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	<title>Bookland - Rivista Letteraria &#187; recensione</title>
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	<description>La Rivista dedicata ai Libri e agli Scrittori Esordienti</description>
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<title>Bookland - Rivista Letteraria</title>
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		<title>Vanessa: una voce</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 16:49:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittori esordienti]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Di Gregorio]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Il Ciliegio]]></category>
		<category><![CDATA[Gattogrigio Editore]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Tonini]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo intimista]]></category>
		<category><![CDATA[storia di una metamorfosi]]></category>
		<category><![CDATA[Vanessa]]></category>

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		<description><![CDATA[recensione a cura di Leonardo Tonini Titolo: Vanessa. Storia di una metamorfosi Autore: Di Gregorio Alessandra Editore: Il Ciliegio Data di Pubblicazione: 2009 ISBN: 8888996192 ISBN-13: 9788888996196 Pagine: 192 Reparto: Narrativa italiana _ I libri chiamano i libri, i libri migliori, gli altri portano solo al narcisismo di chi li ha scritti e annoiano. Leggendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>recensione a cura di <a href="http://www.gattogrigio.org" target="_self">Leonardo Tonini</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-1300" style="border: 1px solid black; margin-left: 1px; margin-right: 1px;" title="9788888996196" src="http://www.bookland.it/wp-content/uploads/2009/08/9788888996196.JPG" alt="9788888996196" width="200" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">Titolo: Vanessa. Storia di una metamorfosi</p>
<p style="text-align: justify;">Autore: Di Gregorio Alessandra</p>
<p style="text-align: justify;">Editore: Il Ciliegio</p>
<p style="text-align: justify;">Data di Pubblicazione: 2009</p>
<p style="text-align: justify;">ISBN: 8888996192</p>
<p style="text-align: justify;">ISBN-13: 9788888996196</p>
<p style="text-align: justify;">Pagine: 192</p>
<p style="text-align: justify;">Reparto: Narrativa italiana</p>
<p style="text-align: justify;">_</p>
<p style="text-align: justify;">I libri chiamano i libri, i libri migliori, gli altri portano solo al narcisismo di chi li ha scritti e annoiano. Leggendo Vanessa, seconda prova edita di Alessandra di Gregorio e suo primo romanzo, io sento una voce originale. La sento subito, dalle prime righe e questa voce mi accompagna fino all’ultimo capitolo, fino alla parola fine. Parlando con l’autrice di questo ottimo esordio, mi confessa che certi passaggi le hanno ricordato Una stanza tutta per sé, di Virginia Woolf, pur non avendo preso neppure lontanamente quel libro come modello. A me invece Vanessa ricorda la scrittura di Colette, limpida, appassionata e assolutamente priva di pietà. Anche la frase, questo suo avere sempre il centro nel periodo successivo e risultare quindi incalzante, pur nell’introspezione, pur nell’indagine. Ma Colette e Virginia Woolf non c’entrano. Facendo l’editore, mi arrivano molte prove di autori giovani e meno giovani. Li suddivido in due categorie, quelli che non hanno mai aperto un libro e che di conseguenza non sanno neanche coniugare i verbi, e quelli che hanno letto dei libri e che scrivono cose che sanno troppo di ciò che hanno letto. I primi sono ignoranti, i secondi sono emuli. Poi c’è una terza categoria di scrittori, estremamente rara, che ha una voce propria. In Vanessa, io posso sentire Colette, Alessandra avverte Virginia Woolf, un terzo lettore sentirà qualcosa di diverso, ma sono forze del passato che ritornano, non è copia, non è emulazione. E quando una forza del passato ritorna, non è per ripetere, ma per portare il nuovo sulla Terra. Questo lo sapeva bene Borges, fra gli altri, che diceva che da che mondo è mondo l’uomo si racconta sempre le solite cinque storie, l’assedio, il ritorno, la resurrezione, il parricidio e l’amore negato. Vanessa rientra nella terza categoria, è un libro che parla di resurrezione, della propria. Ma per risorgere bisogna prima scendere all’Inferno ed è quello che Alessandra fa. Circondata da alte mura di solitudine, Vanessa si è costruita un mondo autistico intorno a sé, una selva oscura, ma, come Dante, invece di commiserarsi decide di scendere il baratro, senza sconti per se stessa, senza infingimenti. E scende fino a ritrovar la luce proprio nell’ultimo capitolo, non una luce raggiunta, ma intravista, ancora lontana, non conquistata, ma possibile. Seguendo la metafora di Dante, alla fine del libro Vanessa/Alessandra si ritrova sulle spiagge del Purgatorio. Ha ancora molto viaggio davanti a sé, prima di vedere “l’amor che muove il Sole e l’altre stelle”, ma è questo che vogliamo da una scrittrice vera; non che abbia finito di cercare, ma che abbia ancora tanto da dire. Capitolo dopo capitolo, Vanessa scende nel suo personale inferno fatto di fantasie erotiche e di esperienze limite e si guarda in faccia, fa spietatamente i conti con se stessa. Che sorprende in questa scrittura è l’intelligenza, il cinismo verso se stessi, la ricerca di dati di fatto assolutamente inoppugnabili, l’assenza di ogni finzione, al fine di trovare il dato certo, la base, il terreno solido su cui costruire il proprio avvenire umano. Vanessa ha l’ansia della verità, si autodistrugge per trovare il nucleo, la ghianda di luce inscalfibile della propria verità. È come se sulla soglia della follia, Vanessa tentasse il tutto per tutto, la vita o la morte. Solo che è sorretta nella sua ricerca da una notevole intelligenza dei meccanismo dell’umano e da una tenuta argomentativa che non vedevo da tempo. Ecco perché non si perde, ecco perché, proprio all’ultimo capitolo, che arriva velocissimo, è un libro che ci fa rimanere incollati alla pagina, trova il senso del suo penare e la via di fuga, l’uscita, la spiaggia.</p>
<p style="text-align: justify;">_</p>
<h3 style="text-align: justify;">Leonardo Tonini</h3>
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		<title>Vanessa storia di una metamorfosi</title>
		<link>http://www.bookland.it/2009/07/10/vanessa-storia-di-una-metamorfosi/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 19:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Di Gregorio]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Il Ciliegio]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa erotica e sentimentale]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Titolo: VANESSA, STORIA DI UNA METAMORFOSI Autore: Alessandra Di Gregorio Editore: Edizioni Il Ciliegio Genere: romanzo, narrativa intimista Isbn: 978-88-88996-19-6 Pagine: 192 Prezzo: 15 € DALLA PREFAZIONE: Vanessa, presa e persa per un uomo, esiste come entità binaria, metà reale e metà cibernetica. È la protagonista del romanzo e la narratrice di una storia intima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-1234 alignnone" title="vanessa libera 1" src="http://www.bookland.it/wp-content/uploads/2009/07/vanessa-libera-1.jpg" alt="vanessa libera 1" width="310" height="427" /></p>
<p><strong>Titolo</strong>: VANESSA, STORIA DI UNA METAMORFOSI<br />
<strong>Autore</strong>: Alessandra Di Gregorio<br />
<strong>Editore</strong>: Edizioni Il Ciliegio<br />
<strong>Genere</strong>: romanzo, narrativa intimista<br />
<strong>Isbn</strong>: 978-88-88996-19-6<br />
<strong>Pagine</strong>: 192<br />
<strong>Prezzo</strong>: 15 €</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>DALLA PREFAZIONE:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Vanessa, presa e persa per un uomo, esiste come entità binaria, metà reale e metà cibernetica. È la protagonista del romanzo e la narratrice di una storia intima e soffocante. L’Autrice ci guida alla scoperta del sesso liberandolo da mistificazione ed ipocrisia. Il suo è un linguaggio nuovo, una gestualità verbale che risveglia i sensi, che rivela, attraverso un diario osceno e torrenziale, sogni, visioni e avvenimenti confinati nelle spire di una femminilità delicata e sommersa. Il lettore andrà incontro alla sublimazione percettiva attraverso la verbalità sensuale della protagonista.</p>
<p style="text-align: justify;">All’apparenza solitaria e sconfitta, Vanessa userà se stessa per evitare il contagio del mondo, senza però riuscire a privarsi della luce fino in fondo. I racconti che si susseguono nel romanzo sfiorano la contemporaneità digitale, creando simmetrie e dissonanze consapevoli, stimolando la sfera sensuale e intellettiva, immergendoci in quella erotica e sentimentale di una protagonista proiettata in avanti da una ricerca di vitalità incessante.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>____<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Cominciamo col dire quello che questo romanzo non è. Non è un romanzo per anime pudibonde. Non è un romanzo pornografico. Ma come? Con tutte quelle descrizioni di sesso così crude… Vero: crude, però necessarie, come opposto di gratuite. Si gioca tutta qui, a pensarci bene, la demarcazione tra pornografia e narrazione erotica, per quanto spinto ed esplicito possa essere il linguaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi un romanzo erotico? Sì e no: se il lettore cerca le atmosfere sognanti e surreali di Histoire d’O, o di Emmanuelle, più immaginate che reali, non le troverà. “Vanessa. Storia di una metamorfosi” è, sul côté sessuale, un libro molto concreto, assolutamente realistico. Il sesso c’è, eccome, con tutte le sue follie, i suoi tormenti, i suoi odori, le sue ossessioni. Ma non è tutto. In primo luogo perché il romanzo è una sorta di narrazione episodica da ritaglio di giornale; non c’è dentro tutta una vita, bensì scorci precisi. Un diario femminile claustrofobico, che segnala solo alcuni momenti campione della vita intellettuale ed emotiva della protagonista, in cui il tempo scorre con la scansione minima oraria ma senza altri riferimenti concretamente esportabili al di fuori delle sue stanze. Poi perché quello che fa di Vanessa una donna incasinata, profonda, torrida e al tempo stesso delicata ed essenziale, è proprio la sua ricerca di una femminilità estrema, spoglia di classificazioni, il più possibile onesta – ma spesso teneramente vile proprio verso di sé, per via dell’attrazione/repulsione esercitata dal mondo maschile che se da un lato lei ama, dall’altro critica e ripudia.</p>
<p style="text-align: justify;">Vanessa incarna una donna in rivolta. In primo luogo contro se stessa, negli anni della pubertà, poi contro la madre (le madri), poi contro la Società, poi contro gli uomini… Vanessa da ragazzina soffre dei cambiamenti che il naturale sviluppo biologico induce nel suo essere fisico. Pensa che certe sorprese che il suo corpo le riserva non le siano state adeguatamente spiegate. Il suo nuovo corpo non le piace, la imbarazza, fa fatica ad abituarcisi, come in fondo accade a tutte le adolescenti. E ne soffre, come soffre quando scopre, poco più avanti negli anni, il ruolo di fattrici che la Società sembra avere assegnato alle donne, senza offrire alternative “dignitose”. Poi arriva l’età degli amori. Esperienze più o meno incerte, pasticciate prima, e esperienze mature, complete, torrenziali e debordanti, dopo. Cosa c’è tra il prima e il dopo? Neanche a dirlo c’è Luca, il classico uomo giusto: tutto andava così bene con lui! Ma, come spesso accade, Luca si trasforma nel mitico amore perduto, per ritrovare il quale la nostra protagonista sembra disposta ad affrontare le prove più estreme, scoprendo, di ragionamento in ragionamento, che la questione identitaria non riguarda unicamente chi si sceglie di amare, quanto aspetti di sé solo all’apparenza sommersi. O forse, semplicemente, le affronta per punirsi di aver-lo perduto. Vanessa punisce tutti gli uomini che la desiderano, che la eccitano e ai quali può anche concedersi, ma non darsi. La seguiamo dunque di letto in letto, di riflessione in riflessione, di esperienza in esperienza: non si nega nulla. La seguiamo nei suoi ricordi e nelle dolorose introspezioni, che continuamente si punta alla tempia come un revolver dal quale potrebbe partire casualmente il col-po fatale. Alla fine, che romanzo avremo letto? Suggerisco sommessamente una risposta: un romanzo d’amore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Recensione di Carlo Giuseppe Alfiere</strong></p>
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		<title>La fossa comune</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 22:18:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[0111 edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Bastasi]]></category>
		<category><![CDATA[La fossa comune]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo politico]]></category>

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		<description><![CDATA[Si ringrazia Alessandro per la pazienza. recensione a cura di Alessandra Di Gregorio. Titolo: La fossa comune Autore: Bastasi Alessandro Editore: Zerounoundici Data di Pubblicazione: 2008 Collana: Selezione ISBN: 9788863071078 Pagine: 196 Come alcuni hanno già fatto notare, di questo libro l&#8217;unica nota stonata è il titolo &#8211; che lascia presagire altri tipi di storia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si ringrazia <strong>Alessandro </strong>per la pazienza.</p>
<p style="text-align: justify;">recensione a cura di <strong>Alessandra Di Gregorio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/04/la-fossa-comune.jpg?w=200&amp;h=300"><img class="alignnone" title="cover" src="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/04/la-fossa-comune.jpg?w=200&amp;h=300" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Titolo:</strong> La fossa comune<br />
<strong>Autore</strong>: Bastasi Alessandro<br />
<strong>Editore:</strong> Zerounoundici<br />
<strong>Data di Pubblicazione:</strong> 2008<br />
<strong>Collana:</strong> Selezione<br />
<strong>ISBN:</strong> 9788863071078<br />
<strong>Pagine</strong>: 196</p>
<p style="text-align: justify;">Come alcuni hanno già fatto notare, di questo libro l&#8217;unica nota stonata è il titolo &#8211; che lascia presagire altri tipi di storia e altre ragioni sociali. La fossa comune, però, a dispetto di quello che si potrebbe erroneamente pensare, non parla infatti di alcun tipo di eccidio, quanto di una forma allegorizzata di morte comune concreta, intesa quale fine di un importante periodo storico e di conseguenza come l&#8217;apertura d&#8217;un baratro che ha riguardato il mondo intero. Il quadro che ne viene fuori è senza dubbio un ritratto autentico e corposo, ricco di valenze politiche e storiche che è possibile rintracciare, volendo, anche nella reale cronistoria del nostro recente passato, che dunque affonda profondamente le radici nella storia dell&#8217;Europa contemporanea.</p>
<p style="text-align: justify;">Il romanzo di Bastasi segue le vicende di un italiano, Vittorio Ronca, che racconta così come la vede, una Russia post-sovietica impietosa, povera, catastrofica e sporca, in un romanzo che è un po&#8217; thriller, un po&#8217; giallo, un po&#8217; cronaca di un decennio che ha visto il declino di un vero impero, e la commistione, strada facendo, di un senso di riscatto che però si tramuta costantemente in un evidenziarsi di bassezze civili e sociali &#8211; il riscatto viene sempre meno, e più la volontà comune si piega di fronte alla mano che sottrae, più si ha la conferma che se sottrarre è così facile le ragioni vanno rintracciate tanto nel tessuto politico di un Paese che in quello sociale di una umanità sempre più disincantata, corrotta e ladra, che imputa alla sopravvivenza comune, le colpe delle proprie malefatte.</p>
<p style="text-align: justify;">Bastasi, chiaro conoscitore della materia narrata, ha la finezza del reporter mentre scrive &#8211; non è cinico ma tende alla fotografia umana, attraverso la quale mette in evidenza occhi e facce dei personaggi chiamati in causa, e con essi dischiude un mondo intero, nella forma per lui più evocativa e sincera, dando l&#8217;impressione di esserci stato concretamente nella pelle di un Ronca qualunque. Il romanzo consta di una trama piuttosto elaborata, ma il disegno sottostante si muove agilmente tra un narrato fitto, coeso, credibile e ricco, e una &#8220;etimologia&#8221; del delitto sociale, che fa il verso non solo alla Russia sbandata, corrotta, insensibile e bieca, ma anche a tutta quella generazione odierna incapace di raccogliere l&#8217;eredità (umana, civile e politica) del ‘68. Una sorta di denuncia personale contro i traditori di un ideale civile ben preciso, che si esplica in un dettato lineare, linguisticamente rilevante, ed in un intreccio funzionale e altamente politicizzato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alessandra Di Gregorio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;odore della polvere</title>
		<link>http://www.bookland.it/2009/04/24/lodore-della-polvere/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 22:43:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[l'odore della polvere]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Prospettiva Editrice]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Salvai]]></category>

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		<description><![CDATA[Si ringraziano Edizioni Babele e Prospettiva Editrice. recensione a cura di Alessandra Di Gregorio. Titolo: L&#8217; odore della polvere. Tra piste e dune del Marocco Autore: Robo Gabr&#8217;Aoun Editore: Prospettiva Editrice Data di Pubblicazione: 2006 Collana: I libri di prospettiva ISBN: 9788874183975 Pagine: 392 Quanta letteratura di viaggio &#8211; od odeporica &#8211; è stata prodotta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si ringraziano <strong>Edizioni Babele</strong> e <strong>Prospettiva Editrice</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">recensione a cura di <strong>Alessandra Di Gregorio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/04/lodore-della-polvere.jpg?w=200&amp;h=300"><img class="alignnone" title="copertina" src="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/04/lodore-della-polvere.jpg?w=200&amp;h=300" alt="" width="122" height="170" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Titolo:</strong> L&#8217; odore della polvere. Tra piste e dune del Marocco<br />
<strong>Autore:</strong> Robo Gabr&#8217;Aoun<br />
<strong>Editore:</strong> Prospettiva Editrice<br />
<strong>Data di Pubblicazione: </strong>2006<br />
<strong>Collana:</strong> I libri di prospettiva<br />
<strong>ISBN:</strong> 9788874183975<br />
<strong>Pagine:</strong> 392</p>
<p style="text-align: justify;">Quanta letteratura di viaggio &#8211; od odeporica &#8211; è stata prodotta nei secoli passati, in forma di lettera, diario, romanzo, satira o cronistoria? E quanta, coloniale, vergata dalla mano dei conquistatori di ogni tempo, dandoci il polso emotivo, sociale e culturale delle imprese che hanno caratterizzato non solo l&#8217;assoggettamento territoriale, ma anche l&#8217;incontro con l&#8217;altro da sé &#8211; e una serie di inenarrabili soprusi civili e morali?</p>
<p style="text-align: justify;">Il viaggio, in letteratura, rappresenta, tanto da una prospettiva personale che generale, un momento di incontro, nascita, scambio, e al tempo stesso l&#8217;estrinsecazione del pregiudizio culturale (nonché la sua stessa formazione), del preconcetto relativo a popoli ed etnie ritenute a torto minoranze &#8211; fino a produrre, in risposta e contropartita, tant&#8217;altra letteratura da parte delle suddette minoranze colonizzate. Il viaggio è visto come invito a varcare confini geografici e umani, in uno spostamento da un luogo ad un altro luogo sia in senso fisico che spirituale.</p>
<p style="text-align: justify;">Stanchi però di vedere gli Occidentali profanare coi propri racconti la memoria e le culture altrui &#8211; ritenute, per pregiudizio, minori, barbare o selvagge (pensiamo solo a quanto fossero xenofobi e razzisti i Greci, al punto da coniare una terminologia ben precisa per identificare &#8220;lo straniero&#8221; e &#8220;l&#8217;ospite&#8221; e quanto invece lo fossero meno i Romani), oggi ci troviamo tra le mani un romanzo che è in verità un diario corposo, ricco, vivido e denso, di un viaggiatore moderno alle prese con un particolare moto che è principalmente un viaggio interiore, un cambiamento di prospettiva, un andarsi incontro reciproco, un ospitare l&#8217;altro da sé nel più totale rispetto dell&#8217;ottica altrui.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel libro di RoboGabr&#8217;Aoun &#8211; al secolo Roberto Salvai, piemontese &#8211; edito da Prospettiva Editrice, si realizza &#8211; in senso pratico come in senso allegorico &#8211; la vera metafora del viaggio come esperienza qualificante per l&#8217;uomo. Il suo è un diario dettagliatissimo e puntuale degli spostamenti tra le piste e le dune del Marocco, dove polvere, sabbia, silenzio, elementi naturali, imprevisti, condizioni climatiche avverse, guasti meccanici e soprattutto bisogno di confrontarsi con se stessi, guidano la corsa verso il nuovo, verso un altrove che è sempre un chilometro avanti e che strada facendo getta negli occhi immagini che andranno serbate per la memoria propria e di quei posti. «Io viaggio tra le sabbie, senza sfidare il Grande Deserto, ma assecondandolo duna dopo duna». È questo il messaggio di Salvai e il motivo cardine che gli fa da guida. «Ho scritto queste pagine perché, narrando, il viaggio si perpetua nel tempo, diviene infinito e supera le barriere dello spazio e del tempo». Salvai racconta un Marocco che a volerlo rispiegare a parole proprie non ci si riuscirebbe &#8211; come per noi che siamo nella posizione di raccontarlo a nostra volta, in una operazione metanarrativa in piena regola, che ci espone al rischio di apparire innaturali, laddove invece l&#8217;esperienza concreta è talmente intensa e pregnante che ha un vocabolario tutto suo e trova voce in un assetto narrativo degno di quegli scrittori d&#8217;oggi che con modalità simili ma ragioni diverse, ci espongono meraviglie romanzate in grado di avvicinarci al sogno del viaggio. Salvai il viaggio lo compie davvero ma a differenza di quando si producevano romanzi d&#8217;avventura sette/ottocenteschi, per esempio, lui l&#8217;Africa la vive da colonizzato &#8211; perché per lui l&#8217;Africa colonizza per primo il cuore. L&#8217;Africa è un luogo da attraversare senza portare via nulla, neanche un granello di sabbia, lasciando esattamente tutto al suo posto, e facendosi unicamente prendere e incantare, lasciando pezzi di sé nei luoghi deputati all&#8217;asilo e alla memoria. Il deserto, allora, non è mai un vero deserto, e ciò che l&#8217;esplorazione comporta è uno scoprirsi sotto altra luce e altra stella, avvolti da un profumo secco come quella della sabbia che si infila dappertutto e che, con un sol colpo di vento, cambia faccia ad un paesaggio che per alcuni, come Salvai stesso, non si può mai smettere di cercare.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Alessandra Di Gregorio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>La piramide</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 15:37:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Collana I Sampietrini]]></category>
		<category><![CDATA[Gattogrigio Editore]]></category>
		<category><![CDATA[La piramide]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Tonini]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ringrazio Leonardo Tonini e l‘Associazione Culturale Gattogrigio. Recensione a cura di Alessandra Di Gregorio. Titolo: La piramide Autore: Tonini Leonardo Editore: Gattogrigioeditore Data di Pubblicazione: 2007 Collana: I sampietrini ISBN: 8896314003 ISBN-13: 9788896314005 Pagine: 60 ____ La Piramide è il primo volume edito dall&#8217;Associazione Culturale mantovana che risponde al nome di Gattogrigio Editore, pubblicato, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ringrazio <strong>Leonardo Tonini</strong> e l‘<strong>Associazione Culturale Gattogrigio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Recensione a cura di <strong>Alessandra Di Gregorio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/04/la-piramide.jpg?w=200&amp;h=300"><img class="alignnone" title="copertina" src="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/04/la-piramide.jpg?w=200&amp;h=300" alt="" width="200" height="283" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Titolo</strong>: La piramide<br />
<strong>Autore</strong>: Tonini Leonardo<br />
<strong>Editore</strong>: Gattogrigioeditore<br />
<strong>Data di Pubblicazione</strong>: 2007<br />
<strong>Collana</strong>: I sampietrini<br />
<strong>ISBN</strong>: 8896314003<br />
<strong>ISBN-13</strong>: 9788896314005<br />
<strong>Pagine</strong>: 60</p>
<p style="text-align: justify;">____</p>
<p style="text-align: justify;">La Piramide è il primo volume edito dall&#8217;Associazione Culturale mantovana che risponde al nome di Gattogrigio Editore, pubblicato, come tutti i testi editi e promossi dalla rampante iniziativa lombarda, con licenza copyleft e senza scopo di lucro. È l&#8217;interessante punto di vista di un letterato italiano che attraverso cinque racconti minimi propone cinque esempi di visione del mondo e dei rapporti umani in esso vissuti e possibili. Il taglio generale dei racconti, e dunque dell&#8217;intera raccolta, è retorico &#8211; nel senso filosofico più concreto &#8211; e se da un lato invita ad una riflessione circa ideali e modi di fare della società come del singolo (spiattellandone difetti, non minimizzandone i conflitti, concentrandone le ottiche) dall&#8217;altro pone di fronte ad una letteratura agile, secca, sbrigativa, concisa e pregnante, in cui un narratore alle volte sentimentale, alle volte platealmente idealista, ferreo e riflessivo, si getta in pasto alle lettere con dosato impegno.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne <em>Lo Studente</em>, l&#8217;impianto narrativo corrisponde ad un assetto dialogico del tutto peculiare. Qui troviamo infatti due persone coinvolte in una speculazione filosofica di un certo interesse. Il tema di fondo è relativo alla ragione per cui si reagisce in un certo modo di fronte agli stimoli; l&#8217;Autore sostiene &#8211; costruendo una impalcatura nient&#8217;affatto male &#8211; il ragionamento per il quale è possibile osservare atteggiamenti egoistici anche dietro alle iniziative all&#8217;apparenza più nobili. Ne chiarifica le ulteriori caratteristiche, certo, ma non ne dà per forza una chiave di lettura negativa; al contrario, l&#8217;Autore traccia, attraverso le parole di un oratore che sa il fatto suo, il fondamento umano per il quale si sta bene a far del bene e non necessariamente ciò che è male &#8211; come ad esempio salvare il prossimo perché ci piace la sensazione che ne ricaviamo, benevolenza generale compresa &#8211; si può demonizzare a priori. Salvare qualcuno è pur sempre salvare qualcuno, a prescindere dalle ragioni per le quali ciò avviene.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne <em><strong>La Piramide</strong></em>, un oratore in solitaria rivolge un discorso ispirato ad una platea di cui non conosciamo dimensione, nome e colore. Un invito ad armarsi unicamente del proprio intelletto per brandirlo contro media corrotti, politicanti da strapazzo, dittature filosofiche vecchie e nuove. Il cambiamento, viene da chiedersi leggendo, può passare solo per la voce di un unico uomo? La storia &#8211; dall&#8217;antica Grecia in avanti &#8211; è piena di uomini che da grandi oratori sono stati ridotti al rango di semplici imbonitori di piazza. La consapevolezza della mancanza di unione e coesione nella lotta è la vera sconfitta dell&#8217;uomo che arde di passione civile. Ma chi si brucerà sempre ogni volta come fosse la prima e unica sopportabile? L&#8217;uomo comune, o colui che si anima da un pulpito ogni volta diverso, mosso da schiettezza e rettitudine intellettuale, ma vittima dell&#8217;immobilismo generale?</p>
<p style="text-align: justify;">In <strong><em>Il punto etico,</em></strong> un uomo e una donna, nudi in un letto, vicini al grado massimo tanto del pudore che della vulnerabilità e della suscettibilità, raccontano come sia possibile giungere allo zero assoluto del desiderio, rappresentando nella pratica ciò che &#8211; solo nei concetti &#8211; è la brama umana di possedere e concupire un altro essere &#8211; al punto da fargli, in segreto, una violenza.</p>
<p style="text-align: justify;">In <strong><em>Una storia inventata</em></strong>, il senso di colpa di un uomo meschino di fronte al tradimento appena compiuto. Il fantasma dell&#8217;amante che diviene spettro delle proprie malefatte. La confessione e il racconto di cosa si è fatto, per dire in altre parole chi si è e in quali modi &#8211; pur con tutto il fascino di cui si dispone &#8211; si conquista una preda, tirando fuori il meglio che la propria faccia tosta permette, per tornare l&#8217;indomani i soliti vili nei soliti vecchi abiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne <strong><em>L&#8217;invasione dei Rofo in Italia</em></strong>, Tonini analizza, attraverso un racconto di cui si individua facilmente la retorica &#8211; supportata anche dall&#8217;intelligente disegno di base del dettato narrativo &#8211; la tematica della diversità, nel racconto &#8211; al limite tra il favolistico e la cronaca ridicola e dell&#8217;assurdo &#8211; di una pacifica o meglio non del tutto chiara, invasione aliena. L&#8217;alieno assurge qui a figura chiave del discorso sulla problematica del &#8220;diverso da sé&#8221; e nelle reazioni di coloro che vi avranno a che fare, è chiarita se non del tutto, almeno in parte, la prospettiva umana di fronte a chi in qualche modo non rispecchia canoni facilmente inquadrabili.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alessandra Di Gregorio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Un tango per Victor</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2009 22:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[La Carmelina Edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Un tango per Victor]]></category>

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		<description><![CDATA[Ringrazio Lorenzo Mazzoni e La Carmelina. recensione a cura di Alessandra Di Gregorio. Titolo: Un tango per Victor Autore: Mazzoni Lorenzo Editore: La Carmelina Data di Pubblicazione: 2008 ISBN: 8890330023 ISBN-13: 9788890330025 Pagine: 160 Un tango per Victor, di Lorenzo Mazzoni, edito dalla dinamica editrice ferrarese La Carmelina, è un testo sobrio ed elegante, presentato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="snap_preview">
<p style="text-align: justify;">Ringrazio <a href="http://lorenzomazzoni.splinder.com/" target="_self"><strong>Lorenzo Mazzoni</strong></a> e <a href="http://www.lacarmelinaedizioni.it/" target="_self"><strong>La Carmelina</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">recensione a cura di <strong>Alessandra Di Gregorio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/04/un-tango-per-victor.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2023" style="border: 2px solid blue; margin-left: 2px; margin-right: 2px;" title="un-tango-per-victor" src="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/04/un-tango-per-victor.jpg?w=200&amp;h=300" alt="un-tango-per-victor" width="200" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Titolo</strong>: Un tango per Victor<br />
<strong>Autore</strong>: Mazzoni Lorenzo<br />
<strong>Editore</strong>: La Carmelina<br />
<strong>Data di Pubblicazione</strong>: 2008<br />
<strong>ISBN</strong>: 8890330023<br />
<strong>ISBN-13</strong>: 9788890330025<br />
<strong>Pagine</strong>: 160</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Un tango per Victor</strong>, di Lorenzo Mazzoni, edito dalla dinamica editrice ferrarese La Carmelina, è un testo sobrio ed elegante, presentato con volontario tono dimesso &#8211; frutto dell’uso di un calibro personale ragionato, non sicuramente di una mancata capacità di vivacità letteraria. È la storia di Denil, musicofilo italo-cileno immerso nella multi-etnicità di Amsterdam e dei suoi canali.</p>
<p style="text-align: justify;">È un testo che andrebbe suonato, annusato, fumato, amato, ammiccato, filmato &#8211; in cui sesso, amore, nostalgia patria, problematica sociale, abuso storico, tragedia umana, omaggio politico e riflessione esistenziale, si alternano al Sunflower Bay, tra un disco e l’altro, un avventore, una canna rollata sul posto, un succo d’arancia. La piacevolezza di Mazzoni si evidenza nella penna docile, che non cerca di strafare ma al contempo è in grado di creare sommovimenti inattesi in un climax che prepara alla svolta, nella generale pacatezza e accondiscendenza che scandisce la vita ovattata di un Denil all’apparenza sottotono.</p>
<p style="text-align: justify;">È come se il libro avesse due anime che si abbracciano di continuo pur restando nette e separate: da un lato l’anima risentita e vilipesa di italo-cileno, i cui occhi sono meno offesi di quelli di zio Victor, ma non per questo meno sensibili ai racconti degli esuli &#8211; i passi dedicati al racconto della vita (e soprattutto del massacro) di Victor Jara toccano apici di umanità e poesia inattesi &#8211; dall’altra i moti sentimentali privati, ritratti splendidamente nella descrizione e narrazione della folgorante attrazione per la <em>tanguera</em> argentina che si esibisce in piazza, in un trionfo di sensualità in cui la carne non offende la pagina ma la rende viva con estrema grazia e dolcezza. La tenerezza di un incontro che poi diventa effusione panica, colora la pagina e cola sui nostri occhi affascinati, mentre tra un bacio e una carezza Denil perde e ritrova se stesso, colorandosi a sua volta, accendendosi, risvegliandosi nel moto ondoso di un sentimento che lo sovrasta.</p>
<p style="text-align: justify;">Un tango per Victor, prima che lei vada via senza ammettere che vuole esser seguita. Anche se poi un tango non basta mai e il tempo del canto è tempo del corpo e raffreddato il primo, il secondo cessa di riflesso.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alessandra Di Gregorio</strong></p>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Vita e opinioni filosofiche di un gatto</title>
		<link>http://www.bookland.it/2009/03/29/vita-e-opinioni-filosofiche-di-un-gatto/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 21:13:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Scaraffia]]></category>
		<category><![CDATA[H. Taine]]></category>
		<category><![CDATA[Hippolyte Taine]]></category>
		<category><![CDATA[Nottetempo edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[saggio filosofico]]></category>
		<category><![CDATA[Vita e opinioni filosofiche di un gatto]]></category>

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		<description><![CDATA[recensione a cura di Alessandra Di Gregorio. Titolo: Vita e opinioni filosofiche di un gatto Autore: Taine Hippolyte Curato da: Scaraffia G. Editore: Nottetempo Data di Pubblicazione: 2009 Collana: I sassi ISBN: 8874521863 ISBN-13: 9788874521869 Pagine: 45 Vita e opinioni filosofiche di un gatto è un’opera di Taine snella e gustosa. Nottetempo cura questo volume [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="snap_preview">
<p style="text-align: justify;">recensione a cura di <strong>Alessandra Di Gregorio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/03/vita-e-opinioni-filosofiche-di-un-gatto.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1991" style="border: 2px solid black; margin-left: 2px; margin-right: 2px;" title="vita-e-opinioni-filosofiche-di-un-gatto" src="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/03/vita-e-opinioni-filosofiche-di-un-gatto.jpg?w=200&amp;h=300" alt="vita-e-opinioni-filosofiche-di-un-gatto" width="200" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Titolo</strong>: Vita e opinioni filosofiche di un gatto<br />
<strong>Autore</strong>: Taine Hippolyte<br />
<strong>Curato da</strong>: Scaraffia G.<br />
<strong>Editore</strong>: Nottetempo<br />
<strong>Data di Pubblicazione</strong>: 2009<br />
<strong>Collana</strong>: I sassi<br />
<strong>ISBN</strong>: 8874521863<br />
ISBN-13: 9788874521869<br />
Pagine: 45</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Vita e opinioni filosofiche di un gatto</strong> è un’opera di <strong>Taine</strong> snella e gustosa. <strong><em>Nottetempo</em></strong> cura questo volume di gran contenuto affidandone la prefazione e la nota a <strong>Giuseppe Scaraffia</strong>, che del filosofo rintraccia gli esordi, la vita, le battute d’arresto e gli episodi fondamentali, lasciandoci entrare nell’ottica di un uomo che non ha conosciuto ovvietà e non ha praticato i salotti per il gusto di tener banco.</p>
<p style="text-align: justify;">Figlio di un periodo in cui il pensiero talvolta s’è allontanato dall’uomo, perché la ragione &#8211; pur così sollecitata alla riflessione &#8211; passando di cenacolo in cenacolo, può diventare vezzo, passatempo accademico (pochi eletti hanno pochi pensieri buoni e compiuti, mentre il resto del mondo vegeta e non è ritenuto all’altezza neppure di piangere la propria miseria) e puro ornamento dell’indole vanesia del pensatore, Taine pretese di passare dalla formula alla vita, di mettere carne sul puro scheletro e andare oltre l’idea astratta. Gli amici lo rimproveravano perché non appariva capace di diluire l’amarezza del suo dire, ma è proprio in questo testo che il ragionamento lineare e conciso di un Taine mai cinico, ma realistico, concentrato e metodico, raccoglie su di sé una poetica di vita lontana dai facili patetismi del buon costume o del pensiero politicamente corretto indotto dalla <em>Società</em> . Lo <em>spleen</em> dello scrittore è una malattia <em>professionale</em> che si può combattere con l’azione. Scrivere uccide e rende molto poco economicamente, ma anche potendo scegliere, probabilmente non si potrebbe decidere di fare altro. La maggiore difficoltà per lui era coniugare la forza del discernimento con la gran dote creativa &#8211; da qui la particolarità del suo disquisire filosofico, mai fine a se stesso, mai sterile, ma concreto e corposo come solo da un osservatore della natura e del quotidiano può produrre.</p>
<p style="text-align: justify;">Ai suoi discepoli consigliava di acquistare quaderni da quattro soldi e scrivere di tutto e con frequenza; appuntare la cronaca minima, i particolari all’apparenza irrilevanti, gli episodi di vita altrui e di tutti, perché è solo dall’attenta osservazione e dall’annotazione di quanto ci sta attorno, che possiamo trarre la misura di una riflessione e del nostro meditare. Bisogna sempre avere una riserva dalla quale attingere idee fresche. Particolari che saltino fuori dalla pagina e che abbiano qualcosa da dire e da mostrare. Non si può parlare o scrivere a vuoto &#8211; e questa è una grande lezione &#8211; perché la riflessione sia qualcosa di più complesso della mera speculazione filosofica. L’esistenza si esplica in una realtà materiale che non si può ignorare. Allora la si deve affrontare e partire dal dato concreto per superarlo e trovarvi l’oltre.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Gatto</strong> è un gustoso affresco di vita narrato in prima persona da un gatto che racconta di sé dalla nascita all’età adulta, in un climax esistenziale in cui il vizio della falsità del luogo comune umano è smascherato, preso e deriso, rovesciato da questo insolito osservatore tanto saggio e feroce da sapere come va il mondo, e che la Civiltà umana imbellettata è menzognera, e solo nel regno animale è possibile cogliere l’essenza di quanto la natura ha stabilito. Il cortile del gatto rappresenta una umanità alla <em>Swift</em>, dove ci cela nella bestia il corrispettivo umano, e nell’orgia di sangue in cui le galline ci rimettono le penne (ma verranno salvate dalla famelica bocca dei gatti, per morire poi più in là, per la mortifera mano del padrone), la Civiltà viene colta in fallo, perché disposta a tutto pur rinnegando una natura imperdonabile.</p>
<p style="text-align: justify;">È sempre questione certa di chi mangerà chi per primo &#8211; questo è l’unico assunto certo &#8211; ma l’Uomo è così ipocrita e falso da pascere lungamente le bestie da macello, illudendole di una vita che non esiste. «Una corrente rapida e immensa ci trascina. A quale scopo studiarne la rapidità e la profondità?» Un invito all’accettazione delle regoli universali che dominano il mondo e al godimento di quanto c’è dato godere nello stesso istante in cui lo si sta vivendo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Alessandra Di Gregorio. </strong></p>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;aura di tutti i giorni</title>
		<link>http://www.bookland.it/2009/03/28/laura-di-tutti-i-giorni/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 19:24:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Ibiskos]]></category>
		<category><![CDATA[L'aura di tutti i giorni]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Boerci]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianza di vita vissuta]]></category>

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		<description><![CDATA[Ringrazio Laura. recensione a cura di Alessandra Di Gregorio. Titolo: L’ aura di tutti i giorni Autore: Boerci Laura Curato da: Pierpaoli S., Mecenate S. Editore: Ibiskos Editrice Risolo Edizione: 3 Collana: Testimonianze ISBN: 8854603228 ISBN-13: 9788854603226 L’aura di tutti i giorni o Laura &#8211; come nel gioco lessicale della sonettistica petrarchesca, in cui Petrarca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="snap_preview">
<p>Ringrazio <strong>Laura</strong>.</p>
<p>recensione a cura di <strong>Alessandra Di Gregorio</strong>.</p>
<p><a href="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/03/laura-di-tutti-i-giorni.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1977" style="border: 2px solid black; margin-left: 2px; margin-right: 2px;" title="laura-di-tutti-i-giorni" src="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/03/laura-di-tutti-i-giorni.jpg?w=200&amp;h=300" alt="laura-di-tutti-i-giorni" width="200" height="300" /></a></p>
<p><strong>Titolo</strong>: L’ aura di tutti i  giorni<br />
<strong>Autore</strong>: Boerci Laura<br />
<strong>Curato da</strong>:  Pierpaoli S., Mecenate S.<br />
<strong>Editore</strong>: Ibiskos Editrice  Risolo<br />
<strong>Edizione</strong>: 3<br />
<strong>Collana</strong>:  Testimonianze<br />
<strong>ISBN</strong>: 8854603228<br />
<strong>ISBN-13</strong>:  9788854603226</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’aura di tutti i giorni</strong> o  <em>Laura</em> &#8211; come nel gioco lessicale della sonettistica petrarchesca, in  cui Petrarca gioca sui significati di <em>Laura/l’aura e lauro/l’auro</em> &#8211; è  una narrazione semplice e moderata che quasi trae in inganno col rifiutarsi di  Laura di mettersi a urlare.</p>
<p style="text-align: justify;">Laura Boerci indubbiamente colpisce per  l’eleganza, il buongusto, l’umorismo irriverente e dolce, la proprietà di  linguaggio e l’incantevole verve. Si racconta in un romanzo che è anche diario,  nel quale mette a nudo debolezze all’apparenza limitanti (ma che avrebbero  istupidito più del 90% di noi e che lei invece amministra in una maniera che  lascia di stucco) e una vita ricca di affetti e momenti &#8211; tutti di rilevanza  eccezionale per la formazione di una giovane donna che non ha qualcosa in meno  ma esageratamente qualcosa in più. «A volte penso ai bambini che non ho avuto»  dice «Con una schiena così dovetti dire addio a tante cose ed anche a qualche  sogno. Ero una guerriera senza forza, imprigionata nell’armatura. Addio a  vestiti scollati e stretti. Addio all’idea di avere bambini». Laura soffre di  atrofia spinale ed è una costretta in un corpo che non l’asseconda, mentre la  sua anima è così fervida e libera che tale costrizione sembra un contrappasso  per peccati mai commessi. La difficoltà oggettiva di una vita che teoricamente  schiaccia, è qui esposta e rievocata con voce adulta e tenera. Un percorso  accidentato affrontato a viso aperto sempre, visto come lotta contro il limite  peggiore &#8211; che è quello mentale &#8211; che non conosce arresto neppure con le grandi  perdite. Laura non vacilla &#8211; apparentemente o concretamente, e da un certo punto  in poi non sappiamo più rintracciare differenze &#8211; ed è stoica ma resta tutta da  cullare. La puoi tenere tra le braccia e lei si fa sempre più piccola, in certi  momenti, e la tenerezza infantile che la pervade, in un gioco di  equilibrio/squilibrio con le velleità di indipendenza e ribellione di ogni  ragazza comune, la rendono affascinante e grandiosa proprio in ragione di quel  guscio fragile che prende colpi ma non la convince alla resa. Laddove molti  avrebbero abdicato, lei trova nuovi spunti vitali.</p>
<p style="text-align: justify;">Laura non è mai sola. Amici e amori l’attorniano,  ma più di tutti divide le sorti con un fratello: <em>Gianlù</em> &#8211; come lo  appella lei &#8211; che ha la stessa fragilità ed è la sua piccola anima gemella, ma  non ha la stessa tempra. La natura lo condanna e se lo porta via. La lettura in  questi frangenti diventa impossibile, ciò va detto. I significati si addensano,  i sentimenti anche. La narrazione è così tersa da lasciare stupefatti, ma il  dolore ha una trasparenza indicibile e trova spazio in un dettato lineare e  nitido, arrivando come un pugno. Vien voglia di prendere Laura in braccio e  portarla via da tutto quanto, ma lei stoica non cede.</p>
<p style="text-align: justify;">La testimonianza di questa vita &#8211; di tutte le  vite qui contenute &#8211; si spinge decisamente oltre la mera cronaca, oltre il puro  dato biografico, oltre i limiti del romanzo, per diventare affresco lucido,  doloroso, drammatico e vivido, di una straordinaria vicenda umana e personale,  di una donna mai schiava di una forma, ma fattasi contenuto estremo, elegante e  incantevole.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Alessandra Di  Gregorio</strong>.</p>
</div>
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		<title>Pornografia sesso e femminismo</title>
		<link>http://www.bookland.it/2009/03/28/pornografia-sesso-e-femminismo/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 14:11:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Effepi Libri]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[saggio sul femminismo e il sesso]]></category>
		<category><![CDATA[saggio sulla pornografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Si ringrazia Effepi Libri recensione a cura di Alessandra Di Gregorio. Titolo: Pornografia, sesso e femminismo. Un filosofo liberal confuta le più frequenti accuse contro il porno Autore: Soble Alan Traduttore: Di Falco D. Editore: Effepi Libri Data di Pubblicazione: 2007 ISBN: 8860020107 ISBN-13: 9788860020109 Pagine: 229 . Cos’è in realtà la pornografia e quanta [...]]]></description>
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<p>Si ringrazia <a href="http://www.effepilibri.it/" target="_self"><strong>Effepi Libri</strong></a></p>
<p>recensione a cura di <strong>Alessandra Di Gregorio</strong>.</p>
<p><a href="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/03/pornografia-sesso-e-femminismo1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1966" style="border: 2px solid black; margin-left: 2px; margin-right: 2px;" title="pornografia-sesso-e-femminismo1" src="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/03/pornografia-sesso-e-femminismo1.jpg?w=200&amp;h=300" alt="pornografia-sesso-e-femminismo1" width="200" height="300" /></a></p>
<p><strong>Titolo</strong>: Pornografia, sesso e femminismo. Un filosofo liberal confuta le più frequenti accuse contro il porno<br />
<strong>Autore</strong>: Soble Alan<br />
<strong>Traduttore</strong>: Di Falco D.<br />
<strong>Editore</strong>: Effepi Libri<br />
<strong>Data di Pubblicazione:</strong> 2007<br />
<strong>ISBN</strong>: 8860020107<br />
<strong>ISBN-13</strong>: 9788860020109<br />
<strong>Pagine</strong>: 229</p>
<p>.</p>
<p style="text-align: justify;">Cos’è in realtà la pornografia e quanta colpa ha nello scadimento del costume odierno? È questo ciò che ci viene da pensare prendendo in mano questo volumetto di Effepi Libri dall’aspetto indubbiamente peccaminoso, sulla cui copertina campeggia una signorina niente male che non ci farà la cortesia di coprirsi per essere ignorata (o solamente per evitare commenti laidi), e ci inviterà piuttosto a prenderci la responsabilità di guardarla bene, prima di accennare alla benché minima e inutile apologia femminista &#8211; femminista nel senso superato e ristretto del termine, ritengo.<br />
Il saggio, così come si presenta, non presta il fianco alla facile critica che ha nel tempo analizzato la pornografia senza però mai analizzarla veramente (e, come sostiene l’Autore, forse senza mai aver mai visto davvero una pellicola piuttosto che una immagine), in una operazione di censura volta solo a negare una evidenza di ben altra natura, proponendo al suo posto una chiave di lettura del tutto fuorviante quando non addirittura ridicola e volontariamente ingannevole e ottusa.<br />
Soble rovescia alcuni dei modelli sinora esistenti, usando una logica nient’affatto pretenziosa, e sondando la problematica pornografica da un punto di vista maschile ma non maschilista, in cui la figura della donna &#8211; a dispetto di quanto banalmente sostenuto dalla generazione femminista che si è trincerata nella difesa totale dell’elemento femminile senza però capire da sé il potere implicito e rivoluzionario che tale istanza ha nella realtà pratica, oltre che in quella dei valori &#8211; appare tutto fuorché derisa e violata. La pornografia, vista e analizzata senza preconcetto, esplica la sua azione “salutare” nei modi più disparati e quel che viene sottolineato è che &#8211; fuor di ogni dubbio &#8211; la pornografia (concettuale) sta negli occhi di chi la cerca e guarda, non tanto nel contenuto, perché le immagini sono polisemiche per loro implicita natura, e ciò che rappresenta la perversione di uno non è detto che rappresenti anche quella di altri. Si cerca poi proprio di far luce su ciò che è pornografia &#8211; anche solo fine a se stessa &#8211; e su ciò che rappresenta il sogno erotico in sé o la perversione, perché il filone perverso non è prettamente pornografico così come lo intendiamo noi. Oggi la Rete ci offre un ventaglio di possibilità d’indagine &#8211; oltre che di trastullo &#8211; che non può trarre in inganno l’occhio onesto che vi si approccia con scopo critico. A voler bene sgranarli, gli occhi, tutto vedremo fuorché stupri e violenze su donne succubi (i video snuff non afferiscono alla pornografia, quindi c’è da fare anche una dovuta chiarificazione a questo riguardo, specie perché rappresentano una casistica da inquadrarsi molto a latere) ma vedremo l’esplicazione di un potere che piuttosto tende a schiacciare il maschio che non può farne a meno, e deve possedere non limitatamente a scopare, ma a venerare, il corpo femminile in ogni sua appendice e mucosa.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Alessandra Di Gregorio</strong></p>
</div>
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		<title>Nero, l&#8217;inchiostro</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 20:58:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[edizioni Montag]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Barcellandi]]></category>
		<category><![CDATA[Nero l'inchiostro]]></category>
		<category><![CDATA[poesia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[silloge poetica]]></category>

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		<description><![CDATA[recensione a cura di Alessandra Di Gregorio. Titolo: Nero, l’inchiostro Autore: Barcellandi Fabio Editore: Montag Data di Pubblicazione: 2008 Collana: Solaris ISBN: 8895478363 ISBN-13: 9788895478364 Pagine: 66 Il testo di Barcellandi, con prefazione di Beppe Costa, è una silloge poetica incentrata sul tema della morte. Considerazioni snelle, versi lesti, riflessioni concise, analisi mordace, al limite [...]]]></description>
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<p>recensione a cura di <strong>Alessandra Di Gregorio.</strong></p>
<p><a href="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/03/nero-linchiostro.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1905" style="border: 2px solid red; margin-left: 2px; margin-right: 2px;" title="nero-linchiostro" src="http://scritturainforma.files.wordpress.com/2009/03/nero-linchiostro.jpg?w=200&amp;h=300" alt="nero-linchiostro" width="200" height="300" /></a></p>
<p><strong>Titolo</strong>: Nero, l’inchiostro<br />
<strong>Autore</strong>: Barcellandi Fabio<br />
<strong>Editore</strong>: Montag<br />
<strong>Data di Pubblicazione</strong>: 2008<br />
<strong>Collana</strong>: Solaris<br />
<strong>ISBN</strong>: 8895478363<br />
<strong>ISBN-13</strong>: 9788895478364<br />
<strong>Pagine</strong>: 66</p>
<p style="text-align: justify;">Il testo di Barcellandi, con prefazione di Beppe Costa, è una silloge poetica incentrata sul tema della morte. Considerazioni snelle, versi lesti, riflessioni concise, analisi mordace, al limite estremo della secchezza. La morte vista nelle sue plurime valenze di consolazione, desolazione, separazione, distacco, ansia, condanna, certezza.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Autore contrappone le diverse istanze della considerazione sul tema, a tutto ciò che è vita e che in vita è possibile fare. La sensazione che ci lascia è relativa al fatto che la vita stessa appare il più delle volte come mero e dovuto &#8211; quando non addirittura coscientemente compreso &#8211; passaggio obbligato che unicamente traghetta, che sostanzialmente non dà nulla e forse spesso toglie, e che veicola una morte che non è perdita ma ricompensa e consolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Interessanti le riflessioni sulla speranza e la disperazione. L’uomo è veramente colto impreparato o vive affrontando l’idea della fine? La vita è cosa vana, tutto un rincorrersi di rese e un perder diottrie, inevitabile tanto quanto la morte, o il momento che decreta che l’uomo non è solo impegnato ad occupare uno spazio breve prima della dipartita?</p>
</div>
<div class="snap_preview"><strong><br />
</strong></div>
<div class="snap_preview"><strong>Adg.</strong></div>
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