come spesso accade, Luca si trasforma nel mitico amore perduto, per ritrovare il quale la nostra protagonista sembra disposta ad affrontare le prove più estreme, scoprendo, di ragionamento in ragionamento, che la questione identitaria non riguarda unicamente chi si sceglie di amare, quanto aspetti di sé solo all’apparenza sommersi. O forse, semplicemente, le affronta per punirsi di aver-lo perduto. Vanessa punisce tutti gli uomini che la desiderano, che la eccitano e ai quali può anche concedersi, ma non darsi. La seguiamo dunque di letto in letto, di riflessione in riflessione, di esperienza in esperienza: non si nega nulla. La seguiamo nei suoi ricordi e nelle dolorose introspezioni, che continuamente si punta alla tempia come un revolver dal quale potrebbe partire casualmente il col-po fatale. Alla fine, che romanzo avremo letto? Suggerisco sommessamente una risposta: un romanzo d’amore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Recensione di Carlo Giuseppe Alfiere</strong></p>
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		<title>L&#8217;odore della polvere</title>
		<link>http://www.bookland.it/2009/04/24/lodore-della-polvere/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 22:43:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[l'odore della polvere]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Prospettiva Editrice]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Salvai]]></category>

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		<description><![CDATA[Si ringraziano Edizioni Babele e Prospettiva Editrice. recensione a cura di Alessandra Di Gregorio. Titolo: L&#8217; odore della polvere. Tra piste e dune del Marocco Autore: Robo Gabr&#8217;Aoun Editore: Prospettiva Editrice Data di Pubblicazione: 2006 Collana: I libri di prospettiva ISBN: 9788874183975 Pagine: 392 Quanta letteratura di viaggio &#8211; od odeporica &#8211; è stata prodotta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si ringraziano <strong>Edizioni Babele</strong> e <strong>Prospettiva Editrice</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">recensione a cura di <strong>Alessandra Di Gregorio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/04/lodore-della-polvere.jpg?w=200&amp;h=300"><img class="alignnone" title="copertina" src="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/04/lodore-della-polvere.jpg?w=200&amp;h=300" alt="" width="122" height="170" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Titolo:</strong> L&#8217; odore della polvere. Tra piste e dune del Marocco<br />
<strong>Autore:</strong> Robo Gabr&#8217;Aoun<br />
<strong>Editore:</strong> Prospettiva Editrice<br />
<strong>Data di Pubblicazione: </strong>2006<br />
<strong>Collana:</strong> I libri di prospettiva<br />
<strong>ISBN:</strong> 9788874183975<br />
<strong>Pagine:</strong> 392</p>
<p style="text-align: justify;">Quanta letteratura di viaggio &#8211; od odeporica &#8211; è stata prodotta nei secoli passati, in forma di lettera, diario, romanzo, satira o cronistoria? E quanta, coloniale, vergata dalla mano dei conquistatori di ogni tempo, dandoci il polso emotivo, sociale e culturale delle imprese che hanno caratterizzato non solo l&#8217;assoggettamento territoriale, ma anche l&#8217;incontro con l&#8217;altro da sé &#8211; e una serie di inenarrabili soprusi civili e morali?</p>
<p style="text-align: justify;">Il viaggio, in letteratura, rappresenta, tanto da una prospettiva personale che generale, un momento di incontro, nascita, scambio, e al tempo stesso l&#8217;estrinsecazione del pregiudizio culturale (nonché la sua stessa formazione), del preconcetto relativo a popoli ed etnie ritenute a torto minoranze &#8211; fino a produrre, in risposta e contropartita, tant&#8217;altra letteratura da parte delle suddette minoranze colonizzate. Il viaggio è visto come invito a varcare confini geografici e umani, in uno spostamento da un luogo ad un altro luogo sia in senso fisico che spirituale.</p>
<p style="text-align: justify;">Stanchi però di vedere gli Occidentali profanare coi propri racconti la memoria e le culture altrui &#8211; ritenute, per pregiudizio, minori, barbare o selvagge (pensiamo solo a quanto fossero xenofobi e razzisti i Greci, al punto da coniare una terminologia ben precisa per identificare &#8220;lo straniero&#8221; e &#8220;l&#8217;ospite&#8221; e quanto invece lo fossero meno i Romani), oggi ci troviamo tra le mani un romanzo che è in verità un diario corposo, ricco, vivido e denso, di un viaggiatore moderno alle prese con un particolare moto che è principalmente un viaggio interiore, un cambiamento di prospettiva, un andarsi incontro reciproco, un ospitare l&#8217;altro da sé nel più totale rispetto dell&#8217;ottica altrui.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel libro di RoboGabr&#8217;Aoun &#8211; al secolo Roberto Salvai, piemontese &#8211; edito da Prospettiva Editrice, si realizza &#8211; in senso pratico come in senso allegorico &#8211; la vera metafora del viaggio come esperienza qualificante per l&#8217;uomo. Il suo è un diario dettagliatissimo e puntuale degli spostamenti tra le piste e le dune del Marocco, dove polvere, sabbia, silenzio, elementi naturali, imprevisti, condizioni climatiche avverse, guasti meccanici e soprattutto bisogno di confrontarsi con se stessi, guidano la corsa verso il nuovo, verso un altrove che è sempre un chilometro avanti e che strada facendo getta negli occhi immagini che andranno serbate per la memoria propria e di quei posti. «Io viaggio tra le sabbie, senza sfidare il Grande Deserto, ma assecondandolo duna dopo duna». È questo il messaggio di Salvai e il motivo cardine che gli fa da guida. «Ho scritto queste pagine perché, narrando, il viaggio si perpetua nel tempo, diviene infinito e supera le barriere dello spazio e del tempo». Salvai racconta un Marocco che a volerlo rispiegare a parole proprie non ci si riuscirebbe &#8211; come per noi che siamo nella posizione di raccontarlo a nostra volta, in una operazione metanarrativa in piena regola, che ci espone al rischio di apparire innaturali, laddove invece l&#8217;esperienza concreta è talmente intensa e pregnante che ha un vocabolario tutto suo e trova voce in un assetto narrativo degno di quegli scrittori d&#8217;oggi che con modalità simili ma ragioni diverse, ci espongono meraviglie romanzate in grado di avvicinarci al sogno del viaggio. Salvai il viaggio lo compie davvero ma a differenza di quando si producevano romanzi d&#8217;avventura sette/ottocenteschi, per esempio, lui l&#8217;Africa la vive da colonizzato &#8211; perché per lui l&#8217;Africa colonizza per primo il cuore. L&#8217;Africa è un luogo da attraversare senza portare via nulla, neanche un granello di sabbia, lasciando esattamente tutto al suo posto, e facendosi unicamente prendere e incantare, lasciando pezzi di sé nei luoghi deputati all&#8217;asilo e alla memoria. Il deserto, allora, non è mai un vero deserto, e ciò che l&#8217;esplorazione comporta è uno scoprirsi sotto altra luce e altra stella, avvolti da un profumo secco come quella della sabbia che si infila dappertutto e che, con un sol colpo di vento, cambia faccia ad un paesaggio che per alcuni, come Salvai stesso, non si può mai smettere di cercare.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Alessandra Di Gregorio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Un tango per Victor</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2009 22:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[La Carmelina Edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Un tango per Victor]]></category>

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		<description><![CDATA[Ringrazio Lorenzo Mazzoni e La Carmelina. recensione a cura di Alessandra Di Gregorio. Titolo: Un tango per Victor Autore: Mazzoni Lorenzo Editore: La Carmelina Data di Pubblicazione: 2008 ISBN: 8890330023 ISBN-13: 9788890330025 Pagine: 160 Un tango per Victor, di Lorenzo Mazzoni, edito dalla dinamica editrice ferrarese La Carmelina, è un testo sobrio ed elegante, presentato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="snap_preview">
<p style="text-align: justify;">Ringrazio <a href="http://lorenzomazzoni.splinder.com/" target="_self"><strong>Lorenzo Mazzoni</strong></a> e <a href="http://www.lacarmelinaedizioni.it/" target="_self"><strong>La Carmelina</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">recensione a cura di <strong>Alessandra Di Gregorio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/04/un-tango-per-victor.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2023" style="border: 2px solid blue; margin-left: 2px; margin-right: 2px;" title="un-tango-per-victor" src="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/04/un-tango-per-victor.jpg?w=200&amp;h=300" alt="un-tango-per-victor" width="200" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Titolo</strong>: Un tango per Victor<br />
<strong>Autore</strong>: Mazzoni Lorenzo<br />
<strong>Editore</strong>: La Carmelina<br />
<strong>Data di Pubblicazione</strong>: 2008<br />
<strong>ISBN</strong>: 8890330023<br />
<strong>ISBN-13</strong>: 9788890330025<br />
<strong>Pagine</strong>: 160</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Un tango per Victor</strong>, di Lorenzo Mazzoni, edito dalla dinamica editrice ferrarese La Carmelina, è un testo sobrio ed elegante, presentato con volontario tono dimesso &#8211; frutto dell’uso di un calibro personale ragionato, non sicuramente di una mancata capacità di vivacità letteraria. È la storia di Denil, musicofilo italo-cileno immerso nella multi-etnicità di Amsterdam e dei suoi canali.</p>
<p style="text-align: justify;">È un testo che andrebbe suonato, annusato, fumato, amato, ammiccato, filmato &#8211; in cui sesso, amore, nostalgia patria, problematica sociale, abuso storico, tragedia umana, omaggio politico e riflessione esistenziale, si alternano al Sunflower Bay, tra un disco e l’altro, un avventore, una canna rollata sul posto, un succo d’arancia. La piacevolezza di Mazzoni si evidenza nella penna docile, che non cerca di strafare ma al contempo è in grado di creare sommovimenti inattesi in un climax che prepara alla svolta, nella generale pacatezza e accondiscendenza che scandisce la vita ovattata di un Denil all’apparenza sottotono.</p>
<p style="text-align: justify;">È come se il libro avesse due anime che si abbracciano di continuo pur restando nette e separate: da un lato l’anima risentita e vilipesa di italo-cileno, i cui occhi sono meno offesi di quelli di zio Victor, ma non per questo meno sensibili ai racconti degli esuli &#8211; i passi dedicati al racconto della vita (e soprattutto del massacro) di Victor Jara toccano apici di umanità e poesia inattesi &#8211; dall’altra i moti sentimentali privati, ritratti splendidamente nella descrizione e narrazione della folgorante attrazione per la <em>tanguera</em> argentina che si esibisce in piazza, in un trionfo di sensualità in cui la carne non offende la pagina ma la rende viva con estrema grazia e dolcezza. La tenerezza di un incontro che poi diventa effusione panica, colora la pagina e cola sui nostri occhi affascinati, mentre tra un bacio e una carezza Denil perde e ritrova se stesso, colorandosi a sua volta, accendendosi, risvegliandosi nel moto ondoso di un sentimento che lo sovrasta.</p>
<p style="text-align: justify;">Un tango per Victor, prima che lei vada via senza ammettere che vuole esser seguita. Anche se poi un tango non basta mai e il tempo del canto è tempo del corpo e raffreddato il primo, il secondo cessa di riflesso.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alessandra Di Gregorio</strong></p>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Palude</title>
		<link>http://www.bookland.it/2009/03/08/palude-2/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 17:12:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittori esordienti]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Astolfi]]></category>
		<category><![CDATA[La Carmelina Edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Palude]]></category>

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		<description><![CDATA[ringrazio Lorenzo Mazzoni, La Carmelina Edizioni ed Enrico Astolfi. recensione a cura di Alessandra Di Gregorio. Titolo: Palude Autore: Astolfi Enrico Editore: La Carmelina Data di Pubblicazione: 2008 ISBN: 8890330031 ISBN-13: 9788890330032 Pagine: 138 Palude è il brillante romanzo di Enrico Astolfi ambientato a Ferrara e nell’idea del ristagnare di situazioni sempre uguali a se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="snap_preview">
<p>ringrazio <strong>Lorenzo Mazzoni</strong>, <a href="http://www.lacarmelinaedizioni.it/" target="_self"><strong>La Carmelina Edizioni</strong></a> ed <strong>Enrico Astolfi</strong>.</p>
<p>recensione a cura di <strong>Alessandra Di Gregorio</strong>.</p>
<p><a href="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/03/palude.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1800" style="border: 2px solid black; margin-left: 2px; margin-right: 2px;" title="palude" src="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/03/palude.jpg?w=200&amp;h=300" alt="palude" width="200" height="300" /></a></p>
<p><strong>Titolo</strong>: Palude<br />
<strong>Autore</strong>: Astolfi Enrico<br />
<strong>Editore</strong>: La Carmelina<br />
<strong>Data di Pubblicazione</strong>: 2008<br />
<strong>ISBN</strong>: 8890330031<br />
<strong>ISBN-13</strong>: 9788890330032<br />
<strong>Pagine</strong>: 138</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Palude </em></strong>è il brillante romanzo di Enrico Astolfi ambientato a Ferrara e nell’idea del ristagnare di situazioni sempre uguali a se stesse, e delle condizioni atmosferiche nella provincia minima italiana. Il testo si può leggere come un romanzo ma anche come una serie di racconti autonomi, tant’è che se iniziassimo dal terzo capitolo piuttosto che dall’ultimo, non troveremmo problemi nel discernimento della storia, anche se Palude ha a suo modo una certa circolarità. I racconti che animano il libro ci espongono situazioni diverse ma parallele, vite intrecciate da una comunanza che non è solo data dalla territorialità limitante (ma poi veramente limitante?), storie scandite stilisticamente in modi molto differenti tra loro &#8211; partendo in sordina e finendo in sordina, ma serbando nel mezzo, tra il principio e la fine, il meglio del senno narrativo di un Astolfi autentico e profondo.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Autore ha una mano ferma e pacata &#8211; e a maggior ragione più brava nel rendere l’idea di catatonica immobilità di un piccolo universo nell’universo, in cui figuri monotoni e stolti si muovono al rallentatore conducendo vite appesantite dalla nebbia. Mediocrità, noia, violenza gratuita, spacciatori di droga, tifo violento, parabole destinate a perdersi e infrangersi. Su tutti però si staglia la storia di Clara e Mimmo, ed è qui che l’Autore ci concede uno spiraglio di sole; lì dove le gonne di Clara si sollevano alle brezze leggere e le parole che Mimmo rivolge all’amata/odiata amica/amante/confidente sono scritte col fuoco anche quando il tratto è leggero e sognante, addolorato e lacrimevole. L’esempio di una storia d’amore che rischiara i cieli villani e tronfi di una località in cui la nebbia tutto affoga e la mediocrità si fa partito. La poetica di Astolfi si dipana qui, dirompente, alle volte scostumata ma leggera, scollacciata e spesso candida, ilare, schietta. La leggerezza svagata e franca che si denota nel mezzo espressivo utilizzato, cattura il Lettore in un tenue sguardo d’insieme che sceglie, in luogo dell’imposizione di un punto di vista univoco, l’immediatezza della fotografia dal vero &#8211; e se da un lato svela volti senza faccia, dall’altro esalta un quotidiano spesso sciatto ma degno d’esser visto anche nel riflesso di una penna. L’invito di fondo ci appare come un inno all’osservazione delle realtà quotidiane minime, ricche di sogni inespressi, di vite appese, di esistenze in bilico, ricettacoli di storie incredibili e chiaroscuri inestimabili.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Alessandra Di Gregorio</strong></p>
</div>
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		<title>Sono solo un marinaio</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 12:36:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittori esordienti]]></category>
		<category><![CDATA[Book on demand]]></category>
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		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Patrizia Ines Roggero]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[sono solo un marinaio]]></category>

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		<description><![CDATA[Ringrazio Patrizia della simpatia. recensione a cura di Alessandra Di Gregorio. Titolo: Sono solo un marinaio Autore: Roggero Patrizia I. Editore: Boopen Data di Pubblicazione: 2008 ISBN-13: 9788862232104 Pagine: 260 Da anni esiste un filone di letteratura rosa seriale dedicato esclusivamente al pubblico femminile, che esporta nel mondo un cliché narrativo in cui le storie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio Patrizia della simpatia.</p>
<p>recensione a cura di <strong>Alessandra Di Gregorio</strong>.</p>
<p><a href="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/03/sono-solo-un-marinaio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1762" style="border: 2px solid black; margin-left: 2px; margin-right: 2px;" title="sono-solo-un-marinaio" src="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/03/sono-solo-un-marinaio.jpg?w=200&amp;h=300" alt="sono-solo-un-marinaio" width="200" height="300" /></a><br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Titolo</strong>: Sono solo un marinaio<br />
<strong>Autore</strong>: Roggero Patrizia I.<br />
<strong>Editore</strong>: Boopen<br />
<strong>Data di Pubblicazione</strong>: 2008<br />
<strong>ISBN-13</strong>: 9788862232104<br />
<strong>Pagine</strong>: 260</p>
<p style="text-align: justify;">Da anni esiste un filone di letteratura rosa seriale dedicato esclusivamente al pubblico femminile, che esporta nel mondo un cliché narrativo in cui le storie vengono infarcite solitamente di personaggi e relazioni improbabili &#8211; sul tipo, ad esempio, dell’eroe sette-ottocentesco, capelli al vento e spada al fianco, che è o pirata o nobile decaduto, tra le cui braccia finisce una fanciulla della società da bere, di solito naufraga o costretta con la forza al matrimonio coatto, che presto o tardi cede alla passione e finisce conquistata dal temerario/reietto e a suo modo esplica la redenzione dello stesso seppure abdichi alle leggi dell’amore rigettando quelle della società. Questa tradizione letteraria potrebbe dirsi facente capo effettivamente alle edizioni Harlequin. Dall’altro lato c’è però un filone letterario avventuroso che è sette-ottocentesco per davvero, prodotto principalmente da scrittori inglesi, e che è afferente alla letteratura della colonizzazione o anche all’odeporica &#8211; o letteratura da viaggio, in cui il viaggio è il tema centrale, visto in chiave spesso stereotipa ma vissuto matita alla mano per poterne raccogliere gli spunti su di un diario che permettesse ai posteri di conoscere le sorti di chi quel viaggio lo aveva vissuto. Questa letteratura può dirsi facente capo a Defoe, padre del romanzo inglese ed autore del celebre Robinson Crusoe, capace di mescolare sensazionalismo, cronaca e fantasia, ed inscenare quadri letterari complessi e pregevoli ma dando vita ad annotazioni di carattere sociale alquanto discutibili &#8211; data l’ottica da colonizzatore bravo bello e buono che il suo Robinson armato di Bibbia incarna persino su di un’isola deserta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il romanzo della Roggero <strong>Sono solo un marinaio</strong>, si potrebbe idealmente collocare a metà strada tra le due varianti sul tema. Un tentativo letterario discreto &#8211; seppure: rielaborazione del soggetto, capacità d’indagine psicologica, intarsio dei dettagli e forza dell’intreccio non siano sempre all’altezza delle aspettative di resa oggettiva più alte. A mio avviso ciò che viene fuori è prettamente una letteratura leggera, certamente non disdicevole ma ascrivibile chiaramente alla letteratura rosa d’appendice, che ci rimanda ad un secolo che di avventure, pirati, fanciulle da salvare, naufragi e isole caraibiche, aveva fatto gran tesoro, esplodendo in quantità di romanzi che ognuno di noi avrà letto almeno mille volte nell’età in cui si sogna d’esser pirati o si guardano le disavventure dell’avvenente Angelica in tv, seppure sul versante francese (mini-serie degli anni sessanta tratta dal libro <em>Angelica La Marchesa Degli Angeli</em>). C’è da poterla ritenere (ma senza voler addurre una qualificazione negativa) una letteratura anacronistica e stereotipa &#8211; nonostante la penna della Roggero non sia così cattiva e fatta la dovuta pulizia si rischia di ottenere un capolavoro in pieno stile coloniale (cosa per cui ci vuole molto talento e questo sottolinea lo sforzo creativo dell’Autrice). È una bella lettura come può esserlo un testo afferente alle saghe Harlequin o al filone di Defoe, ma il suo successo sta tutto nel palato che va a stuzzicare. Se però riflettessimo sul fatto che la Pamela di Richardson ha indossato le vesti fittizie di una Elisa di Rivombrosa televisiva &#8211; con tutto il successo che sappiamo &#8211; e che dal punto di vista strettamente letterario i testi qui citati non si discostano molto dallo stile della Roggero &#8211; che trova invece i suoi natali nel nostro Novecento &#8211; verrebbe da chiedersi se qualora il libro fosse sottoposto ai giusti palati, potrebbe apparentarsi ulteriormente ai suoi consimili grazie alla degna riscoperta del genere d’avventure e pirati, e trovare una migliore collocazione anche extra-editoriale? Forse oggi siamo tutti un po’ malati di realismo sensazionalistico  e neanche ci poniamo più la domanda, ma comunque, come sempre, al Lettore spetterà l’ardua sentenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alessandra Di Gregorio.</strong></p>
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		<title>Deliri e Disagi</title>
		<link>http://www.bookland.it/2009/02/28/deliri-e-disagi/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 21:10:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittori esordienti]]></category>
		<category><![CDATA[0111 edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[deliri e disagi]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Di Pinto]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>

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		<description><![CDATA[recensione a cura di Alessandra Di Gregorio. Titolo: Deliri e disagi Autore: Di Pinto Marco Editore: Zerounoundici Data di Pubblicazione: 2008 Collana: Opera prima ISBN-13: 9788863070996 Pagine: 84 Deliri e Disagi, pittoresco volumetto della 0111 Edizioni &#8211; casa editrice attivamente impegnata nella creazione di una rete di lettori che sappia apprezzare la letteratura sommersa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>recensione a cura di <strong>Alessandra Di Gregorio.</strong></p>
<p><strong><a href="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/02/deliri-e-disagi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1738" style="border: 2px solid black; margin-left: 2px; margin-right: 2px;" title="deliri-e-disagi" src="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/02/deliri-e-disagi.jpg?w=200&amp;h=300" alt="deliri-e-disagi" width="200" height="300" /></a></strong></p>
<p><strong>Titolo</strong>: Deliri e disagi<br />
<strong>Autore</strong>: Di Pinto Marco<br />
<strong>Editore</strong>: Zerounoundici<br />
<strong>Data di Pubblicazione</strong>: 2008<br />
<strong>Collana</strong>: Opera prima<br />
<strong>ISBN-13</strong>: 9788863070996<br />
<strong>Pagine</strong>: 84</p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Deliri e Disagi, pittoresco volumetto della 0111 Edizioni &#8211; casa editrice attivamente impegnata nella creazione di una rete di lettori che sappia apprezzare la letteratura sommersa di un’editoria spesso poco accreditata ma non necessariamente meno valida &#8211; è la rappresentazione egregia dello stato d’animo dell’uomo odierno, del giovane che viene bombardato di input il più delle volte stupidi &#8211; puro inneggiamento all’omologazione, alla dipendenza incondizionata da Mamma Tv, all’inscatolamento di un intelletto vissuto alla stregua di un accessorio. Media, politica, amenità quotidiane, sono queste le cause del malessere sociale che se dapprima si limita a serpeggiare non notato, adesso è fin troppo evidente e tende a soffocare lo spirito, ed è in questi momenti che solitamente la gente SBROCCA &#8211; per dirla con un termine poco aulico ma significativo. Oggi c’è da perder la testa &#8211; e la cronaca dei telegiornali porta il conto dei morti ammazzati dalla gente che sclera e sembra di vivere in un reality in cui il tema portante è Arancia Meccanica. Tutti corrono, tutti sbraitano, tutti sono spronati ad avere velleità artistiche quando l’arte non sanno neanche cosa sia, tutti aspirano a dei troni ma non hanno mai avuto regni o titoli; tutti vorrebbero non averci mai conosciuti o anche solo sposati e non s’accorgono che mentalmente contiamo fino al fatidico dieci pur di non gettar loro le mani al collo per avere finalmente un po’ di quel silenzio che tanto ci manca; siamo circondati da cenerentole coatte e le nostre vite sono romanzi metanarrativi in cui persino i nostri personaggi vogliono farci il culo. Arriveremo ad un punto in cui la fantasia la venderanno sottoforma di flebo e dovremo farci scorpacciate di felicità endovena perché lì fuori non c’è più modo di esserlo veramente &#8211; o forse siamo già in questa sottospecie di stato comatoso e non ce ne capacitiamo che per un sottile alito d’intuizione, che però non va mai più al di là di questo… Il testo, seppure qui e lì zoppica per via di una poco accurata attenzione alla pulizia generale, è uno di quelli che “hanno decisamente un perché”, proprio per il grado di consapevolezza &#8211; tanto in maniera diffusa che locale &#8211; relativamente al baratro in cui si trova il nostro intelletto. Sono veramente anni bui questi? Ci sarà mai una rivoluzione &#8211; qui potremmo ricercarla ad esempio nell’immagine dell’uomo che brandisce il martello davanti agli occhi sbarrati della moglie finalmente zittita &#8211; che possa scuoterci tutti da questo oleoso e spiacevole torpore? La smetteremo mai di affidare a Mamma Tv i nostri figli sin da prima dell’età della ragione? Deliri e Disagi è una fotografia spassionata ma inclemente, perché senza vergogna la macchina da presa di Marco Di Pinto ci vede come tanti matti al manicomio ma senza sbarre alle finestre o camicie di forza abbastanza robuste.</p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Alessandra Di Gregorio</strong></p>
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		<title>Colori del tempo</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 20:34:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[colori del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Ibiskos]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa sentimentale]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Martini]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[recensione a cura di Alessandra Di Gregorio. Titolo: Colori del tempo Autore: Martini Paola Curato da: Balsamello M. B. Editore: Ibiskos Editrice Risolo Data di Pubblicazione: 2008 Collana: Delphinium ISBN: 8854604674 ISBN-13: 9788854604674 Pagine: 120 A quanti non succede, sfogliando un album di vecchie foto, di avere subito chiaro e distinto nella mente un ricordo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">recensione a cura di <strong>Alessandra Di Gregorio</strong>.</div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.ibiskoseditricerisolo.it/image.php?f=copertine_libri/1213888176.jpg&amp;w=256&amp;h=430&amp;bg=FFFFFF&amp;prop=1"><img class="alignnone" title="copertina" src="http://www.ibiskoseditricerisolo.it/image.php?f=copertine_libri/1213888176.jpg&amp;w=256&amp;h=430&amp;bg=FFFFFF&amp;prop=1" alt="" width="256" height="430" /></a></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Titolo</strong>: Colori del tempo<br />
<strong>Autore</strong>: Martini Paola<br />
<strong>Curato da</strong>: Balsamello M. B.<br />
<strong>Editore</strong>: Ibiskos Editrice Risolo<br />
<strong>Data di Pubblicazione</strong>: 2008<br />
<strong>Collana</strong>: Delphinium<br />
<strong>ISBN</strong>: 8854604674<br />
<strong>ISBN-13</strong>: 9788854604674<br />
<strong>Pagine</strong>: 120</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>A quanti non succede, sfogliando un album di vecchie foto, di avere subito chiaro e distinto nella mente un ricordo preciso, un aneddoto, un volto famigliare, un posto, un lembo consumato di stoffa, il fruscio degli abiti durante un abbraccio, un arrivo, una partenza, un addio e un arrivederci consumati ad un binario?<br />
Colori del tempo è in fondo questo: un affresco essenziale e luminoso, alle volte sospeso alle volte no, in cui un linguaggio sapido e delicato si rivolge agli anni verdi a Villa Gina e l’infanzia e l’adolescenza scorrono leste tra libri, cicatrici, Tata, il piccolo Francesco, la farmacia del babbo, i preservativi usati a mo’ di palloncini per improvvisate ghirlande festose, il liceo classico e i primi amori e dissapori di vite che sono ancora primavere in boccio &#8211; e ad una fase successiva, in cui la maturità si presta al matrimonio e a porci innanzi ad una donna già fatta, che parla della Maremma e dell’amore, e che sembra lontana anni luce dalla bambina che va a dormire imbacuccata perché in casa non c’era il riscaldamento. Il romanzo della Martini ha atmosfere sospese, seppure la storia sia ben contestualizzata e luoghi e nomi riferiti ad altrettanti nomi e luoghi non propriamente di fantasia; ciò che rende l’idea di sospensione è proprio il ritorno ai timidi albori imbastiti con capacità e giusto grado di ponderazione &#8211; tanto tematica che linguistica. Il concetto di legame affettivo e legame temporale a cose e persone, è ciò che lega le due storie e che fa brillare la figura di una protagonista dolce e decisa &#8211; che ci riporta alle atmosfere di Ritratto in seppia di Isabel Allende, a quelle di Mal di pietre di Milena Agus e della Mennulara, di Simonetta Agnello Hornby, che esaltano, in atmosfere ricche di tensione emotiva, intensità letteraria, sentimento e attaccamento alla terra originaria, femminilità dai contorni netti, mai avulse da elementi territoriali basici la cui memoria si rinnova di sentimento in sentimento. L’Autrice dunque opera nelle profondità della rievocazione d’elementi cari, per rinverdire non solo l’ampiezza di un ricordo ma anche e soprattutto l’emozione della storia nel suo stesso compiersi e snocciolarsi quotidiano e all’apparenza innocuo. Il ricordo, nel momento in cui si forma ed è declinato ancora al presente verbale, appare anonimo e sbiadito e non certo sempre degno d’attenzione; allora è il tempo l’elemento chiave che permette &#8211; alla Martini come a noi tutti &#8211; di soppesare e dare il giusto valore a ciò che s’impreziosisce mentre l’orologio scorre, e anche se ci spostiamo in avanti &#8211; come quel paio di lancette che tutto sottomette &#8211; la memoria è sempre un passo dietro a noi, proiettata in una rincorsa alla quale taluni sfuggono mentre altri se ne lasciano irrimediabilmente catturare. La penna della Martini si sofferma docile, amabile, femminile, spesso timida ma sempre appassionata e solerte, a sottolineare un intero mondo di tasselli emotivi di gran pregio, descritti con la minuzia dello scrivano che, cosciente di dover mantenere in vita una memoria autobiografica più o meno romanzata, &#8211; i cui limiti non ci è dato sapere né forse c’interessano veramente o possono esserci di qualche aiuto &#8211; intarsia le parole come su un diario nato espressamente per la divulgazione, in cui i segreti vengono affrontati non meno liberamente delle verità storiche ed ambientali, affinché niente si celi a chi legge, neppure la profonda emozione dell’atto stesso della scrittura.</p>
<p><strong>Alessandra Di Gregorio</strong>.</div>
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		<title>L&#8217;erba sotto l&#8217;asflato</title>
		<link>http://www.bookland.it/2009/02/19/lerba-sotto-lasflato/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 15:34:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Controluce]]></category>
		<category><![CDATA[l'erba sotto l'asfalto]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Lanciotti]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa storica]]></category>
		<category><![CDATA[storia della piana di Castelli dal '55 al '75]]></category>

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		<description><![CDATA[recensione a cura di Alessandra Di Gregorio. Titolo: L’ erba sotto l’asfalto. Storie dalla piana dei Castelli dal ‘55 al ‘75 Autore: Lanciotti Maria Editore: Controluce (Monte Compatri) Data di Pubblicazione: 2007 ISBN: 8895736001 ISBN-13: 9788895736006 Pagine: 336 L’erba sotto l’asfalto &#8211; Storia della piana di Castelli dal ‘55 al ‘75, di Maria Lanciotti, pubblicato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">recensione a cura di <strong>Alessandra Di Gregorio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/02/lerba-sotto-lasfalto.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1635" style="border: 2px solid black; margin-left: 2px; margin-right: 2px;" title="lerba-sotto-lasfalto" src="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/02/lerba-sotto-lasfalto.jpg?w=200&amp;h=300" alt="lerba-sotto-lasfalto" width="200" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Titolo</strong>: L’ erba sotto l’asfalto. Storie dalla piana dei Castelli dal ‘55 al ‘75<br />
<strong>Autore</strong>: Lanciotti Maria<br />
<strong>Editore</strong>: Controluce (Monte Compatri)<br />
<strong>Data di Pubblicazione</strong>: 2007<br />
<strong>ISBN</strong>: 8895736001<br />
<strong>ISBN-13</strong>: 9788895736006<br />
<strong>Pagine</strong>: 336</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L’erba sotto l’asfalto &#8211; Storia della piana di Castelli dal ‘55 al ‘75, di Maria Lanciotti, pubblicato da Controluce e patrocinato dal comune di Ciampino, è un diario storico ricco di fatti, volti, cose, luoghi e reminescenze sempreverdi &#8211; che non è mai fuori luogo <em>arieggiare</em>, come quelle stanze di case antiche, amate eppur vuotate dal tempo, che non ci porteranno giammai a lasciar crollare l’imponente edificio ora disadorno, perché di noi lì tutto resta, nelle trame spesse di una casa che parla per noi di cose già andate. È un libro che viene scandito da una ricca ripartizione interna, in cui i singoli capitoli simboleggiano periodi storici e geografie contestualmente rilevanti nell’Italia del cambiamento, e i paragrafi interni lo scorcio di vita della selva di personaggi che sfila nel denso della riflessione pacata, sentita, mai stonata, di una voce che si eleva con lo scopo di fissare con l’inchiostro quello che foto o testimonianze altrui non fissarono mai direttamente. L’Autrice, sapiente e candida narratrice dei luoghi che ben conosce, che ha calcato con la pratica negli anni e che tinge a seconda del grado d’intensità della rievocazione, coglie &#8211; già nel solo posare lo sguardo su una faccia amica &#8211; l’occasione ridente per una scrittura &#8211; ora ricamo, ora ricco intarsio &#8211; che si fa porta d’ingresso per la cospicua moltitudine di nomi che affollano la sua memoria. Un romanzo voluminoso e vivido, in cui al ritratto spesso si sostituisce la cronaca e alla cronaca s’avvicenda l’elettrizzante diario ritmato e bello, di una ragazza verde come la scrittura e il pensiero di cui si macchia. Ella, col pragmatismo noto dell’osservatrice consumata, e la preziosità della scrittura più linda, si sofferma su una realtà urbana nota, che è quella che ci fornisce tanto spunti autobiografici d’interesse che brillanti osservazioni sull’indagine del mondo e delle cose. Questo romanzo, di spessore contenutistico e fisico, ci proietta in un’Italia che fu, la quale viene fatta rivivere un ciottolo alla volta, in un quadro datato eppure all’apparenza privo di età e ragnatele. La Lanciotti, che a Ciampino ha vissuto buona parte della vita, ci prende per mano e ci porta con sé, lungo le strade sconnesse del tempo e le locali attrazioni umane che si perdono nel luna park di una giovinezza bianco e nero. Il suo dettato è brillante, vibra nell’intensità della memoria; è pregnante, ilare e svagato, non è mai banale né si perde in ingenuità scolastiche. La sua penna è agile; la storia si muove come per associazione di idee, e si ramifica dieci volte dallo stesso ramo, a seconda di quante cose un singolo evento può riportare alla mente e agitarle la penna. Quello che ne vien fuori è un quadro complesso e vario, tiepido e appassionante, che ci proietta &#8211; lungi dal voler manifestare il patetismo di tanta letteratura della memoria nota e meno nota &#8211; in una striscia permanente di colore, che non s’asciuga se non quando l’inchiostro della Lanciotti ha messo l’ultimo punto finale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alessandra Di Gregorio</strong>.</p>
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		<title>La neve rossa</title>
		<link>http://www.bookland.it/2009/02/19/la-neve-rossa/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 15:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittori esordienti]]></category>
		<category><![CDATA[csa editore]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giannasi]]></category>
		<category><![CDATA[il pugile del lager]]></category>
		<category><![CDATA[la neve rossa]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa drammatica]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[recensione a cura di Alessandra Di Gregorio. Titolo: La neve rossa. Il pugile nel lager Autore: Giannasi Francesco Editore: CSA Data di Pubblicazione: 2008 ISBN: 889503063X ISBN-13: 9788895030630 Pagine: 80 La neve era rossa del sangue dei caduti, delle vittime della deportazione, dell&#8217;apologia nazista, di un fatto storico che ha significato la morte del cuore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">recensione a cura di <strong>Alessandra Di Gregorio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/02/la-neve-rossa.jpg"><img title="la-neve-rossa" src="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/02/la-neve-rossa.jpg?w=200&amp;h=300" alt="la-neve-rossa" width="200" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Titolo</strong>: La neve rossa. Il pugile nel lager<br />
<strong>Autore</strong>: <a href="http://www.paolovidoz.it/" target="_self">Giannasi Francesco</a><br />
<strong>Editore</strong>: <a href="http://www.editcsa.it/index.php" target="_self">CSA</a><br />
<strong>Data di Pubblicazione</strong>: 2008<br />
<strong>ISBN</strong>: 889503063X<br />
<strong>ISBN-13</strong>: 9788895030630<br />
<strong>Pagine</strong>: 80</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La neve era rossa del sangue dei caduti, delle vittime della deportazione, dell&#8217;apologia nazista, di un fatto storico che ha significato la morte del cuore dell&#8217;umanità nell&#8217;Europa avvolta dal gelo, avvolta dalla fame, avvolta da una guerra spietata votata ad uno stupido massacro che ha visto troppi vinti e nessun vincitore. È Primo il protagonista di questa storia, Primo di nome e di fatto, primo tra tanti, primo tra tutti, uno abituato a star sempre con la guardia alzata, uno che non si tira indietro ma che piuttosto tira pugni in faccia ai tedeschi per dire no alla guerra, no alla tragedia che si consuma nei lager, no al massacro quotidiano che si svolge sotto ai suoi occhi di prigioniero ebreo. Primo &#8211; che ci ricorda il nome di un grande come Primo Carnera &#8211; guarda le tracce rosse sulla neve e si chiede come possano quelle tracce rimanere sempre fresche nonostante nevichi abbondantemente ogni giorno; gli verrà detto che quello è il sangue di quanti vengono spogliati e lasciati all&#8217;addiaccio a congelare, presi a bersaglio da proiettili infami che non ne decretano l&#8217;immediata morte ma solo il ferimento &#8211; in previsione dei forni, in previsione di altre indicibili torture e sofferenze, in previsione di un massacro autorizzato da un folle che credeva di poter radere al suolo il mondo. È questo il romanzo di Giannasi, questo è La neve rossa &#8211; Il pugile nel Lager, un testo di poche pagine, sbrigativo, condensato, forse non incisivo come ci si aspetterebbe &#8211; e probabilmente neanche scritto con la cognizione di doverlo essere per forza dato il tema trattato, che purtroppo si spiega da sé e merita ben pochi commenti&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">La penna di Giannasi non scende mai nel dettaglio. Registra solerte e annota, ma non sonda perché la forza della fotografia è qui più grande di quella dei raggi X. Si focalizza in poche cose, l&#8217;intreccio appare importante ma viene svolto al minimo del potenziale. Il dettato è semplice, lineare, a volte ingenuo ma non ha particolari stonature; il romanzo si svolge pianamente: niente sprazzi, niente impennate, nessuna retorica od orpello linguistico, come una sorta di doveroso cordoglio che non cerca commento od approvazione; come la consapevolezza di non poter rendere diversamente un tracciato sul quale grava un bagaglio storico non indifferente, perché è nei pugni di Primo &#8211; come nelle parole addolorate di un Primo Levi prigioniero a sua volta e cronista di un diario delle speranze negate e delle barbarie subite &#8211; che si esplica coraggiosa tutta la sana allegoria della vita e della morte. Scegliere di sconfiggere la morte nel ring di un Lager dal quale non è destino si possa uscire vivi, per ricordare al mondo intero che lì dentro non tutti hanno scelto di abdicare alla ragione e che per questo scelgono &#8211; messi di fronte al fatto compiuto &#8211; di riappropriarsi dell&#8217;unica dimensione cui ci preme non esser mai separati: quella umana.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Adg.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>A un terzo dei mille</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 14:51:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[recensione a cura di Alessandra Di Gregorio. Titolo: A un terzo dei mille Autore: Viglianisi Paolo Curato da: Baldacci Balsamello M. Editore: Ibiskos Editrice Risolo Data di Pubblicazione: 2008 Collana: Minimal ISBN: 8854604038 ISBN-13: 9788854604032 Pagine: 154 A un terzo dei Mille è il romanzo di un giovane autore che mi ha conquistato dalla decima [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;">recensione a cura di <strong>Alessandra Di Gregorio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/02/a-un-terzo-dei-mille.jpg"><img title="a-un-terzo-dei-mille" src="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/02/a-un-terzo-dei-mille.jpg?w=200&amp;h=300" alt="a-un-terzo-dei-mille" width="200" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Titolo</strong>: A un terzo dei mille<br />
<strong>Autore</strong>: Viglianisi Paolo<br />
<strong>Curato da</strong>: Baldacci Balsamello M.<br />
<strong>Editore</strong>: Ibiskos Editrice Risolo<br />
<strong>Data di Pubblicazion</strong>e: 2008<br />
<strong>Collana</strong>: Minimal<br />
<strong>ISBN</strong>: 8854604038<br />
<strong>ISBN-13</strong>: 9788854604032<br />
<strong>Pagine</strong>: 154</p>
<p style="text-align: justify;">A un terzo dei Mille è il romanzo di un giovane autore che mi ha conquistato dalla decima pagina in avanti. Poi il libro l&#8217;ho letto a pezzi notte dopo notte ed ammetto che rielaborarne la complessità così dosata, intelligente e compiuta, non è molto facile. L&#8217;Autore ha una malizia di fondo che mi piace, che pervade la sua arte e viene amministrata con ingegno e bravura; se la vive con eleganza e se la gusta un personaggio alla volta, tracciando rotte divertenti e intriganti sotto ai nostri occhi sbigottiti per l&#8217;accadimento principale che contraddistingue la storia. Di fronte a noi mette tre caratteri diversi, tre uomini, tre vite separate che improvvisamente s&#8217;intrecciano l&#8217;una all&#8217;altra: Rosario, Luigi, Maurizio. Dare un&#8217;indicazione circa il genere letterario praticato da Viglianisi potrebbe forse essere tanto riduttivo quanto fuorviante; l&#8217;idea che me ne sono fatta, però, inquadra il suo romanzo nella giallistica italiana meno consumata da schemi triti e ritriti che ne svendono potenziale e carattere, perché qui infatti siamo di fronte ad un giallo con risvolti rossi neri e rosa, dove agli omicidi si coniuga l&#8217;amore, al sangue la passione, al giallo dell&#8217;uccisione il bianco di un foglio che non c&#8217;è dato di riempire di tutte le velleità d&#8217;artista che non si consumeranno mai più. Sì perché Luigi lavora alle Poste e si fa Giulia, ma da grande vorrebbe fare lo scrittore e si mette una scatola in testa per creare il buio attorno e focalizzare l&#8217;attenzione su pochi piccoli particolari più o meno rilevanti; Rosario lascia la sua calda Palermo in direzione di Roma ma un imprevisto lo costringe a prendere il primo treno per un posto che non conosce &#8211; e in cui alla lunga resta &#8211; di cui non sa nulla e con la possibilità più che probabile di farsi scoprire; Maurizio suo malgrado arriva quando le cose sono già avvenute: di tempo per riparare ai danni non ce n&#8217;è più abbastanza. Rosario ha fatto quello che andava fatto, Luigi ha fatto la diretta conoscenza di un sog e Giulia ha rischiato l&#8217;infarto o di farsi sgamare dal marito cornuto e contento. Il puzzle di Viglianisi s&#8217;intessera una pagina alla volta, trascinandoci dentro alla storia sulle rotte italiane del delitto e della constatazione, in un crescendo di ricordi, aspettative e agitazioni &#8211; della carne e del cuore &#8211; fino all&#8217;epilogo cui avremo fretta noi stessi di giungere &#8211; ma che l&#8217;Autore non ci concederà che a tempo debito. La penna di Viglianisi è arguta e brillante. L&#8217;intrico della trama ben ponderato, sensato, ben riuscito. Il dettato è interessante, ricco, elegante, duttile. Il romanzo apprezzabile, piacevole, avvincente. Il connubio tra azione e riflessione è forse uno degli aspetti meglio interpretati, perché se è vero che quando c&#8217;è un morto di mezzo solitamente ci sono anche una caccia e una fuga, in questo romanzo abbiamo anche e soprattutto annotazioni da diario delle intenzioni e del cuore. In questo Viglianisi si distingue, in questo Viglianisi eccelle. Ha scritto un romanzo che della timidezza non sa giustamente che farsene, e che ci fa sperare francamente in un seguito.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Alessandra Di Gregorio</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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